Elisa Renaldin | Vita Fuori Copione 🎭
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Appunti random su libertà, relazioni, presenza e creatività. Aiuto umani stanchi del solito copione, a riprendersi il ruolo di protagonisti.
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Il Sapere profondo passa da vie diverse rispetto a quelle mentali.
Le più grandi intuizioni, infatti, sono sia cardiache che mentali.
La mente, da sola, non crea niente, e oltretutto è agganciata alla matrice di inganno in cui siamo immersi.
Per questo parlo di una "nuova via" di trasmissione, così come si stanno delineando nuove vie di guarigione, sia emotiva che fisica.
Restare ancorati al vecchio paradigma è un limite che impedisce di far entrare nuove onde energetiche in arrivo ora nella nostra dimensione.
Le Energie cambiano.
E noi?
Noto che quando provo a portare l'attenzione su qualcosa di positivo, piacevole, orientato al bello... in molti dirottano il focus su ciò che non va, che dispiace, che dà fastidio o che manca.
È impressionante come a volte venga ignorato o addirittura stravolto il senso di uno scritto, pur di confermare una realtà sgradevole, anziché fare lo sforzo di uscire da quel #recintopercettivo e notare altro, che c'è.
Sicuramente, quel qualcosa di meglio c'è, ma tanti sono rapiti da questo automatismo negativo che depreda e soffoca sul nascere ogni sentimento positivo, quasi non ci si volesse illudere di qualcosa di bello per non essere delusi.
Capisco questa forma di autotutela, è il risultato di trascorse sofferenze divenute stanchezza e disillusione, lo comprendo. Ma è una scelta che non apre a nuove possibilità.
In fondo, si tratta solo di iniziare a notare un dettaglio bello, anche piccolo, un'inezia che può turbare tutto il campo energetico in positivo. È un'apertura, è un raggio di sole che spunta da dietro le nuvole per un minuto.
Basta solo notarlo e goderne, senza rimarcare che per 23 ore e 59 minuti c'è stata l'ombra.
Più notiamo ombra e più vedremo ombra, è un meccanismo inconscio diventato abitudine consolidata, sotto il livello dell'attenzione vigile. Ed essendo inconscio, comanda al posto nostro.
Cambiare rotta richiede uno sforzo, ebbene sì, perché come ho detto altre volte, la Realtà risponde, è un'entità vivente e si rapporta a noi in termini energetici e vibrazionali. E da energie e vibrazioni si condensa in realtà.
Potrà sembrare banale, ma non lo è affatto. Dove portiamo attenzione, là accade qualcosa, specie se condito con le emozioni.
I Sentimenti vanno evocati, l'attenzione va addestrata, l'osservazione va allenata. La nostra mente è come un apparecchio TV, e abbiamo noi il telecomando.
©ER
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Siamo stati privati del piacere delle piccole cose.
Siamo stati spostati all'esterno, verso qualcosa che non potremo trovare mai.
La nostra attenzione è stata dirottata verso falsi ideali e falsi obiettivi, false motivazioni, falsi scopi.
Un po' alla volta ci siamo convinti che le cose importanti siano materiali, assecondando un turbine mondano di bisogni indotti.
Siamo stati allontanati dalla nostra Essenza, che è in cerca di Bellezza, di Amore, di Arte e di Fusione.
Abbiamo perso la Connessione con ciò che è Autentico, Magico, Vibrazionale, Spirituale.
Per ritrovare noi stessi, dobbiamo buttare via tutto, cancellare, voltare pagina, resettare e ricominciare dall'inizio.
Proprio come se fosse il primo giorno di questa vita in questo mondo.
Rinascere, ripartire, ricominciare.
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Una volta che inizi a interpretare il mondo, le persone e i loro comportamenti sulla base di programmi inconsci, algoritmi e interferenze energetiche, vedi tutto da un'altra prospettiva.
Improvvisamente vedi le dinamiche di base, scopri ciò che non è autentico, riconosci quando a parlare è il Cuore, piuttosto che la mente rapita dai programmi.
Questo porta a percepire la realtà intorno come artefatta, e quindi un po' più digeribile, come dire: non è colpa di nessuno.
Con questo non intendo giustificare atti spregevoli o privi di rispetto e sensibilità, ma solo sottolineare che chi li agisce, non è in sé. È mosso da dinamiche interne molto nascoste, è letteralmente agito e pensato da qualcosa di pervasivo.
Nessuno sta bene quando litiga, quando risponde male, quando chiude fuori gli altri dal suo cuore, quando ha bisogno di difendersi. Nessuno sta bene quando si limita, si nasconde, non si esprime o lo fa finché resta nella zona di comfort. Nessuno.
Il problema è che abbiamo subito così tante ingiustizie, vissuto così tanti dolori e sofferenze, specie da chi amavamo, che inevitabilmente, col tempo, qualcosa dentro si chiude e va in protezione.
Vediamo nell'altro e nel suo comportamento il problema, ci sentiamo feriti ingiustamente, ce la prendiamo e portiamo avanti quel dolore anche per moltissimo tempo. E ci sono dinamiche ben precise sotto a questa scelta/non scelta.
Difficile passare il concetto, o meglio la sensazione, che sta dietro a questo discorso. Posso solo dire che si tratta di #recintipercettivi e che la maggior parte di essi è creata intenzionalmente. Ci vuole molta compassione, per vederlo.
Come sapete, la mia visione laica mi salva da qualsiasi dogma religioso/spiritualista e mi fa concentrare su come funziona la realtà, nuda e cruda. Siamo immersi in un mare di Energie contrastanti, e l'unica salvezza sta nel prendere in mano il timone e iniziare a dirigere la nostra nave. Noi, noi soli, non attraverso dei, divinità, maestri ascesi, creature alate o quant'altro. Noi.
Prima scoviamo le programmazioni inconsce, gli algoritmi e le interferenze che abbiamo addosso, prima avremo una visione più vicina al reale, senza ipotesi, supposizioni, influenze energetiche di sorta e ganci che fanno presa sulla parte mentale. E inizieremo a capire cosa ci succede attorno, anche quando sembra assurdo e inspiegabile.
Ci sono alcuni modi per iniziare a uscire dai #recintipercettivi. Io utilizzo il #teatrotrasformativo e le tecniche di Trasformazione Percettiva. Chi vuole provarle, mi trova qui: info@elisarenaldin.it
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Ci vediamo domenica 21 Aprile a Treviso 😉
www.liberisinasce.it
🎵"LA PERCEZIONE E' LA CHIAVE".
Intervista in diretta radio di Marcello Pamio ad Elisa Renaldin, tema: "LA PERCEZIONE E' LA CHIAVE".
Martedì 16/4/2024
🎵ASCOLTA
Per esprimere vicinanza a qualcuno, non ci vuole molto. Basta un Cuore aperto, che senta cosa può fare del Bene all'altro.
Molti lamentano la mancanza di questi atti d'amore e attenzione nei loro confronti (e hanno tutta la mia comprensione di questa dolorosa mancanza) ma chiedo: riusciamo noi a dare questa Presenza Amorevole agli altri? E prima ancora, riusciamo a darla a noi stessi?
Perché, molto banalmente, non si può dare agli altri qualcosa che non si possiede, ma non si può nemmeno ricevere qualcosa che non si ha già, vibrazionalmente parlando.
Se riusciamo a fare l'atto rivoluzionario di vedere gli altri come un'estensione di noi stessi, almeno un po', almeno qualche volta, capiremo che il dare fuori è, in realtà, un dare dentro, perché se quell'atto d'Amore sgorga da dentro e va verso un'estensione di noi, allora staremo nutrendo contemporaneamente noi stessi e l'altro. Se tu sei la Fonte di un Sentimento, quella vibrazione parte da te, si estende all'esterno verso altre manifestazioni dell'Esistente (di cui fai parte) e perciò ti torna indietro. La stessa cosa vale per il "male" e la riteniamo corretta. Perché non vederla applicata anche al bene?
Hasta la vista! 😎
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"Non c'è nessuna evoluzione da fare.
Non c'è nessuna lezione da imparare.
Vanno tolte le interferenze che si agganciano all'inconscio e riattivano continuamente i programmi. Dopodiché, vanno tolti i programmi.
Cosa sono questi programmi? Credenze, il più delle volte. Alcune sono già installate quando arriviamo qui, altre si agganciano man mano che facciamo esperienze traumatiche. Le une rinforzano le altre. È facilissimo cadere nel tranello del "hai scelto tu l'esperienza", per dare un senso alla sequenza infinita di brutture, ingiustizie, traumi e dolori vissuti, quando invece si tratta, molto banalmente, di programmazioni inconsce".
"Essere inseriti in una matrice d'inganno è un abuso attuato ai danni degli Esseri Originari, non una scelta della Coscienza per venire qui "a fare esperienza". Esperienza di che? Di drammi e di dolore? Di disperazione? Sono gli Esseri Originari che, non potendo essere soggiogati totalmente e in eterno, si accorgono che qualcosa non va e fanno dei passaggi di disvelamento.
Ma molti di loro, quando sono prossimi a un cambio percettivo o a un salto coscienziale, vengono ostacolati, frenati, distratti, rettificati, o perfino resettati.
Le interferenze che si agganciano alla mente sfruttando i programmi inconsci, governano letteralmente l'andamento delle loro vite, perché sanno benissimo che quando viene scoperto il giochino, il banco salta!
Altro che "forze di opposizione" che agiscono per il nostro risveglio. O ancora credete che l'Ombra lavori per la Luce?"
Questi sono appunti estratti dalla prima stesura del mio libro sui #recintipercettivi.
Il prossimo che mi propina la solita minestra riscaldata del male che opera per il bene, potrà solo farmi alzare gli occhi al Cielo. Per me, è solo un vecchio paradigma (che rientra nei #recintipercettivi planetari) che è servito inizialmente per dare un senso a certi accadimenti ciclici, ma la verità è stata volutamente celata, per impedire la totale Liberazione degli Esseri Originari.
Ora i tempi e le energie sono cambiati, grazie al Cielo, e giungono nuove consapevolezze e saperi. Si tratta di non restare agganciati ai vecchi credi e aprirsi a comprendere che può esserci dell'altro, in arrivo. Io mi sono spostata, anche perché in me non ha mai risuonato il paradigma evolutivo. Ho sempre saputo e sentito che c'era qualcosa di profondamente distorto.
È mia premura condividere quanto apprendo e percepisco, col solo e unico scopo di favorire una nuova Visione, indicando una via d'uscita da questo labirinto allucinato e allucinante. Si sentirà in risonanza solo qualcuno, e va benissimo così. Io cerco i miei simili. 🌟
Forza, che la via d'uscita c'è 💪
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"Smettila di cercare di amare te stesso.
Sii semplicemente il Sé che ama".
- Jeff Foster
Questo cambio di prospettiva è radicale. Sembra una banalità, capirlo è anche semplice, ma sentirlo è un altro paio di maniche.
Ci hanno detto che dobbiamo amarci per tornare a una condizione di equilibrio. Vero. Ma a volte pare di dover fare uno sforzo sovrumano per amare quell'involucro di carne e sangue così fragile, debole, che appare ai nostri occhi sbagliato o manchevole di qualcosa.
È che non ci hanno insegnato ad amarci, punto e basta. E non può essere una questione mentale, o un atto volontario. Non è che mi metto lì e penso: adesso mi amo.
No, non funziona.
E allora come si fa? Sviluppando uno stato di Presenza, perché nella presenza non c'è l'involucro, non c'è la mente, non c'è nemmeno l'anima (o il viaggiatore) ma si fa spazio lo Spirito, ciò che ci connette alla Coscienza Originaria.
Quello è il Sé che ama.
Ama a prescindere e riconosce le debolezze umane, e ha un'ammirazione sfrenata per quell'Essere infinito che si sente finito. È un Amore che arriva da Altrove, ma è pur sempre nostro. Ma nasce da "più in alto", e ci ammanta, ci circonda, ci protegge, ci guarisce. Siamo sempre Noi, nell'accezione incorporea, espansa, infinita, eterna.
No, non mi sentirete mai dire che si tratta di dio o di qualche divinità o cose del genere, perché se no siamo alle solite: qualcun altro, là fuori, ci ama.
Eh no!! Finché non sentiamo di Essere quel Qualcosa, di appartenere a quel Qualcosa, di originare ed emanare da Esso, NCS (Non Ci Siamo).
Ma sapere e sentire di Essere contemporaneamente l'Amato e l'Amante, è vertiginoso. Fine dei conflitti, delle lotte interne, della disapprovazione per se stessi, e spazio ad accettazione incondizionata autorizzata alla massima potenza. Figo.
Non succede in uno schiocco, di dita. Per assurdo occorre impegnarsi quotidianamente e senza sosta, perché la Relazione col Sé che ama, e con la Vita, va coltivata e nutrita, così come tutte le relazioni.
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Tante volte si cerca sollievo o felicità nel fare.
Le attività diventano il motivo del benessere, costellando ogni attimo di obiettivi, risultati, imprese e attività.
Si cerca il piacere nell'ottenimento di qualcosa, e si cerca spasmodicamente il raggiungimento di un fine.
Nulla di male nel voler realizzare un desiderio, ma spesso gli si dà la massima importanza, come se fosse la vera e unica ragione del nostro esistere. Come dire: se non faccio, non sono. Se non raggiungo, non sono.
Questo porta costantemente fuori, spostando l'attenzione all'esterno e sottoponendoci a un bombardamento di stimoli che disorientano la coscienza.
Altre volte si riesce a trovare gioia e pace nel NON fare, riscoprendo un Riposo Interiore dimenticato, dove non esiste alcuna esigenza di dover raggiungere, realizzare, ottenere.
Ora, viviamo in un contensto in cui queste due esigenze devono essere equilibrate, ma ritengo che il punto di partenza debba essere l'assenza di obiettivi, l'assenza di affanno, l'assenza di doveri, addentrandosi il quel Silenzio e Pausa che portano a sentire meglio dove andare e perché.
La maggior parte di obiettivi e desideri scaturisce da una mente reattiva e da una personalità che si sente smarrita nel non fare, che prova ansia per il tempo che passa e disagio nel non essersi ancora definita e collocata in una realtà (distopica).
Ma le esigenze dello Spirito sono molto distanti da quelle mentali ed emotive.
Creare Spazio e Silenzio permette di accedere ad un'altra dimensione di noi, in cui, ripuliti dalle spasmodiche "esigenze" o dai desideri indotti, si trovano Risposte differenti. Si trovano Soluzioni. Si trovano Idee. E si smette di darsi addosso per non aver ancora fatto, detto, finito, raggiunto, realizzato, avviato...
Semplicemente, la tensione cala, e in quel Sollievo ci sentiamo in grado di vedere, sentire, comprendere, scegliere. Senza ansie, senza dubbi, restando nel momento Presente e sbarazzandoci dell'eterna e ansiogena rincorsa del "tempus fugit".
La vita è ADESSO, e ogni Adesso sciupato, è vita sprecata. Capito e sentito questo, anche ogni Momento di Pausa e Silenzio diventa pieno, pregno, significativo, semplicemente perché noi Ci Siamo. E il resto si srotola da sé.
Sto mettendo a punto un percorso online per raggiungere questa condizione, con l'intento di condividere ciò che sto apprendendo applicandolo su me stessa. Intanto ragiono sul titolo.... 😉
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Quando incontriamo un compagno che ci scuote davvero nell'Anima, e sentiamo che non possiamo evitare di amarlo (e non per bisogno) è lì che avviene questo miracolo. A questo servono certi incontri e riconoscimenti animici. Per salvarci, nonostante la tempesta trasformativa che ci faranno attraversare. ❤️🔥
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Ritengo che ci sia molto fraintendimento sul tema Amore, anche da parte di chi ritiene di fare chiarezza in merito.
Se è pur vero che non è Amore ciò che si basa su dipendenze, attaccamenti, aspettative e richieste, è anche vero che il tanto agognato "amore incondizionato" passi attraverso degli step intermedi, che ben rappresentano alcuni livelli di coscienza umana.
Ci sono coppie che si trovano perfettamente incastrandosi sui reciproci bisogni o aspetti di personalità, e possono stare bene insieme tutta la vita. Non è una forma di amore, in qualche modo, se si fanno del bene, si aiutano e si sostengono? Io credo di sì.
Poi ci sono amori che durano un lampo, giusto il tempo di assaporare una vibrazione alta e intensa, e magari poi svaniscono. Chi li ha vissuti li ricorda come esperienze belle e ricche. Possiamo dire che non sia amore, in qualche forma?
Esistono amori in cui uno soccorre l'altro, lo aiuta ad attraversare un momento difficile della vita, amori in cui ci riconosciamo nell'altro a lungo, finché non attuiamo un cambiamento profondo, amori basati su interessi o valori simili, che possono a un certo punto finire. Possiamo dire che non si tratti di amore?
Ci sono coppie che cercano di restare unite e superare i problemi e le difficoltà, anche se sotto c'è magari la paura di lasciarsi o di cambiare, ma si avverte anche il desiderio di salvare e proteggere un rapporto che ha valore, finché si sente che un sentimento c'è. Possiamo etichettarli come non amore?
Io credo che l'Amore che si prova corrisponda ad uno stato di Coscienza, e che se facciamo cambiamenti importanti, possiamo vivere l'amore a livelli differenti.
Esiste l'amore tra anime gemelle, forse uno dei più amorevoli e nutritivi, accoglienti e rassicuranti, e l'amore di fiamma gemella, tra i più intensi, sconvolgenti e trasformativi, forse la sfida d'amore più alta, e sicuramente la più prossima all'Amore Incondizionato.
Quest'ultimo rapporto è uno spartiacque, quello che fa fare un deciso salto al di là di ciò che abbiamo sempre creduto fosse l'amore. Quando si approda lì, per una serie di fattori definiti dalle nostre anime, vengono scardinati vecchi modelli e idee sull'amore, e si è costretti a prendere coscienza di qualcosa di più alto e potente che ci abita e vuole essere agito.
Non è un'esperienza che fanno tutti, anche perché non è sopportabile da tutti. Porta senz'altro a concepire il rapporto uomo-donna secondo nuovi modelli vibratori, secondo nuovi paradigmi.
Se portato a compimento, genera mutamenti importanti sul pianeta, perché quella Vibrazione d'Amore modifica dall'interno vecchi costrutti. Chi attraversa quell'esperienza lo sa.
Ma mi sento di dire che quello che viene chiamato "amore emotivo", "amore sentimentale" dal livello "umano", come viene etichettato, abbia comunque il suo valore. Non è che se non è Amore Incondizionato allora non è amore per niente e non serve a niente. È ad una gradazione più bassa dell'Amore Massimo, ma non è che non aiuti a rendere la Terra un posto migliore.
Tutti hanno avuto momenti bellissimi in relazioni che poi sono diventate insoddisfacenti o sono finite. Non era amore? Certo che lo era, la maggior parte delle volte, ma non abbiamo saputo gestirlo. Tanto sappiamo che il prossimo partner ci trova esattamente nel punto in cui abbiamo lasciato l'ultimo. E quindi? Quindi vuol dire che siamo noi a espanderci sempre più, se vogliamo, in quella Vibrazione.
Ma io non mi sento di dire che esiste una sola forma d'Amore Divino e tutto il resto non è amore. Per fortuna l'umanità è riuscita a provare e manifestare amore, anche se non era quello "perfetto" o "incondizionato".
E sul concetto di "amore Incondizionato" intendiamoci: non vuol dire "accetto tutto e amo tutto a tutti i costi". Vuol dire Vibrare più alto e riuscire ad amare nonostante certe avversità e sfide, quando l'altro ci mostra parti ferite di noi. Significa assumersi la propria responsabilità nella Relazione, amando se stessi almeno quanto amiamo l'altro.
Si tratta "solo" di disinstallare programmi e credenze. Non c'è nessuna evoluzione da fare, non sei sbagliato, non sei limitata.
Non occorrono rituali, preghiere, incensi e candele. Non serve delegare a niente e a nessuno, non servono tramiti, la Connessione con la tua parte spirituale spetta a te, ed è diretta.
Ma per ottenerla, vanno tolte tutte le interferenze, e levate quelle credenze radicate che fanno sentire immeritevoli, bisognosi, manchevoli di qualche cosa.
Lo sforzo più grande che dovrai fare è rimanere Presente, sconfiggere il chiacchiericcio mentale imperante, gestire le emozioni discordanti, usare il corpo e il respiro.
Questo si traduce in piccoli gesti quotidiani per il tuo Benessere, e non c'entra nulla con pratiche e discipline esoteriche o spirituali.
La realtà è più semplice di così, nonostante gli inganni siano molteplici. Ma per uscirne, occorre una soluzione semplice, alla portata di tutti.
Sto strutturando un percorso online che ti darà questi strumenti, resta con me 😉
“La profonda sofferenza rende nobili.”
- Friedrich Nietzsche, Al di la del bene e del male
Non sono d'accordo. La sofferenza è, di per sé, profondamente involutiva. Il mondo è STRAPIENO di profonda sofferenza. Da millenni. A quest'ora dovremmo essere tutti consapevoli ed evoluti, invece ci portiamo appresso le sofferenze nostre, dell'albero genealogico e delle vite passate, coi risultati che vediamo in maniera molto chiara. Chi ancora crede a questa storia si è perso davvero qualche pezzo.
Che poi esistano Esseri che, per loro Natura, posseggono la capacità innata di rispondere alla sofferenza in maniera proattiva, è un altro paio di maniche. Chi o cosa genera una risposta adattiva a una situazione stressogena? Le peculiarità innate di quei soggetti. Di chi è il merito? Della loro Natura. Avrebbero ugualmente quelle qualità in assenza di situazioni dolorose? Ovviamente, sì. Non si può sviluppare qualcosa che non si possiede, si può solo scoprire qualcosa che si ha già. E se l'abbiamo già, la funzione del dolore decade completamente.
È assurdo pensare che la Coscienza violenti se stessa per manifestare qualità essenziali che sono già in suo possesso. Basta con questi vecchi paradigmi. Basta, basta, basta.
#recintipercettiviplanetari
#recintipercettiviextraplanetari
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L'idea di doversi "evolvere", così come quella dell'avere "lezioni da imparare", oramai imperversa ovunque. La cosiddetta spiritualità degli ultimi decenni ha divulgato questo concetto, che moltissimi hanno abbracciato senza riserve.
Tranne pochi, irriducibili del dubbio, che si sono sempre posti domande "oltre", ma che soprattutto hanno sempre dato ascolto al loro sentire.
Ebbene, dire a un uomo che deve evolvere e imparare lezioni, lo pone immediatamente nella condizione di essere limitato, inferiore a qualcosa o a qualcuno, piccolo, manchevole di qualcosa. Cosa lo spinge a fare, tutto questo? A cercare FUORI.
Ebbene sì, se io manco di qualcosa lo cercherò fuori di me, mi sentirò inadeguato, sentirò di non essere abbastanza. Questo è il seme della delega.
E allora via a cercare guru, maestri, guide, angeli, spiriti, divinità, pratiche di ogni sorta... per colmare quel presunto vuoto, che in realtà non è altro che un #recintopercettivo.
Proviamo a fare un'altra ipotesi.
Veniamo su questo pianeta e ci viene subito instillato il pensiero che noi valiamo. Che noi meritiamo. Che non siamo manchevoli di nulla. Che è tutto dentro di noi. Immaginiamo di non dover mai subire violenze, abusi, soprusi, umiliazioni e ogni genere di malvagità. Immaginiamo che sia dato subito spazio ai nostri talenti e punti di forza (che sono innati!!!) e alle nostre capacità. Secondo voi, avrebbero presa tutti i costrutti filosofici secondo cui siamo qui a soffrire per evolvere, l'abbiamo scelto noi, e per giunta siamo costretti a rivolgerci continuamente all'esterno (senza averne nemmeno memoria)?
Proviamo a pensare che sia già tutto dentro di noi, e che siamo giunti qui, a queste condizioni, cadendo in un inganno. Ipotizziamo che dobbiamo solo togliere ciò che non è nostro, e poi ciò che Siamo emergerà da sé. Immaginiamo di arrivare qui nelle migliori condizioni per portare lo Spirito nella materia e fare questa esperienza.
Vero che così ha più senso? Non sembra più ragionevole e amorevole? Non inizia a scricchiolare, questa idea che dobbiamo tornare millemila volte, soffrendo, per manifestare ciò che già siamo?
A ognuno le sue riflessioni. 😉
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Nel mio lavoro attraverso il Teatro Trasformativo, da sempre seguo il principio del "togliere" anziché dell'"aggiungere".
Le persone hanno già tante maschere, e il mio obiettivo è levarle gradualmente, non metterne altre per "recitare" meglio nella vita!!
Tutto il Lavoro, in ogni disciplina, si riduce al fatto di andare all'essenza: l'essenza di una tecnica, l'essenza di un individuo. Non abbiamo da correggere, aggiustare, sistemare, cambiare.... abbiamo solo da TOGLIERE.
Togliere il disturbo del chiacchiericcio mentale.
Togliere l'eccesso di pensieri sul passato e sul futuro.
Togliere le idee che abbiamo su di noi.
Togliere le idee che gli altri si sono fatti si noi.
Togliere le ipotesi su ciò saremmo in grado di fare o meno.
Togliere ciò che non siamo.
Togliere le paure.
Togliere i sentimenti negativi verso noi stessi.
Togliere l'idea di impotenza o di mancanza di potere.
Togliere l'idea che dipenda da qualcuno o da qualcosa là fuori.
Se l'Uomo nascesse e vivesse in un ambiente in cui è instillato in lui di default il sentimento del suo Valore e la percezione della sua naturale Connessione con la Fonte, avrebbe senz'altro una vita più prospera e serena.
Per questo arrivo a dire che "La via d'uscita è DENTRO", perché una volta che è stata tolta tutta quella robaccia che non siamo, iniziamo a trovare cose belle, dentro. Iniziamo a sentire Forza, Potere, Connessione, Capacità...e la smettiamo di andare in giro come dei mendicanti in cerca di chissà cosa fuori. Poi arriva tutto, arriva. Ma l'ordine corretto è prima dentro, poi fuori.
Questo è uno dei risultati che mi propongo di far raggiungere attraverso i miei percorsi. Partiamo da uno spettacolo teatrale, poi passiamo agli intensivi di gruppo in presenza.
Un pezzo per volta, via.
Via il superfluo, via il falso.
Un passo dopo l'altro fuori dai recinti percettivi.
Non benedite il male.
Non ringraziate il male.
Benedite e ringraziate
la Vostra capacità
di superare situazioni
dolorose, dure e difficili.
Se dentro di voi
non risiede il Fuoco
non supererete
alcuna avversità
non sopravvivrete agli oltraggi
di energie in contrapposizione.
Il Merito è vostro
la Forza è vostra
il Talento è vostro
prendetene atto e riconoscetevi
smettete di adulare il male
come fosse un salvatore.
Riconoscete che in Voi
c'è ogni buona cosa
e che non vi serve
nessuna prova o minaccia
per manifestarle o agirle,
vedete Chi Siete.
Non avete scelto
nessuna dura prova
per sviluppare i vostri talenti
li avete già
dovete darvi il permesso
di manifestarli.
Non occorre alcuna sfida
non serve il dolore
non c'è Ombra
al servizio della Luce
c'è solo ciò che È
senza scendere a patti.
Smettete di dare meriti
a chi si nutre
della vostra Essenza
agite il vostro Potere
governate la realtà
riconoscete Chi Siete.
Smettete di adulare il male
non si manifesta per voi
ma contro di voi
per nutrirsi di voi
attraverso il dolore,
stabilite un confine.
Riconoscete in voi
tutto il Potere
smettete di delegare
riprendete lo scettro
ristabilite l'autorità
del Cielo in Voi.©
Elisa Renaldin
"Le persone sono definite dai loro risultati".
Tu credi a questo assunto?
Se io dovessi definirmi su questa base, concluderei di non valere nulla e di non essere stata capace di fare nulla, dato che mi sento ancora molto lontana dall'aver realizzato pienamente Me Stessa e il mio Progetto. Sono inciampata molte volte. Mi sono rialzata altrettante volte. Il Risultato massimo può essere stato non imbruttirmi dentro, non esaurire mai la voglia di scoprire, sapere e conoscere, non mollare nonostante le innumerevoli batoste, una più dura dell'altra. Essere andata sempre oltre l'ovvio, rischiando sulla mia pelle con scelte coraggiosissime.
Ma se dovessi fare una valutazione in termini di "risultati" così come normalmente considerati, allora potrei dire non aver realizzato materialmente un granché, francamente. E so anche perché, ma l'ho scoperto da poco.
"Le persone sono definite dalle loro scelte", allora. Questo è l'altro ingannevole assunto. Non tutti siamo nelle condizioni di poter scegliere liberamente. Ci sono molti condizionamenti che abbiamo ricevuto, programmi mentali, indottrinamenti, deviazioni belle e buone della nostra Natura Autentica. E un essere depistato dal suo vero Sé, che scelte può mai prendere? Essere governati dalla paura, ad esempio, che scelte ci farà mai prendere? Saremo veramente Noi, a decidere? Naturalmente no.
Perciò questa idea di valutare le persone partendo da questi presupposti, lascia il tempo che trova. Prima ci dobbiamo liberare di ciò che NON siamo, e uscire dai #recintipercettivi limitanti, e poi possiamo iniziare a vedere, sentire, discernere, scegliere.
Ognuno di noi ha delle programmazioni inconsce, dei programmi veri e propri che gli sono stati installati, e corriamo il rischio di girare a vuoto per anni e anni, convincendoci magari che siamo noi a sbagliare, che siamo noi a non aver ancora capito, che siamo noi che non abbiamo compreso a fondo "la dottrina" o "il metodo"... E così andiamo avanti ancora a sbattere la testa al muro, come fa una mosca che sbatte sul vetro della finestra da cui non riesce a uscire.
Io, di "dottrine", ne ho incrociate parecchie. Di "filosofie" ne ho vagliate molte. Di "sistemi" ne ho sperimentati tanti. Quasi tutti si rifanno a qualcosa di "superiore" a cui ci dobbiamo piegare o sottomettere, ammettendo la nostra natura infima, peccatrice, imperfetta, fallace, misera. A me, questa storia depotenziante, ha veramente stancato. Sono stufa marcia di sentir dire "l'uomo qua, l'uomo là" attribuendogli la colpa di ogni male esistente al mondo.
No, gente. C'è dell'altro, da sapere e scoprire. Ci sono #recintipercettivi che, se non vengono oltrepassati, rischiano di tenerci lì, o come schiavi, o come finti liberi, quando abbiamo legacci ancor più potenti di chi non sa nulla di tutta la paccottiglia spiritualista.
E allora io dico, proviamo ad andare all'essenza delle cose. Non sulla base dei risultati e nemmeno sulla base delle scelte, ma sulla base di un Sentire profondo, che ci fa dire: qui, c'è qualcosa che non va. Non sono molti ad avere quel sentire, perché si viene abbagliati, a volte, da certi "risultati" e ci si ferma lì, quando c'è ancora molto altro da fare. Ma io mi rivolgo a quelli che ancora si fanno quella scomoda domanda e sentono che qualcosa, decisamente, non torna.
I miei percorsi non sono strutturati per insegnare qualcosa, né per salvare qualcuno. Sono solo esperienze, in seguito alle quali ognuno inizierà a percepire qualcosa, dentro. Posso darti qualche tecnica ma è poca cosa. Non cerco proseliti e non intendo creare "community". Voglio solo metterti nelle condizioni di Sperimentare qualcosa di diverso, dandoti qualche chiave di decodifica, passandoti ciò che sono, oltre a ciò che so.
Se vuoi organizzare una di queste Esperienze nella tua città, scrivimi a info@elisarenaldin.it e capiremo insieme se e come organizzarci.
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