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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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⚠️ BREAKING NEWS | Intel esplode in pre-market: Trump annuncia chip Apple prodotti negli USA Intel sale di circa il 9% nel pr
⚠️ BREAKING NEWS | Intel esplode in pre-market: Trump annuncia chip Apple prodotti negli USA Intel sale di circa il 9% nel pre-market dopo che Trump ha dichiarato su Truth Social che Apple avrebbe accettato di collaborare con Intel per progettare e produrre alcuni chip negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato, Trump avrebbe anche citato un accordo di fornitura tra Intel e Nvidia e una collaborazione con la Terafab di Elon Musk. Il punto politico è chiaro: riportare la manifattura dei semiconduttori negli USA e ridurre la dipendenza da Taiwan. Il dettaglio più importante per il mercato è che il governo USA possiede già circa il 10% di Intel, dopo la conversione di 8,9 miliardi di dollari di sovvenzioni CHIPS Act non ancora erogate in azioni. In pratica, ogni rialzo di Intel diventa anche una vittoria politica per Washington. Da prendere ancora con cautela: Apple e Intel non hanno ancora confermato ufficialmente i dettagli. Ma se l’accordo fosse confermato, sarebbe un passaggio enorme per Intel Foundry e per tutta la narrativa “America First” sui chip.

LA CINA È ENTRATA IN UN MERCATO ORSO. ▪️ L’indice MSCI China ha perso il 20% dai massimi di ottobre ed è ufficialmente vicino
LA CINA È ENTRATA IN UN MERCATO ORSO. ▪️ L’indice MSCI China ha perso il 20% dai massimi di ottobre ed è ufficialmente vicino al territorio “bear market”. Il problema principale è che i pesi massimi dell’indice, come Alibaba e Tencent, continuano a soffrire per utili deludenti e per una domanda interna molto debole. A maggio i consumi al dettaglio cinesi sono addirittura diminuiti, cosa che non accadeva dai tempi della pandemia. In altre parole: le famiglie cinesi stanno spendendo meno e questo colpisce direttamente i colossi dell’e-commerce e di Internet. ▪️ Mentre Stati Uniti, Taiwan e Corea del Sud stanno beneficiando dell’enorme corsa globale agli investimenti nell’intelligenza artificiale, la Cina è rimasta in panchina. L’MSCI China è composto soprattutto da società Internet e consumer, mentre mancano i grandi produttori di semiconduttori e hardware AI che stanno trainando i mercati asiatici. Per questo motivo Taiwan e Corea stanno aggiornando i massimi storici grazie ai chip, mentre la Cina continua a perdere terreno. ▪️ C’è poi un problema di allocazione del capitale. Molti investitori internazionali preferiscono comprare aziende legate all’AI in Corea, Taiwan o negli Stati Uniti piuttosto che restare esposti ai titoli tecnologici cinesi. I titoli tech cinesi stanno diventando “vittime del successo dei vicini asiatici”. In pratica il ragionamento è semplice: perché comprare Tencent o Alibaba quando Nvidia, TSMC, SK Hynix e gli altri vincitori dell’AI continuano a mostrare crescita e momentum superiori? La vera domanda oggi non è se la Cina sia economica. Lo è da tempo. La domanda è quando tornerà una crescita dei consumi e degli utili sufficientemente forte da convincere gli investitori globali a tornare. Finché questo non accade, il mercato rischia di continuare a preferire i vincitori dell’AI rispetto ai “campioni” cinesi.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Dentro i mercati, oltre i titoli. 18 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 -1,21% (7.420), Nasdaq 100 -0,99% (29.671), Dow Jones -0,97% (51.498), Russell 2000 -0,72% (2.918) Europa: EuroStoxx 50 +0,80% (6.307), DAX +0,08%, CAC -0,20%, FTSEMIB +0,31% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Industrials -0,12%, Financials -0,52%, Technology -0,61% Bottom 3: Communication Services -2,98%, Consumer Discretionary -2,69%, Real Estate -2,47% –– Takeaway veloci –– • Wall Street archivia una delle sedute più importanti dell’anno: la Fed lascia i tassi invariati ma il messaggio è molto più aggressivo del previsto. • Kevin Warsh debutta alla guida della Fed eliminando completamente la forward guidance. Tradotto: la banca centrale non vuole più suggerire quale sarà la prossima mossa. • I mercati ora prezzano nuovamente un rialzo dei tassi entro fine anno. Il Treasury a 2 anni balza al 4,22%, il dollaro torna sopra quota 100 e l’oro scende. –– Specifiche azioni –– • Intel: il processo produttivo 18A-P entra nella fase di risk production. • AST SpaceMobile: lanciati con successo i satelliti BlueBird 8, 9 e 10 tramite Falcon 9. • Netflix: smentisce le indiscrezioni su una possibile acquisizione di Lionsgate Studios. –– Prossimi eventi da monitorare –– • Bank of England. • Swiss National Bank. • Norges Bank. • Richieste settimanali di sussidi USA. • PPI Canada. • Firma ufficiale del memorandum USA-Iran. –– Focus del giorno –– L'era di Kevin Warsh è iniziata con il botto Molti investitori pensavano che Kevin Warsh sarebbe arrivato alla Fed con un atteggiamento più accomodante. È successo esattamente il contrario. La vera notizia non è che i tassi sono rimasti fermi. Quello era già scontato. La vera notizia è che la Fed ha praticamente eliminato le istruzioni per il mercato. Niente più forward guidance. Niente più indicazioni sulla prossima mossa. Da oggi gli investitori dovranno interpretare i dati economici senza il tradizionale “aiutino” della banca centrale. Ancora più importante è il messaggio implicito: l’inflazione è tornata a essere il problema numero uno. I dot plot mostrano che metà del comitato vede almeno un rialzo dei tassi entro fine anno e i tassi resterebbero elevati fino al 2027. Ma c’è un altro dettaglio che il mercato forse sta sottovalutando. Warsh ha annunciato cinque task force interne che analizzeranno comunicazione, bilancio Fed, nuove fonti dati, produttività e modelli di inflazione. Può sembrare burocrazia, ma non lo è. Quando una banca centrale decide di rivedere come misura inflazione, produttività ed economia significa che potrebbe preparare un cambiamento del proprio quadro operativo. Alcuni analisti iniziano già a ipotizzare l’utilizzo più ampio di misure come il “trimmed mean”, indicatori che filtrano i movimenti più estremi dei prezzi e tendono a mostrare un’inflazione più persistente rispetto ai dati headline. Se questa sarà davvero la direzione, il mercato potrebbe dover convivere con tassi più alti per più tempo di quanto immaginato fino a poche settimane fa. La Fed non ha alzato i tassi. Ma ieri sera ha ricordato a tutti che potrebbe ancora farlo. ~ About Markets

⚠️ BREAKING NEWS | Trump firma l’accordo con l’Iran e cambia linea: concessioni su uranio, missili e fondi congelati • Stati
⚠️ BREAKING NEWS | Trump firma l’accordo con l’Iran e cambia linea: concessioni su uranio, missili e fondi congelati • Stati Uniti e Iran avrebbero firmato a distanza il memorandum d’intesa per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz. La firma, prevista venerdì in Svizzera, sarebbe stata anticipata per accelerare la riapertura dello stretto. • Il punto politico è enorme: Washington aveva iniziato la guerra anche per fermare l’arricchimento dell’uranio iraniano. Ora Trump apre alla possibilità che Teheran possa arricchire uranio per scopi civili. Prima lo Stretto era aperto, poi si è chiuso con la guerra, ora l’urgenza è riaprirlo. • Anche sui fondi congelati arriva una svolta: Trump ha lasciato intendere che l’Iran potrebbe riottenere accesso a miliardi di dollari bloccati, sostenendo che quei soldi non appartengono agli Stati Uniti. Proprio l’arricchimento dell’uranio, i missili balistici e il finanziamento delle attività regionali iraniane erano stati indicati come le principali ragioni per cui, a suo giudizio, l’accordo di Obama del 2015 era stato un fallimento. La cosa interessante è che gli Stati Uniti vendono l’accordo come una vittoria, ma per ora sembrano aver ottenuto soprattutto la necessità di risolvere problemi creati dalla guerra stessa. Uranio, Hormuz e fondi congelati erano linee rosse. Oggi diventano pezzi del compromesso. I mercati reagiscono alla notizia positivamente con i futures azionari in rialzo.

CONFERENZA WARSH 1. Warsh ha ribadito che il mandato resta doppio: stabilità dei prezzi e piena occupazione. Il punto è che,
CONFERENZA WARSH 1. Warsh ha ribadito che il mandato resta doppio: stabilità dei prezzi e piena occupazione. Il punto è che, secondo la Fed, l’economia americana continua a reggere bene nonostante il conflitto: crescita, investimenti, produttività e mercato del lavoro restano solidi. Questo rende più difficile giustificare tagli rapidi. 2. Il vero problema resta l’inflazione. Warsh ha detto chiaramente che i prezzi sono sopra il target del 2% da troppo tempo e che il peso per le famiglie americane non può diventare permanente. Il SEP conferma il cambio di tono: PCE 2026 rivisto al 3,6% dal 2,7% di marzo, Core PCE al 3,3% dal 2,7%. È una revisione pesante, e infatti anche il percorso dei tassi sale: Fed Funds attesi al 3,8% a fine 2026 e al 3,6% nel 2027. 3. Il dot plot è il messaggio più duro della giornata. Nove membri su diciotto vedono almeno un rialzo dei tassi nel 2026, e sei di questi nove vedono più di un rialzo. Solo un membro prevede un taglio. Warsh, a quanto pare, non ha inserito le sue proiezioni personali nel SEP. Ma la sostanza non cambia: il centro di gravità del FOMC si è spostato verso tassi più alti più a lungo. 4. Warsh ha anche annunciato cinque task force interne alla Fed. La prima lavorerà sulla comunicazione, per renderla più corta, chiara e meno dipendente dalla vecchia forward guidance. La seconda guarderà al bilancio della Fed, cioè dimensione, composizione e rischi della liquidità nel sistema. La terza si concentrerà sui dati, con l’obiettivo di usare fonti più tempestive e metodologie più adatte a un’economia che cambia rapidamente. La quarta analizzerà produttività, lavoro e impatto dell’AI, perché l’intelligenza artificiale può cambiare il modo in cui la Fed legge crescita, salari e inflazione. La quinta rivedrà il framework generale della banca centrale, cioè il manuale con cui la Fed interpreta il proprio mandato e decide la politica monetaria. 5. Il passaggio più interessante è soprattutto la terza task force, quella sui dati. Warsh ha detto che la Fed vuole usare fonti informative più tempestive e metodologie più aggiornate. Questo potrebbe voler dire una cosa molto importante: dare più peso a misure dell’inflazione meno rumorose, come la trimmed mean di cui abbiamo parlato settimana scorsa proprio su questo canale Telegram. 6. Spiegata semplice: la trimmed mean elimina dal calcolo dell’inflazione le componenti più estreme, sia al rialzo sia al ribasso. Serve a capire meglio qual è la vera tendenza di fondo dei prezzi, senza farsi ingannare da shock temporanei su energia, alimentari o singole categorie volatili. Per il mercato è rilevante perché, se la Fed guarda meno al dato headline e più a misure “pulite”, potrebbe risultare meno aggressiva di quanto suggerisce il dot plot. Probabilmente, per questa motivazione, i mercati reagiscono positivamente con un rialzo del futures Nasdaq a +0,62%. Vi aggiorniamo se ci sono aggiornamenti.

Il dot plot è decisamente hawkish 1. 9 membri su 18 vedono almeno un rialzo dei tassi nel 2026. 2. 6 di questi 9 membri non v
Il dot plot è decisamente hawkish 1. 9 membri su 18 vedono almeno un rialzo dei tassi nel 2026. 2. 6 di questi 9 membri non vedono solo un rialzo, ma più rialzi nel corso dell’anno. Quindi non parliamo di un piccolo aggiustamento simbolico, ma di una Fed che sta seriamente riaprendo lo scenario di politica monetaria più restrittiva. 3. Solo un membro vede un taglio dei tassi nel 2026. Un partecipante, probabilmente Warsh, non ha presentato le proprie proiezioni. Questo rende il messaggio ancora più netto: il baricentro del Comitato si è spostato verso tassi più alti. 4. Anche il comunicato cambia tono: viene riscritto in modo molto più breve e viene rimosso il riferimento a “ulteriori aggiustamenti” dei tassi. In pratica, la Fed non vuole più guidare il mercato per mano. 5. La reazione dei mercati è coerente: futures azionari USA in calo, con Nasdaq 100 a -0,54%, S&P 500 a -0,75% e Russell 2000 a -0,26%. Il mercato sta prezzando una Fed meno accomodante di quanto sperava. 6. Anche il cambio si muove nella stessa direzione: EUR/USD scende di circa lo 0,5%, mentre il dollaro si rafforza. Quando il mercato vede tassi USA più alti più a lungo, il dollaro torna a respirare. 7. La parte più importante arriva dai rendimenti: il Treasury a 2 anni sale a circa 4,15%, con un movimento di quasi 10 punti base. È il tratto della curva più sensibile alla Fed, quindi è il segnale più pulito della reazione del mercato. Non ci resta che attendere la conferenza stampa, in arrivo a breve.

PROIEZIONI 1. La Fed taglia leggermente la stima di crescita per il 2026: PIL reale atteso al 2,2%, dal 2,4% previsto a marzo
PROIEZIONI 1. La Fed taglia leggermente la stima di crescita per il 2026: PIL reale atteso al 2,2%, dal 2,4% previsto a marzo. Non è una recessione, ma è una crescita meno brillante. 2. Il mercato del lavoro resta però solido: disoccupazione prevista al 4,3% nel 2026, sotto il 4,4% stimato a marzo. Quindi la Fed non vede ancora un’economia abbastanza debole da giustificare una svolta accomodante. 3. Il vero cambio di tono è sull’inflazione: PCE 2026 rivisto al 3,6%, dal 2,7% di marzo. È una revisione enorme e dice una cosa molto semplice: l’inflazione è più appiccicosa del previsto. 4. Anche il Core PCE viene rivisto nettamente al rialzo: 3,3% nel 2026, contro il 2,7% stimato a marzo. Questo è il dato che conta davvero per la Fed, perché elimina energia e alimentari. 5. Di conseguenza, sale anche il percorso atteso dei tassi: Fed Funds al 3,8% a fine 2026, dal 3,4% stimato a marzo. Per il 2027 la stima sale al 3,6%, dal 3,1%. 6. La Fed non sta dicendo “l’economia sta crollando”. Sta dicendo “l’economia regge, ma l’inflazione resta troppo alta”. Ed è proprio questa combinazione che rende difficile tagliare i tassi.

La Fed lascia i tassi fermi, ma il messaggio resta duro. 1. La Fed ha mantenuto il tasso di riferimento nel range 3,50% e 3,7
La Fed lascia i tassi fermi, ma il messaggio resta duro. 1. La Fed ha mantenuto il tasso di riferimento nel range 3,50% e 3,75%, con voto unanime. 2. Il punto più importante arriva dal dot plot: 9 membri su 18 del FOMC prevedono almeno un rialzo dei tassi nel 2026. 3. Dal comunicato sparisce il riferimento a “ulteriori aggiustamenti” dei tassi. In pratica, la Fed non vuole più dare al mercato una direzione preconfezionata. 4. Il messaggio è semplice: niente promessa di tagli, niente promessa di rialzi automatici. Si torna a decidere riunione per riunione, guardando inflazione e dati macro. 5. La Fed ribadisce che garantirà la stabilità dei prezzi. Tradotto: se l’inflazione resta alta, il mercato non può dare per scontata una banca centrale accomodante. 6. Per i mercati questa non è una riunione da panico, ma nemmeno un via libera. Tassi fermi oggi, ma Fed ancora potenzialmente restrittiva.

SPACE X E OPZIONI Questo grafico non guarda i ricavi, gli utili o la valutazione di SpaceX. Guarda una cosa molto più importa
SPACE X E OPZIONI Questo grafico non guarda i ricavi, gli utili o la valutazione di SpaceX. Guarda una cosa molto più importante nel brevissimo periodo: come sono posizionati i dealer sulle opzioni. Detta semplice: quando gli investitori comprano opzioni su SpaceX, dall’altra parte spesso ci sono i market maker. Per non restare scoperti, questi dealer devono comprare o vendere il titolo sottostante. Quindi il prezzo non si muove solo perché qualcuno “crede” in SpaceX, ma anche perché il mercato delle opzioni costringe alcuni operatori a coprirsi. Nel grafico ogni colonna è una data, ogni riga è un possibile prezzo di SPCX. Il colore dice quanto il posizionamento dei dealer può frenare o amplificare i movimenti. ▪️Il blu indica dealer long gamma. In pratica, se il titolo scende tendono a comprare, se sale tendono a vendere. Questo rende il movimento più controllato e può trasformare certe aree di prezzo in una specie di calamita. ▪️Il rosso/arancione indica dealer short gamma. Qui succede l’opposto: se il titolo sale devono comprare, se il titolo scende devono vendere. Il movimento si autoalimenta. È il classico ambiente dove possono nascere spike violenti o crolli improvvisi. La cosa interessante è che SPCX quota intorno a 201,80 dollari, mentre il grafico segnala un picco di gamma a 243 dollari. Significa che il mercato delle opzioni sta creando una mappa di livelli tecnici molto più importante del solito. Sopra e sotto certe aree, il prezzo può smettere di muoversi “normalmente” e iniziare a muoversi per effetto meccanico delle coperture. Per cui, su SpaceX oggi non basta guardare il grafico del titolo. Bisogna guardare il grafico delle opzioni. Perché nel breve periodo non comanda solo la storia aziendale, ma anche la struttura del mercato. Finché SPCX resta dentro le aree blu, il mercato può essere più stabile. Se entra nelle zone rosse, il rischio è che il movimento venga amplificato. E a quel punto non stiamo più parlando di investimento tradizionale, ma di pura dinamica da gamma squeeze.

⚠️ BREAKING NEWS | Trump: “Se l’accordo con l’Iran non mi piacerà, torneremo subito a bombardare” • Dal G7 in Francia, Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti a riprendere immediatamente le operazioni militari contro l’Iran se i negoziati non porteranno a un accordo soddisfacente. • La dichiarazione arriva appena pochi giorni dopo l’annuncio dell’intesa preliminare USA-Iran, che prevede una finestra di 60 giorni per negoziare un accordo definitivo e la riapertura dello Stretto di Hormuz.

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ANTEPRIMA FOMC: "TOGLI L'ALLENTAMENTO, METTI L'ATTESA" Benvenuti alla prima riunione del FOMC dell'era Warsh. Pensando alla riunione della Fed di stasera, ci è tornata in mente la celebre lezione del Maestro Miyagi in Karate Kid: "Metti la cera, togli la cera". Un esercizio di pura pazienza, dove ogni mossa ha uno scopo ben preciso. Ecco, la nuova Federal Reserve guidata da Kevin Warsh sta facendo esattamente questo con i mercati: toglie dal tavolo l'idea di un taglio imminente e ci mette tutti in attesa. Ma andiamo al sodo. Cosa dobbiamo aspettarci e come ci stiamo muovendo? Mettiamo da parte i tecnicismi accademici e vediamo in modo estremamente pratico cosa sta per succedere e perché è fondamentale per la nostra asset allocation. Ecco i punti chiave della riunione di stasera: ▪️I tassi non dovrebbero muoversi. La Fed dovrebbe lasciare il costo del denaro fermo tra 3,50% e 3,75%. Quindi, salvo sorprese enormi, non sarà una serata importante perché la Fed alza o taglia i tassi. Sarà importante per capire cosa ci vuole dire sul futuro. ▪️Il punto vero è il cambio di tono. Fino a poco tempo fa il mercato ragionava così: la Fed ha finito di alzare i tassi e prima o poi inizierà a tagliare. Magari non subito, magari non domani, ma la direzione sembrava quella. Stasera questa idea potrebbe essere messa in discussione. La Fed potrebbe togliere dalla comunicazione quella piccola inclinazione verso i tagli, il famoso easing bias. Tradotto: non vi stiamo più dicendo che la prossima mossa sarà per forza un taglio. ▪️Questa cosa sembra tecnica, ma non lo è. Quando una banca centrale smette di suggerire che taglierà i tassi, il mercato deve ripensare un pezzo della propria narrativa. Meno tagli attesi significa meno aiuto automatico per borse, obbligazioni e valutazioni molto tirate. Non vuol dire panico. Vuol dire semplicemente che il mercato non può più costruire tutto sul presupposto che la Fed arriverà presto a dargli una mano. ▪️Il petrolio complica e aiuta allo stesso tempo. Le tensioni in Medio Oriente hanno spinto l’inflazione attraverso l’energia. Poi l’accordo tra Stati Uniti e Iran ha fatto scendere il prezzo del greggio dai massimi. Per Warsh questo è comodo: può dire che una parte dell’inflazione era legata a uno shock energetico e che quindi non bisogna reagire in modo isterico. Ma attenzione: il calo del petrolio aiuta, non risolve tutto. La Fed deve ancora capire se l’inflazione è solo energia oppure se si sta allargando al resto dell’economia. ▪️Qui entra il tema della trimmed mean inflation. Detta semplice: è una misura che prova a togliere dal calcolo le voci più estreme, quelle che salgono o scendono troppo in un mese. Serve per capire se l’inflazione è davvero diffusa oppure se arriva da poche categorie impazzite, come energia o trasporti. Se l’inflazione “pulita” resta tranquilla, Warsh può permettersi di aspettare. Se invece anche quella resta alta, allora la Fed ha un problema molto più serio. ▪️Il mercato del lavoro non sta dando alla Fed una scusa per tagliare. L’occupazione americana resta solida. Questo è un passaggio fondamentale. Se il lavoro tiene, la Fed non ha urgenza di abbassare i tassi per sostenere l’economia. Può permettersi di restare ferma, guardare i prossimi dati e non fare regali al mercato. ▪️Occhio al dot plot. È il grafico con cui i membri della Fed mostrano dove vedono i tassi nei prossimi anni. Se il dot plot passa dall’idea di un taglio nel 2026 all’idea di tassi fermi, il messaggio è chiaro: la stagione dei tagli facili viene rinviata. Ancora più importante sarà capire se aumentano i membri che iniziano addirittura a vedere possibili rialzi. Non serve alzare i tassi oggi per essere restrittivi. A volte basta togliere al mercato una promessa. ▪️Warsh potrebbe cambiare anche il modo di comunicare. Powell guidava molto il mercato con parole, spiegazioni e sfumature. Warsh sembra meno amante della forward guidance, cioè di quella comunicazione che accompagna gli investitori per mano. Potrebbe essere più asciutto, più freddo, più dipendente dai dati. In pratica: meno “vi diciamo noi dove stiamo andando” e più “vediamo i numeri e poi decidiamo”. Stasera probabilmente non cambia il livello dei tassi, ma può cambiare il clima intorno alla Fed. Il mercato negli ultimi anni si è abituato a pensare che, quando le cose si complicano, prima o poi la banca centrale arriva a sistemare tutto. Forse Warsh non vuole rompere questa idea di colpo. Ma potrebbe iniziare a renderla meno automatica. E questo, per gli investitori, conta molto. Perché quando la liquidità non è più scontata, non basta comprare mercato e aspettare che la Fed faccia il resto. Bisogna essere più selettivi. Serve distinguere tra aziende che salgono solo perché scendono i tassi e aziende che hanno fondamentali veri, margini, utili, crescita e capacità di reggere anche con un costo del denaro più alto. La Fed non sta dicendo che il mercato deve scendere. Sta dicendo qualcosa di più sottile: non contate troppo su di noi. - About Markets

Prezzi più bassi renderanno l’AI più accessibile e quindi aumenteranno enormemente la domanda? Oppure distruggeranno il potere di prezzo dei grandi laboratori AI, rendendo alcune valutazioni attuali decisamente troppo ottimistiche? Parliamone 👇🏼 https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_microsoft-ha-trovato-il-tallone-dachille-share-7472889879732019200-GfDi/?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 17 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 −0,57% (7.511), Nasdaq 100 −1,89% (29.968), Dow Jones +0,64% (52.005), Russell 2000 −0,87% (2.939) Europa: EuroStoxx 50 +0,38%, DAX +0,08%, CAC +0,75%, FTSEMIB +1,15% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Financials +1,49%, Utilities +0,69%, Industrials +0,67% Bottom 3: Technology −2,32%, Energy −0,25%, Consumer Discretionary −0,11% –– Takeaway veloci –– • Wall Street chiude mista: il Dow sale, ma Nasdaq e semiconduttori restano sotto pressione. • Il mercato continua ad allargarsi fuori dal tech: finanziari, industriali e utilities sostengono gli indici. • Petrolio ancora in forte calo: WTI a 76 dollari, Brent sotto 79, dopo le indiscrezioni su ripresa immediata delle esportazioni iraniane. • Focus ora sulla Fed: prima riunione e prima conferenza stampa di Kevin Warsh da presidente. –– Macroeconomic Data –– • BoJ: rialzo di 25 bps all’1,00%, massimo dal 1995. –– Specifiche azioni –– • Microsoft: avrebbe rinunciato a un accordo cloud da 3 miliardi con Oracle per questioni di sicurezza e compliance. • Oracle: pressione sul titolo e sul tema AI infrastructure dopo la notizia Microsoft. • Semiconduttori: vendite diffuse su AI, memorie, ottica e data center. • SpaceX: accordo per acquisire Anysphere per 60 miliardi; titolo ancora molto volatile dopo l’IPO. • Nvidia, Cisco, Equinix: partnership per ambienti AI sicuri nei data center. • Yum! Brands: vendita di Pizza Hut per 2,7 miliardi e buyback aggiuntivo da 4 miliardi. • Apple: possibile lancio di AirPods con fotocamera e iPhone del 20° anniversario nel 2027. –– Prossimi eventi da monitorare –– • Fed: decisione tassi, statement e conferenza stampa di Warsh. • Dot plot e nuove proiezioni economiche, se pubblicate. –– Focus del giorno –– L'elasticità della domanda di petrolio funziona in entrambe le direzioni Il mercato sta ragionando così: accordo USA Iran, Stretto di Hormuz più sicuro, più petrolio in circolazione, prezzo del greggio giù. Fine della storia. Magari fosse così semplice. Durante la guerra, molti Paesi hanno ridotto gli acquisti di petrolio perché comprare energia era diventato più rischioso, più costoso e più complicato. La Cina, in particolare, ha tagliato molto le importazioni. Non perché in quattro mesi abbia smesso di consumare petrolio, ma perché ha tirato il freno. È come quando la benzina diventa troppo cara: non vendi l’auto il giorno dopo. Semplicemente usi meno la macchina, rimandi qualche viaggio, consumi meno. Ma se il prezzo scende e il rischio passa, torni gradualmente a muoverti. Qui il punto è lo stesso. Se Hormuz riapre davvero e il petrolio torna più facile da comprare, non arriva solo più offerta. Può tornare anche più domanda. Soprattutto dalla Cina, che probabilmente ha solo compresso gli acquisti per emergenza. Quindi il calo del petrolio ha senso nel breve: il mercato sta togliendo il premio di guerra. Però attenzione a pensare che il greggio debba continuare a crollare in linea retta. Perché se la domanda cinese si riaccende mentre l’offerta torna, il prezzo potrebbe trovare un pavimento prima del previsto. Il messaggio è semplice: il mercato oggi vede solo “più petrolio disponibile”. Ma dovrebbe chiedersi anche chi tornerà a comprarlo. E questa è la parte che può rovinare la festa a chi pensa che la disinflazione sia già servita su un piatto d’argento. ~About Markets

⚠️ BREAKING NEWS | Semiconduttori sotto pressione Il SOX perde quasi il 5% dopo le indiscrezioni secondo cui Microsoft avrebb
⚠️ BREAKING NEWS | Semiconduttori sotto pressione Il SOX perde quasi il 5% dopo le indiscrezioni secondo cui Microsoft avrebbe abbandonato un accordo da oltre 3 miliardi di dollari con Oracle Cloud (fonte: Business Insider). Il nodo sarebbe legato a sicurezza e conformità FedRAMP. Oracle ha smentito parte della ricostruzione.

Il mercato USA ormai non è più solo grande. È dominante. • Le prime 10 società americane valgono 25,3 trilioni di dollari: pi
Il mercato USA ormai non è più solo grande. È dominante. • Le prime 10 società americane valgono 25,3 trilioni di dollari: più del PIL della Cina e, da sole, sarebbero il secondo mercato azionario più grande al mondo. • Le prime 5 aziende USA valgono 18,6 trilioni: più di qualsiasi mercato azionario globale fuori dagli Stati Uniti. • Il punto è anche questo: comprare un semplice ETF MSCI World oggi non significa davvero comprare “il mondo”. Con gli Stati Uniti sopra il 70% dell’indice, e con una quota enorme concentrata in poche mega-cap, l’investitore rischia di avere un portafoglio molto più esposto a USA, tecnologia e big tech di quanto pensi. Numeri storici, ma anche un promemoria: la diversificazione non va letta dal nome dell’indice, ma da cosa c’è davvero dentro. Oggi, spesso, il rischio non è globale. È concentrato.

⚠️ BREAKING NEWS | SpaceX supera Amazon per capitalizzazione di mercato Le azioni di SpaceX continuano la loro corsa post-IPO
⚠️ BREAKING NEWS | SpaceX supera Amazon per capitalizzazione di mercato Le azioni di SpaceX continuano la loro corsa post-IPO e la società ha raggiunto una valutazione di circa 2,95 miliardi di dollari, superando i 2.660 miliardi di Amazon. EDIT: ha appena superato Microsoft diventando la 4ª azienda più grande al mondo. Fatturato Microsoft: 318 miliardi di dollari Reddito netto Microsoft: 125 miliardi di dollari Fatturato SpaceX: 19 miliardi di dollari Reddito netto SpaceX: -9 miliardi di dollari