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Sono contento almeno non abbiano perso tempo e si siano subito buttati immediatamente nel Regno Quantico
Ah, Evangeline Lilly, questo taglio di capelli ti invecchia tremendamente.
Recuperato solo ora - scusate, ho dato priorità a The Bear S2 al rientro.
Posso dire che è un lavoro clamoroso?
Visto che ormai di multiversi e bizzarri mash-up ne è piena la cultura pop, Tom Hoskisson si è chiesto come fondere al meglio Batman e i suoi avversari più pericolosi.
Il risultato? A mio avviso straordinariamente creativo.
Letto il finale e... mi piace davvero tanto la direzione data da Zdarsky sul finale.
Ma non riesco a far meno di pensare che c'è qualcosa rimasto in sospeso qui. È una conclusione soddisfacente, interessante e dona a Matt (?) qualcosa di nuovo da fare, da vivere.
Ma non vi nego che un po' di amaro in bocca resta di uno splendido lavoro di costruzione intrapreso lungo quattro anni di storie.
Negli scorsi anni abbiamo potuto ricordare con affetto e nostalgia l'Hellblazer di Spurrier proprio perché l'autore britannico sembrava aver compreso la vera natura di John Constantine, voce soprannaturale e ribelle di un paese stretto in una morsa grigia e oppressiva, figlio delle contraddizioni della Corona, della austerity Thatcheriana e spirito indomito pronto a battagliare demoni interiori ed esteriori.
Damn Them All, per ora, è più superficiale, più diretto nell'approccio ma non meno intrigante, non meno divertente.
Se Ellie Hawthorne è la vera erede di John Constantine, l'arcanista con il suo grosso martello è la voce di una nuova generazione, vessata dagli stessi problemi della precedente - solo con un nuovo volto.
Una serie che non potete permettervi di perdere, una lettura estremamente consigliata.
Nonostante il profondo realismo che comanda l'immagine dell'opera, Charlie Adlard e Sofia Dodgson accendono e spengono la nebbia soprannaturale che ammanta questa serie a loro piacimento con effetti strabilianti.
L'atmosfera realistica viene spezzata da manifestazioni impossibili, illusioni tangibili, creature inimmaginabili che prendono solide e dolorose forme - un dettaglio che ho particolarmente apprezzato anche nel finissimo lavoro di Spurrier, che traduce benissimo il dolore di un costrutto immaginario prendere forma in un mondo tridimensionale/bidimensionale.
I demoni dell'Ars Goetia sono spaventosi e raccapriccianti, talvolta patetici e umanizzati, altre volte pure manifestazioni dei peggiori istinti del pensiero collettivo di ogni essere umano mai esistito.
Per un Adlard che raramente ha bagnato i suoi piedi nel fantasy duro e puro, Damn Them All è un inedito battesimo per un veterano della matita superato egregiamente, complice anche una colorista ispirata e azzeccatissima.
Sono gli occhi e le parole di Ellie a rivelare le intenzioni di Spurrier.
L'autore è estremamente preparato sull'argomento e ogni albo nasconde nozioni e conoscenze approfondite di demonologia e scienza occulta. Leggere Damn Them All fa bene perché stimola una genuina curiosità, affascina e incanta il lettore, incastra tutti in un dialogo dentro e fuori le pagine.
Cosa spinge un essere umano a stringere un patto con un diavolo? Cosa ci spinge a sottostare a condizioni e prezzi da pagare pur di aver accontentati i nostri più reconditi desideri? Se potessimo mettere facilmente mano su un genio della lampada... cosa saremmo disposti a fare?
Cinico l'autore, cinica la protagonista, cinica la storia: Damn Them All butta da parte qualsivoglia pretesto di incantare e lasciar viaggiare la fantasia.
Quello che Spurrier e Adlard evocano è un demone a fumetti pragmatico e metodico, crudele e bastardo, che osserva il mondo di diavoli e stregoni con allarmante concretezza. Proprio per questo motivo è ancora più bello.
Eleanor Hawthorne è la nipote di Alfie Hawthorne - occultista esperto e diabolista provetto, stregone e professionista del paranormale, il vostro John Constantine 1:1, insomma... ed è appena morto.
Spurrier introduce la protagonista pochi istanti dopo il funerale. I lettori fanno una conoscenza rapida, brusca, iniziano a conoscere una giovane arcanista amica della criminalità locale che vive dunque una vita di riflesso e con molte meno aspettative dello zio più famoso.
Erede di un pesante nome, gettata immediatamente in un caos senza precedenti, costretta a fare i conti con la possibilità che dietro la morte dell'unico parente che l'abbia trattata con un po' d'amore sia stato fatto fuori in un piano più grande e più oscuro.
Questo sì che è un incipit coi fiocchi.
Quando i 72 demoni dell'Ars Goetia sfuggono al loro creatore e invadono la normalità dell'Inghilterra contemporanea, la società sembra inevitabilmente indirizzarsi verso il collasso totale.
Mafiosi da quattro soldi, businessmen, disperati, gente comune: ogni inglese con una minima ambizione vuole mettere le mani sul proprio demone personale in una corsa agli armamenti... in palio c'è il titolo di peggior bastardo della Gran Bretagna e, chi lo sa, forse del mondo.
Vorrei pubblicamente ringraziare Si Spurrier, Charlie Adlard e Sofia Dodgson per aver deciso di scrivere il miglior Hellblazer degli ultimi anni... ossia da quando Spurrier non scrive più Hellblazer.
Ph34r è il magnete, il gancio per i lettori: una femme fatale letale e inafferrabile, ghost in the machine pronta a bruciare il mondo e preparare il terreno a una rinascita digitale e materiale.
Perché sì, più che un thriller w0rldtr33 è un vero e proprio slasher horror che si sa vendere molto bene. Il mondo appena accennato da Tynion IV nasconde tanti spunti interessanti (come la vera origine di Undernet e le reali motivazioni di Gabriel Angel) e ogni deflagrazione demoniaca sulla pagina cattura l'occhio in un turbine di raccapriccianti orrori che superano qualsiasi immonda lordura vista su forum e imageboard.
L'autore inoltre riempie l'opera di citazioni a sue influenze come Harlan Ellison e William Gibson; un modo per rendere omaggio a chi ha reso Internet un incubo prima di lui.
Blanco e Bellaire sono un duo fenomenale e il loro contributo alla riuscita finale di questi primi quattro numeri è eccezionale: storytelling che non si perde in inutili orpelli se non quando strettamente necessario - ossia quando c'è bisogno di squarciare il velo di Maya e mostrare gli orrori di Undernet che bucano la realtà.
Il character design è come sempre solidissimo ed estremamente funzionale al lettore per individuare e legare subito con i tanti protagonisti presentati.
Parte Injection, parte The Nice House On The Lake e in parte... una bestia completamente diversa.
w0rldtr33 di James Tynion IV, Fernando Blanco, Jordie Bellaire e Aditya Bidikar è la storia di come un gruppo di giovani internauti ha scoperto la vera parte oscura di internet e sigillato il demone in profondità, strati su strati di dati e informazioni volti a coprire un dark web ancora più disturbante di come lo intendiamo.
In questa storia Tynion IV sembra riversare tutte le paure di un presente digitale che giorno dopo giorno pare corrompere la mente delle menti più fragili inserendo il concept iniziale in un fantastico thriller che tiene col fiato sospeso.
Iniziate a segnarvi Old Dog nelle vostre liste d'acquisto - sì, sono arrivato in aeroporto con molto anticipo.
Shalvey si perde in qualche spiegone di troppo complice un incipit che magari gli scappa di mano in un paio d'occasioni ma questo primo volume ha un protagonista affascinante, una coprotagonista tostissima, un plot twist davvero sorprendente e tanta, tantissima azione d'alta qualità.
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