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Codex Of Secrets - Oltre la Verità

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Chi orienta le nostre scelte? Su @CodexOfSecrets seguiamo le tracce del potere tra propaganda, storia e sorveglianza. Segui il canale per i prossimi dossier e inoltra a chi vuole vederci più chiaro.

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L’Architettura del Controllo: come l’Occidente ha trasformato la libertà in un protocollo La libertà non è mai scomparsa. È stata semplicemente convertita in un insieme di regole, filtri e protocolli che definiscono ciò che possiamo fare senza che ce ne accorgiamo. Ci avevano promesso una società aperta, dove l’informazione rendeva il cittadino più consapevole. Ma l’informazione, oggi, non circola: viene distribuita. E ogni distribuzione implica una scelta, un algoritmo, un criterio invisibile. Il potere moderno non censura. Sovraccarica. Ti offre mille voci per impedirti di ascoltarne una. Ti concede tutto per svuotare di significato ciò che davvero conta. Come scriveva Bauman, "il controllo perfetto non richiede prigioni, ma abitudini”. E l’Occidente le ha coltivate con cura: la dipendenza dallo schermo, la paura di essere esclusi, l’illusione che partecipare significhi incidere. Intanto, dietro la superficie democratica, cresce l’infrastruttura più potente mai creata: il tracciamento del comportamento. Non serve sapere chi sei: basta prevedere ciò che farai. Le tue preferenze diventano coordinate, le tue relazioni diventano grafi, la tua identità si riduce a un profilo statistico gestito da chi detiene l’accesso ai dati. Il controllo non è più autoritario, ma predittivo. Non ti impone la strada: ti suggerisce quella che “desidererai”. Ed è questo il vero capolavoro del sistema. Ci credevamo utenti. Siamo diventati parametri. E finché continueremo a confondere comodità con libertà, la più grande architettura di controllo della storia potrà funzionare senza oppressione, senza violenza, e soprattutto, senza resistenza. @CodexOfSecrets Bauman, Z. & Lyon, D. (2013) Liquid Surveillance: A Conversation. Cambridge: Polity Press.

CONTROLLO INVISIBILE: LO SCENARIO CHE NON VOGLIONO FARTI VEDERE Snowden lo disse anni fa e oggi sta accadendo sotto i nostri occhi. Non si tratta più solo di sorveglianza. È ingegneria sociale tramite algoritmi. Mentre in Cina le piattaforme di “city management” tracciano ogni spostamento, ogni volto, ogni comportamento quotidiano, l’Occidente sta importando la stessa logica, ma in silenzio. • Digital ID • AI di polizia predittiva • Sistemi di “affidabilità” online • Filtri su ciò che puoi dire, vedere, condividere Il modello è già pronto: incrociare dati, prevedere il comportamento, premiare la conformità e punire la deviazione. Non tramite leggi. Tramite punteggi. Non serve più vietarti qualcosa. Basta che un algoritmo ti classifichi “non idoneo”. È questo il punto: la libertà non sparisce all’improvviso. Si assottiglia, un dato alla volta. Rimani vigile. Rimani informato. Il controllo non arriva urlando, arriva sorridendo. @CodexOfSecrets

L’uguaglianza promessa e la libertà condizionata L’Articolo 3 della Costituzione italiana proclama: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali." Sulla carta, un principio assoluto. Nella realtà, un compromesso. Ogni Costituzione, ogni codice, ogni regolamento sociale nasce da una rinuncia collettiva: l’individuo cede parte della propria libertà in cambio di protezione, ordine e giustizia. È il contratto invisibile su cui si regge ogni Stato. Ma cosa accade quando le regole create per tutelare iniziano a delimitare, e l’uguaglianza diventa un diritto mediato dal potere? Perché, se la legge vale per tutti, servono leggi “speciali” per categorie specifiche? Forse non per difendere, ma per dividere. Ogni norma “identitaria” definisce chi appartiene e chi no, chi è vittima e chi carnefice. È così che la libertà si trasforma in libertà condizionata: concessa se rispetti i confini tracciati da altri. Come ricordava il costituzionalista Costantino Mortati, la Costituzione materiale non è altro che il volto che il potere riesce a far apparire come naturale. È la normalizzazione dell’autorità sotto forma di ordine. E quando l’obbedienza si traveste da virtù civica, la democrazia non è più il governo del popolo, ma l’arte sottile di ottenere consenso da chi crede di essere libero. La legge nasce per difendere il compromesso di libertà, ma finisce per definirla. Quando ogni diritto deve essere autorizzato, la libertà non è più un principio: è un permesso. @CodexOfSecrets https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/principi-fondamentali/articolo-3 https://www.libreriauniversitaria.it/istituzioni-diritto-pubblico-mortati-costantino/libro/9788813162498 https://www.einaudi.it/catalogo-libri/scienze-sociali/diritto/il-diritto-mite-gustavo-zagrebelsky-9788806263522/

COP30: distruggere l'Amazzonia per salvare il pianeta Dal 10 al 21 novembre 2025, il Brasile ospiterà a Belém, nel cuore dell’Amazzonia, la prossima Conferenza ONU sul Clima (COP30). Ufficialmente, l’obiettivo è “salvare il pianeta”. Ma, per rendere l’evento più accessibile ai leader globali, migliaia di ettari di foresta amazzonica protetta sono stati abbattuti per costruire una nuova autostrada a quattro corsie che colleghi l’aeroporto alla sede del summit. Secondo Carbon Pulse e World Animal Protection, le opere di “miglioramento infrastrutturale” hanno già causato un aumento del disboscamento locale, minacciando una delle aree di biodiversità più delicate del pianeta. Il paradosso è lampante: per discutere della cosiddetta “transizione ecologica”, si devasta il polmone verde piu' grande del mondo. @CodexOfSecrets https://www.worldanimalprotection.org/latest/news/amazon-forest-cut-down-for-cop30/ https://carbon-pulse.com/376947/

La Prigione Invisibile dell’Occidente: il più grande esperimento di controllo volontario mai riuscito Viviamo in una prigione senza sbarre. Nessuno ci costringe a restare, ma quasi nessuno vuole uscire. È una gabbia fatta di comfort, distrazioni e dopamina. Le mura? I nostri schermi. Le uniformi? Le mode che cancellano l’identità. Il cortile? I social network, dove competizione e paura mantengono l’ordine meglio di qualunque regime. Il lavoro serve a mantenerci occupati, non liberi. Il denaro, creato a debito, ci lega al sistema come catena digitale. La medicina allevia i sintomi ma non cura la causa: la dipendenza dal sistema stesso. I media insegnano cosa pensare, chi odiare, chi applaudire. E il carceriere più crudele non è lo Stato. È la nostra stessa pigrizia, la paura di rinunciare al comfort per riconquistare la verità. Ogni generazione crede di essere libera, finché non prova a smettere di obbedire. La vera evasione inizia quando spegni lo schermo e ricominci a pensare da solo. @CodexOfSecrets

Il Teatro della Democrazia: l’illusione più redditizia mai creata Ci hanno insegnato che la democrazia è libertà. Che il voto è potere. Che partecipare significa decidere. Ma guardando dietro le quinte, la scena cambia: ciò che chiamiamo “governo del popolo” è diventato un sistema perfettamente coreografato di consenso e controllo. Nietzsche scriveva: “Non ci sono fatti, solo interpretazioni.” E quella che ci hanno venduto sulla democrazia è la più redditizia di tutte; l’illusione che scegliere tra due opzioni predefinite equivalga alla libertà. Chi seleziona i candidati “possibili”? Chi finanzia le campagne? Chi controlla i media che costruiscono l’opinione pubblica? Non certo il popolo. Come spiegava Edward Bernays, padre delle pubbliche relazioni, la democrazia moderna sopravvive grazie all’“ingegneria del consenso”, una manipolazione raffinata delle percezioni collettive per mantenere l’ordine sociale desiderato. Noam Chomsky lo definì “la fabbrica del consenso”: un meccanismo in cui la libertà di parola è tollerata solo entro i confini dell’utilità sistemica. La massa discute, litiga, si divide tra destra e sinistra, mentre le decisioni reali vengono prese altrove: nei consigli d’amministrazione delle multinazionali, nei mercati finanziari, nelle agenzie che nessuno ha eletto. Come ricordava C. Wright Mills nel 1956, “il potere non è distribuito, ma concentrato nelle mani di un’élite organizzata”. Oggi, la tecnologia ha reso quel controllo ancora più sofisticato. Shoshana Zuboff parla di “capitalismo della sorveglianza”, dove ogni click, opinione o preferenza diventa materia prima per la manipolazione comportamentale. La politica non si vince più con idee, ma con algoritmi. Ecco perche' la democrazia non distribuisce il potere, lo legittima. Ti lascia scegliere il colore della gabbia, così non ti accorgi più delle sbarre. E finché applaudiremo lo spettacolo, i veri registi non dovranno mai salire sul palco. @CodexOfSecrets

Il business dell’immunità – una profezia del 1926 Nel 1926, il Dr. Benedict Lust avvertiva che la vaccinazione sarebbe divent
Il business dell’immunità – una profezia del 1926 Nel 1926, il Dr. Benedict Lust avvertiva che la vaccinazione sarebbe diventata “un’impresa commerciale mascherata da scienza”, creata per generare dipendenza medica e profitto costante. All’epoca fu bollato come visionario. Oggi, le sue parole sembrano un’analisi anticipata del nostro presente. Lust descriveva un meccanismo che nel secolo successivo si è perfezionato: industria farmaceutica, lobbying politico e gestione della paura si fondono in un ecosistema dove la salute è moneta e la fiducia pubblica è una risorsa da sfruttare. Dai protocolli sanitari digitali all’identità medica biometrica, ogni innovazione amplia il margine di controllo. La medicina preventiva si è trasformata in infrastruttura di sorveglianza, e la libertà sanitaria in una concessione condizionata. E quando la paura diventa la piattaforma di governo, la sicurezza non è più una garanzia: è un contratto che si rinnova solo se obbedisci. @CodexOfSecrets

Il prezzo della verità: il caso Baldan Frédéric Baldan, autore di un saggio critico sui legami politico-finanziari di Ursula von der Leyen, ha visto bloccare i conti bancari propri, dei familiari e della casa editrice. Coincidenza o operazione di neutralizzazione economica selettiva? Il caso mostra un nuovo paradigma: la censura non passa più dai media, ma dalle reti finanziarie. Cosi', quando il dissenso diventa una minaccia sistemica, il sistema non risponde con il carcere, ma con la disconnessione. E la libertà individuale diventa una variabile di sistema, controllata da chi gestisce l’accesso ai flussi digitali e monetari. @CodexOfSecrets https://www.panorama.it/attualita/opinioni/frederic-baldan-il-lobbista-che-ha-sfidato-ursula-von-der-leyen-mi-chiudono-i-conti-per-aver-detto-la-verita

Il prezzo nascosto del progresso: l’illusione dell’IA come salvezza Nel dibattito globale, l’Intelligenza Artificiale viene celebrata come il motore della prossima rivoluzione economica. Ma dietro la retorica del “progresso inevitabile” si nasconde una trasformazione sociale profonda: dipendenza tecnologica, disuguaglianza e perdita di sovranità individuale. Secondo l’OECD Science, Technology and Innovation Outlook 2025, la concentrazione del potere tecnologico in poche mani rischia di amplificare le disuguaglianze sociali e ridurre la capacità dei cittadini di autodeterminarsi. Il World Economic Forum (2024) parla apertamente di una “crisi di fiducia digitale”, dove la tecnologia sostituisce la fiducia umana e l’autonomia diventa una variabile controllabile. Come osserva Shoshana Zuboff (2019), viviamo nel “capitalismo della sorveglianza”: l’innovazione non emancipa, ma osserva, predice e indirizza. La promessa era la libertà, ma la libertà si è trasformata in tracciamento. Ogni click è una confessione, ogni scelta un dato. La distopia non arriverà: è già qui, solo che l’abbiamo chiamata “comodità digitale”. @CodexOfSecrets OECD (2025) Science, Technology and Innovation Outlook 2025. Paris: Organisation for Economic Co-operation and Development. Available at: https://www.oecd.org/en/about/news/press-releases/2025/10/oecd-science-technology-and-innovation-outlook-2025.html [Accessed 30 Oct. 2025]. World Economic Forum (2024) Digital Trust: Supporting Individual Agency. Geneva: WEF. Available at: https://www3.weforum.org/docs/WEF_Digital_Trust_Supporting_Individual_Agency_2024.pdf Zuboff, S. (2019) The Age of Surveillance Capitalism: The Fight for a Human Future at the New Frontier of Power. London: Profile Books. ISBN 978-1781256848. Overview available at: https://en.wikipedia.org/wiki/The_Age_of_Surveillance_Capitalism

La libertà programmata: quando l’individuo diventa un algoritmo Nell’ecosistema digitale contemporaneo, la libertà individuale non viene più negata ma ingegnerizzata. Ogni decisione, dal consumo culturale al voto politico, è filtrata da architetture algoritmiche progettate per orientare i comportamenti umani. Secondo il World Economic Forum, oltre il 70% delle interazioni online è mediato da sistemi di raccomandazione automatica, costruiti per massimizzare l’attenzione e modellare la percezione collettiva. In termini d’intelligence, significa che le piattaforme digitali detengono un profilo psicologico dinamico di miliardi di persone, aggiornato in tempo reale. Come osserva Yuval Noah Harari (2018), “gli algoritmi ci conoscono meglio di quanto noi conosciamo noi stessi”. Ed è in questo punto che la libertà smette di essere scelta e diventa previsione. Il controllo non passa più attraverso la forza, ma attraverso la personalizzazione algoritmica: un potere che ti osserva, ti analizza, e ti guida facendoti credere di decidere da solo. A questo punto dovremmo chiederci, siamo ancora liberi, o solo programmati per sentirci tali? @CodexOfSecrets - Zuboff, S. (2019). The Age of Surveillance Capitalism. London: Profile Books. - Harari, Y.N. (2018). 21 Lessons for the 21st Century. London: Jonathan Cape. - World Economic Forum (2024). AI, Digital Trust and the Ethics of Control. Available at: https://www3.weforum.org/docs/WEF_Digital_Trust_Supporting_Individual_Agency_2024.pdf

DDL Sicurezza: Libertà in Cambio di una Sicurezza Apparente? L’approvazione dell’articolo 31 del DDL Sicurezza rappresenta un cambiamento profondo nel rapporto tra diritti individuali e potere dello Stato. Questa disposizione rende permanenti le norme transitorie del decreto-legge 7/2015, prorogate fino al 31 dicembre 2024, istituzionalizzando il potenziamento dei servizi di informazione per la sicurezza. Gli operatori potranno compiere condotte di reato scriminabili, autorizzate direttamente dal Presidente del Consiglio, anche per reati associativi legati al terrorismo. Una misura che, se da un lato punta a contrastare minacce terroristiche, dovrebbe essere valutata alla luce dei reali numeri di casi di terrorismo in Italia negli ultimi anni. È significativo notare che tali numeri non giustificano misure così invasive, mentre l’unico vero pericolo per la sicurezza degli italiani viene ignorato. L’arrivo incontrollato di clandestini, in gran parte uomini, non solo non è stato ostacolato dai governi, ma è stato sostenuto in linea con le scelte di Bruxelles. Questo fenomeno, che vede pochi rifugiati reali e un numero sproporzionato di uomini in età adulta, somiglia sempre più a una sostituzione culturale e demografica, come teorizzato nel controverso “Piano Kalergi”. Alla luce di questi elementi, è lecito chiedersi: siamo sicuri di voler barattare le nostre libertà per una sicurezza apparente, ignorando le vere minacce che ci circondano? https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/12/17/ddl-sicurezza-servizi-segreti-poteri-stragismo/7806373/ @CodexOfSecrets

Quando qualcuno ti definisce "pazzo" per pensare che i media stiano cercando di manipolarci, mostrargli questo: la realtà è che la manipolazione mediatica è una strategia ben collaudata. Ogni giorno, i messaggi subliminali e le narrazioni distorte ci vengono imposte per indirizzare il nostro pensiero e le nostre azioni in modo che siano funzionali a interessi specifici. Non si tratta di teorie strampalate, ma di un sistema ben strutturato che lavora nell'ombra. Eppure, troppe persone restano cieche a questa realtà. Sarebbe l'ora di aprire gli occhi e riconoscere questa manipolazione in atto. @CodexOfSecrets

Il Gioco Doppio: Bill Gates e il Museo degli Alberi Viviamo in un mondo sempre più bipolare, dove le contraddizioni sono all'ordine del giorno. Mentre Bill Gates promuove un'agenda controversa per combattere il cambiamento climatico, arrivando a suggerire l'abbattimento degli alberi, considerati "colpevoli" di trattenere CO2, in Italia si celebra l'importanza degli alberi con un "Museo degli Alberi". Ma come è possibile che due realtà così opposte possano coesistere? Gates, con il suo immenso potere economico e politico, sembra voler mettere in discussione il ruolo cruciale delle piante nel nostro ecosistema. La sua proposta, che prevede la distruzione di alberi per limitare la CO2, suona come un ossimoro: abbattere la natura per "salvare" il pianeta. Intanto, in Italia, un terzo degli italiani non conosce nemmeno l'importanza degli alberi contro le alluvioni e il riscaldamento globale, come riportato da recenti studi. È la dimostrazione di quanto la disinformazione e il controllo delle narrative possano plasmare la nostra percezione della realtà. Ci troviamo di fronte a un gioco di potere globale, dove da un lato si promuovono soluzioni che appaiono paradossali, dall’altro si celebra il ruolo fondamentale della natura. Ma la domanda rimane: chi gioca davvero a nostro favore e chi sta manipolando le masse? https://greenreport.it/news/crisi-climatica-e-adattamento/3817-un-italiano-su-tre-ignora-il-ruolo-degli-alberi-contro-alluvioni-e-riscaldamento-globale @CodexOfSecrets

Il Paradosso della Lotta al Clima: Abbattere Alberi per Salvare il Pianeta? Un progetto sostenuto da Bill Gates, con un finanziamento di oltre 6 milioni di dollari, punta a ridurre la CO₂ nell’atmosfera abbattendo e interrando miliardi di alberi. La strategia, parte dell’iniziativa "Breakthrough Energy", si basa sul "sequestro" del carbonio nel sottosuolo: gli alberi, che catturano carbonio durante il loro ciclo vitale, verrebbero abbattuti e interrati per "sigillare" tale carbonio nel terreno ed evitarne il rilascio. Il Servizio Forestale degli Stati Uniti ha già pianificato di "diradare" 70 milioni di acri di foreste occidentali, soprattutto in California, nei prossimi dieci anni. A questo punto ci si dovrebbe chiedere se i recenti incendi in California, colpevoli della distruzione di migliaia di ettari di boschi, siano davvero opera di piromani, come sostengono i media, o siano parte del piano. Qualcuno una volta disse che "A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca". @CodexOfSecrets

Codex Of Secrets – Trasmissione Riservata George Orwell ci ha lasciato un monito che suona inquietante nella nostra realtà quotidiana. Ci osserva con le sue parole, ricordandoci come ogni diritto, ogni libertà, possa essere eroso sotto il pretesto di “protezione” o “sicurezza”. Forse non è un caso che oggi si parli tanto di controllo capillare, di manipolazione dei dati, di censure più o meno velate. Orwell scriveva di un futuro in cui le emozioni sarebbero state ridotte a paura e sottomissione, in cui la passione sarebbe stata abolita e il piacere cancellato. Guardiamoci intorno: siamo davvero immuni da questa deriva? In quanti notano come la nostra capacità di pensiero critico venga indebolita da un vortice costante di messaggi pilotati? Abituarci a “calpestare un nemico inerme” era, per Orwell, il segno ultimo del potere assoluto. Stiamo già accettando, con eccessiva disinvoltura, la normalizzazione della prevaricazione? Il suo ammonimento è chiaro: “Non lasciate che accada. Dipende da voi.” Siamo certi di voler restare a guardare mentre la libertà sfuma in un’ombra di sorveglianza onnipresente? Se continueremo a ignorare questi segnali, potremmo svegliarci davvero con uno stivale che ci calpesterà in eterno. https://youtube.com/shorts/Gl637924rig @CodexOfSecrets

La Storia Riscritta dai Vincitori: Illusioni e Manipolazioni La caduta di Assad sembra rientrare in un copione già visto, quello del “progetto sionista”, già attualizzato a Gaza, che mira ad espandersi sfruttando il caos e ignorando le leggi internazionali, quest'ultime solo un'illusione creata per farci credere di vivere in uno stato di diritto. Come osservava Chomsky, “la propaganda è all’opinione pubblica ciò che il bastone è a un regime totalitario” (Manufacturing Consent, 1988). L’élite non si limita a manipolare la percezione del presente, ma riscrive anche il passato. I nemici di oggi diventano gli alleati di domani, a seconda delle esigenze geopolitiche. Saddam Hussein, Gheddafi, e ora Abu Mohammed al-Jolani, una volta “uno degli uomini più pericolosi al mondo”, secondo gli Stati Uniti, è improvvisamente riabilitato come capo ribelle contro la “tirannia” di Assad. Questo schema non solo legittima interventi militari, ma plasma anche le narrative future, con una versione della storia studiata nelle scuole che spesso ignora la verità. Sarebbe pertanto opportuno domandarsi quante altre volte sia stato utilizzato lo stesso metodo e quanto, di quello che conosciamo, non sia parte di una grande menzogna. Come scrisse Orwell, “chi controlla il passato controlla il futuro; chi controlla il presente controlla il passato” (1984, 1949).  La verità che ci insegnano è solo un’ombra, utile al sistema e alle sue ambizioni di potere. @CodexOfSecrets

“La televisione non è semplicemente uno strumento di comunicazione, ma una macchina per produrre consenso” (Eco, Apocalittici e integrati, 1964). Da decenni, il piccolo schermo non si limita a trasmettere informazioni, ma le modella. Ogni notizia è confezionata con cura, ogni programma intriso di messaggi subliminali. Secondo Postman (Amusing Ourselves to Death, 1985), “la TV trasforma ogni cosa in intrattenimento”, banalizzando la verità e promuovendo narrazioni utili al potere. Mentre siamo ipnotizzati dallo spettacolo, ci sfugge la manipolazione. Baudrillard avvertiva: “La TV non riflette il reale, ma lo costruisce” (Simulacres et Simulation, 1981). Spegnere lo schermo è un atto di ribellione contro il controllo mentale. @CodexOfSecrets Eco, U. (1964). Apocalittici e integrati. Bompiani. Postman, N. (1985). Amusing Ourselves to Death: Public Discourse in the Age of Show Business. Viking Penguin. Baudrillard, J. (1981). Simulacres et Simulation. Éditions Galilée.

Auto, Dati e Sorveglianza Il caso di Brian, automobilista statunitense, solleva interrogativi inquietanti. Dopo che la sua Toyota Corolla GR del 2023 ha preso fuoco, gli è stata negata la copertura. Toyota ha citato eccessi di velocità, registrati dai sensori, per declinare la garanzia, implicando di monitorare i dati degli automobilisti. Non è un episodio isolato. Un rapporto della Mozilla Foundation rivela che 25 case automobilistiche su 25 non rispettano standard minimi di privacy, con livelli preoccupanti di sorveglianza. Le auto moderne sono strumenti di raccolta dati, non solo per velocità e posizione, ma anche per salute, preferenze personali e caratteristiche psicologiche. Questi dati, raccolti da sensori e app, sono condivisi con assicurazioni e broker di dati come LexisNexis e Verisk, che li usano per valutare il comportamento di guida e stabilire premi assicurativi. Se queste auto sono pensate per combattere il "cambiamento climatico", quale necessità c'è di monitorare continuamente chi le usa?

Alexa nella tua testa? La nuova frontiera dei dispositivi BCI Inquietanti sviluppi nel campo della tecnologia e della privacy: Amazon, colosso dell'e-commerce, starebbe lavorando a dispositivi Brain-Computer Interface (BCI) attraverso la sua controllata Synchron. L'idea? Creare un'interfaccia diretta tra il cervello umano e l'assistente virtuale Alexa. Ma a quale costo? Se da un lato promettono innovazioni rivoluzionarie per persone con disabilità, dall'altro emergono preoccupazioni. Chi garantirà che questi dispositivi non diventino strumenti di controllo? Pensiamo ad Alexa, già attiva a "spiare" in milioni di case, che ora potrebbe arrivare direttamente nella nostra mente, ascoltando i nostri pensieri. E se un giorno, senza accorgercene, li potesse anche influenzare? Le implicazioni etiche e di sicurezza sono enormi, ma come spesso accade, i giganti tecnologici sembrano procedere spediti senza alcun freno ed anzi, vengono aiutati dai governi compiacenti. Siamo assistendo alla materializzazione di un concentrato di quei futuri distopici totalitari tante volete raccontati nei film di fantascienza. La sola domanda da porsi e' se sia davvero quello che desideriamo per il nostro futuro. https://www.wired.com/story/synchron-amazon-alexa-brain-computer-interface-bci/ @CodexOfSecrets

In un’epoca in cui la libertà di pensiero sembra sempre più un miraggio, il controllo su ciò che possiamo sapere appare evidente. Prendiamo l’Inghilterra, dove un post sgradito al governo può condurre all’arresto. Non si tratta di eventi casuali ma di un piano ben orchestrato. Internet, con i suoi social network ha semplificato questo controllo, raggruppando miliardi di persone in spazi virtuali monitorati da enti governativi e multinazionali. A decidere cosa può essere diffuso o censurato non siamo mai stati noi, ma loro. E lo ammettono apertamente: recentemente, il World Economic Forum ha dichiarato di collaborare con Google per orientare i risultati di ricerca, specialmente sul cambiamento climatico. "Possediamo la scienza", dicono, e il mondo deve saperlo. Le piattaforme digitali, compiacenti, eseguono questo piano. Un’operazione di manipolazione globale che lascia pochi dubbi: chi controlla l’informazione, controlla la realtà. Ma quanti sono davvero capaci di leggere tra le righe? @CodexOfSecrets