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Albo preludio a una futura saga di Superman e Action Comics.
Qui Watters e un eccezionale Eddy Barrows danno un seguito agli eventi di Lazarus Planet e all'episodio di Martian Manhunter. Dopo aver scacciato il fantasma di Doomsday da Metropolis, quest'ultimo finisce all'inferno dove (ovviamente) diventa re assoluto pronto a ritornare sulla Terra.
J'onnz e Supergirl fanno squadra in una storia prettamente action ma veramente notevole soprattutto per l'aspetto psicologico e quasi metafisico che assume lo scontro - risolto in un climax assolutamente fantastico.
Per tutti i lettori e lettrici, appassionati ed appassionate d'arte e fumetto, oggi è rosso sul calendario.
Auguri al Re Jack Kirby, 106 anni oggi.
Eterno, immortale, unico.
> Persona normale che legge The Penguin #1
> "Oh, bello questo debutto, tutto teso, arrabbiato, King bravo nel mettere subito in piedi la premessa e De La Torre azzeccatissimo"
> io che leggo The Penguin #1
> "ennò col cazzo che mi rileggo Killing Time"
Clamoroso omaggio di Stephanie Hans alla run di Lemire/Smallwood per la serie di copertine variant Death Of Moon Knight.
In questo gioco d'ombre che costituisce il nostro punto di partenza, è straordinario notale con quale confidenza Martìn Coccolo si sia immediatamente calato nel ruolo a lui richiesto - quello di superstar.
Supportato e probabilmente elevato da un colorista eccezionale che con il Tonante ha un bel po' d'esperienza, Matthew Wilson, Coccolo prende le parole di Ewing e le mette su carta con eleganza e magnitudine, gloria e pathos.
Si passa da scene più classiche a mastodontiche splash page che mozzano il fiato; i personaggi recitano, si confrontano con naturalezza ma è soprattutto il suo Thor a ben impressionare perché traduce espressamente tutti i suoi aspetti - umani, divini, eroici, drammatici, patetici, epici.
The Immortal Thor è un trampolino di lancio e allo stesso tempo uno straordinario punto d'arrivo per l'artista argentino.
Le prime quaranta pagine di Immortal Thor rappresentano un vero e proprio thesis statement.
Che cos'è Thor, chi è Thor? C'è quello che tutti sappiamo: il dio e re, supereroe e giustiziere, Vendicatore e asgardiano ma c'è anche quello che non sappiamo. Una storia infinita raccontata dalla notte dei tempi, un ininterrotto racconto di gesta e imprese più grandi e ricche della nostra immaginazione.
Thor ha avuto molti nomi e molti volti quindi cosa c'è oltre ciò che conosciamo? Al Ewing si pone questa domanda e ne ricava il postulato su cui si regge apparentemente l'intera struttura narrativa.
The Immortal Thor parla di storie e di come queste vengano tramandate, ascoltate, riproposte, sminuite o ingigantite.
Parla della luce e dell'ombra che si riflette sulla parete della caverna, la Narrazione che tramanda a noi i nostri dei.
Ma chi li ha creati? Soprattutto chi può oscurare la luce che li rende visibili ai nostri occhi?
Dev'essere liberatorio poter scrivere Thor: immaginate di avere a disposizione un numero infinito di personaggi e ambientazioni, la possibilità di esplorare il mito e approfondirlo scavando alle sue radici. Studiare meticolosamente le edda nordiche per tradurre la loro epica al fumetto, reinventare la parola per un nuovo pubblico, lasciando che la tradizione si rinnovi costantemente.
Dopo gli straordinari cinquanta numeri di Immortal Hulk, è facile capire perché Al Ewing abbia scelto di proseguire il suo cammino poggiando i piedi sul Bifrost.
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