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L'inizio della fine per l'era Krakoana comincia a gennaio 2024 in 𝗙𝗮𝗹𝗹 𝗢𝗳 𝗧𝗵𝗲 𝗛𝗼𝘂𝘀𝗲 𝗢𝗳 𝗫 e 𝗥𝗶𝘀𝗲 𝗢𝗳 𝗧𝗵𝗲 𝗣𝗼𝘄𝗲𝗿𝘀 𝗢𝗳 𝗫, una doppia-serie evento firmata Gerry Duggan, Kieron Gillen, Lucas Werneck e R.B. Silva!
❌ Il prossimo futuro degli X-Men e maggiori dettagli sulla conclusione di questa fase mutante verranno rivelati al New York Comic-Con.
Cresciuto come una bestia in un mondo selvaggio popolato da spietate tribù cannibali, un ragazzo è alla ricerca di una mitica intelligenza artificiale.
Perché? Lo scopriremo in 𝗢𝘂𝗿 𝗕𝗼𝗻𝗲𝘀 𝗗𝘂𝘀𝘁, nuovo progetto in quattro parti scritto e illustrato da Ben Stenbeck (𝘉𝘢𝘭𝘵𝘪𝘮𝘰𝘳𝘦, 𝘒𝘰𝘴𝘤𝘩𝘦𝘪 𝘛𝘩𝘦 𝘋𝘦𝘢𝘵𝘩𝘭𝘦𝘴𝘴). La serie, pubblicata da Image Comics, debutterà a dicembre 2023!
🖼️ Copertine di Ben Stenbeck e Mike Mignola.
Ho lavato quel brutto saporaccio di fumettodimmerda dalla bocca leggendo un fumetto clamoroso, conferma che Spurrier (e Vault) sono sinonimo di qualità.
Forse ancora più irritante delle cose elencate finora è la gestione del villain che dà il titolo alla serie e il suo rapporto con il protagonista.
Tutto abbozzato, tutto lasciato intendere, tutto messo lì all'interpretazione. Poi però nel tentativo di mischiare continuamente le carte e di sorprendere il lettore, Cates e Stegman piazzano quattro grossi twist che lasciano tutti senza punti fermi, senza una chiave di lettura chiara e capace di dare forma alla raffica di parolacce e violenza gratuita.
Chi è davvero Vanish? Qual è il senso di questo gioco al massacro che il protagonista schizofrenico tossicodipendente col cuore d'oro (e chi ci crede?) intraprende senza una vera e propria motivazione credibile e condivisibile?
Non so neanche perché me la sto prendendo così tanto con un fumetto che non mi ha mai realmente attirato.
Però raramente mi capita di essere così negativo.
Qual è lo scopo di un fumetto come Vanish?
Certamente non è un esercizio di stile dello scrittore che, per esempio, in Crossover ho trovato molto più ispirato e deciso sia nell'idea che nell'esecuzione della storia, nel tratteggio dei personaggi principali. È una palestra per Stegman ma che, tolte alcune soluzioni di impaginazione interessanti e l'impatto di alcune splash page, non sembra aver compiuto passi da gigante rispetto ai suoi precedenti lavori.
Vanish funziona poco anche come omaggio al fumetto del passato perché non basta più avere un personaggio sottile come un foglio di carta ma disegnato bene per tirare avanti un fumetto. Il personaggio principale, come detto, è sinceramente insopportabile e i coprotagonisti inspiegabili. Particolarmente Elynor è un personaggio dal comportamento inspiegabile e sul quale Cates cerca di puntare per costruire un dramma artificioso appioppandole il ruolo della Donna Forte & Incinta senza che il lettore abbia mai avuto l'opportunità di conoscerla.
Raramente mi capita di trovare un fumetto che non ha la minima idea di cosa voglia raccontare e come voglia farlo.
Vanish è chiaramente un omaggio a Todd McFarlane e Marc Silvestri, a un'era del fumetto più arcigna e ruvida, più semplice e diretta.
C'è modo e modo di omaggiare e Vanish sbaglia praticamente tutto ciò che può sbagliare: il protagonista è una lagna insopportabile senza un minimo di caratterizzazione sostanziale, senza un punto di contatto sincero con il lettore. La premessa è carina e pur interessante, potrebbe anche essere inquadrata metanarrativamente in un certo senso, ma lo svolgimento della trama è francamente imbarazzante, confusionario e alla ricerca dello shock facile senza un minimo di credibilità e costruzione. L'ambientazione è scialba e poco definita, il world-building altrettanto vuoto e raffazzonato.
Un fumetto che non ha sostanza né quantomeno stile perché tutte le buone premesse di Stegman non si concretizzano mai in qualcosa di più del buon compitino.
Sono seriamente deluso.
A fronte di un #1 promettente, Vanish di Cates, Stegman (poi Diaz e Marion) è una delle più grandi puttanate che abbia letto negli ultimi dieci anni.
Letture post-lavoro.
Sapete sto godendo molto di più questo modo di leggere, non correre dietro alle uscite, prendermela con calma.
Approfondirò con una seconda lettura ma oltre all'aspetto artistico mirabolante, l'ho trovato un po' povero.
Spero che la premessa fondamentale venga esplorata di più perché, se la facciamo così facile, è un po' uno spreco.
C'è stato anche un momento nella lavorazione della sceneggiatura in cui l'intero film si sarebbe svolto mentre le Tartarughe Ninja erano già al liceo.
Rowe stesso avrebbe dichiarato a Goldberg che questa versione della storia era fundamentally broken e l'intera struttura della trama venne rielaborata arrivando alla versione definitiva.
Fun fact
A quanto pare ottenere i diritti di No Diggity dei Blackstreet è stato più complicato del previsto e c'è stato un momento in cui si stava lavorando a una versione di questa scena utilizzando Ruff Ryders' Anthem di DMX.
Inutile dire che si è sborsato di più ma il risultato finale mostra tutta la differenza.
Sono ormai arrivato alla piena consapevolezza del fatto che le Tartarughe Ninja non passeranno mai di moda. Sarà forse perché l'idea originale di Eastman & Laird fu un impeto di creatività a metà tra la parodia e l'omaggio, sarà forse perché è impossibile pronunciare le parole 𝘛𝘦𝘦𝘯𝘢𝘨𝘦 𝘔𝘶𝘵𝘢𝘯𝘵 𝘕𝘪𝘯𝘫𝘢 𝘛𝘶𝘳𝘵𝘭𝘦𝘴 tutte in fila senza un sorriso per l'assurdità del concept.
Se 𝘛𝘩𝘦 𝘓𝘢𝘴𝘵 𝘙𝘰𝘯𝘪𝘯 a fumetti ha dato ai fan storici delle Tartarughe Ninja il Ritorno del Cavaliere Oscuro, 𝗠𝘂𝘁𝗮𝗻𝘁 𝗠𝗮𝘆𝗵𝗲𝗺 offre una rivisitazione contemporanea e ultramoderna delle origini di Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Donatello. Il risultato, mia opinione, è francamente sbalorditivo.
Il film di Jeff Rowe non è solo tecnicamente un'altra straordinaria conquista per il mondo dell'animazione, non solo gode dell'energia pazzesca di quattro doppiatori adolescenti azzeccatissimi e francamente adorabili; il Caos Mutante del titolo trova ordine in una visione collettiva del franchise condivisa da tutti i membri della produzione, in una personalità ben definita e che traccia un nuovo inizio per il franchise.
Comincia tutto da Seth Rogen ed Evan Goldberg (che tra 𝘛𝘩𝘦 𝘉𝘰𝘺𝘴 e 𝘐𝘯𝘷𝘪𝘯𝘤𝘪𝘣𝘭𝘦 iniziano ad accumulare clamorosi successi), da Jeff Rowe regista di incredibile talento e fantasia fino all'intero team d'animazione, a Trent Reznor & Atticus Ross firme di una colonna sonora perfetta.
Il film dura il giusto e non indugia mai troppo ma tiene il ritmo alto e costante grazie anche a un intelligente integrazione della città di New York come coprotagonista acquisito. Il villain principale funziona ed è stata un'ottima scelta non affidarsi a volti stranoti del franchise decidendo invece di raccontare una storia completamente nuova e originale. Non c'è paura di affrontare temi come l'accettazione lavorando anche su più livelli di interpretazione: l'amore e le incomprensioni di una famiglia sono il nucleo emotivo di un film che può essere anche letto come simbolo delle famiglie immigrate e dei figli di seconda generazione in cerca del loro posto nel mondo.
Mi rendo conto di aver scritto veramente tanto e in realtà mi sarebbe bastato postare questa scena d'azione che porta il film sulle proprie spalle e, dal divertente e scanzonato inizio, lo accompagna verso il suo rocambolesco e scatenato climax.
Le Tartarughe Ninja hanno avuto la loro 𝘤𝘰𝘮𝘪𝘯𝘨-𝘰𝘧-𝘢𝘨𝘦 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘺.
Io sono per il rispetto dell'opinione altrui ma la riscrizione della realtà dove i cazzo di fumetti di MK sono elevati a ciò mi perplime
NGL ho pianto al climax, miglior utilizzo della popolazione di NYC since Spider-Man 2
La copertina di Matías Bergara per 𝗧𝗿𝗮𝗻𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲𝗿𝘀 #3 di Daniel Warren Johnson!
