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Sto provando a scrivere qualcosa in pagina che abbia un senso di essere letta.
Abbiate pazienza.
Su Lo Spazio Bianco abbiamo voluto ricordare John Cassaday nel giorno della sua scomparsa.
Absolute Wonder Woman continua la sua cavalcata trionfale con il suo terzo arco narrativo, il secondo interamente firmato Thompson/Sherman.
Aspettando l'ultimo capitolo, io ho già gli occhi fuori dalle orbite: tante idee, tanto carattere in questa Diana che sembra finalmente colmare il gap tra chi non ha mai osato avvicinarsi a Wonder Woman e chi ha sempre cercato qualcosa in più da Diana.
Una serie che fa meraviglie, è il caso di dirlo.
Comunque che robina succulenta, Remender e Acuña tirano fuori un #1 da manuale.
Ho avuto l'ansia tutto il tempo e certi risvolti più cruenti ti colpiscono davvero duro.
DC's Absolute Universe: we're big into torture!
Aspettando l'ultimo albo di questo secondo arco narrativo, Son Of The Demon, Jason Aaron e Carmine Di Giandomenico si divertono a portare l'inferno sulla Terra e nella mente del povero Kal-El, vittima di manipolazioni e delle mire diaboliche del demone Ra's - personaggio che si candida prepotentemente a peggior pezzo di merda che Aaron abbia mai scritto insieme a Gorr.
Tra le serie Absolute, Absolute Superman credo sia quella richieda maggiore attitudine al cambiamento e al ribaltamento del canone. Un fumetto perfido che sembra costantemente attentare alla natura del suo protagonista riflettendo perfettamente il mondo marcio e in malora che vive in questa parte del multiverso DC.
Col senno di poi, questo colpo di scena è un po' scontato.
Col senno di poi.
Ho girato la pagina e niente, me l'hanno fatta sotto il naso.
Ovvio.
Era ovvio.
Dove c'è Ra's...
"Okay, Jason, l'idea per il tuo Superman in questo nuovo universo Absolute ci piace parecchio. Ha tutte le carte necessarie per funzionare, è un ragazzo arrabbiato, ha quel po' di oscurità dentro di sé che lo rende diverso dalla sua controparte originale, una furia come mai vista prima... è un po' edgy ma funziona. Come vogliamo procedere graficam-"
"Posso dire una stronzata? Possiamo renderlo un po' più Spawn?"
"... eh?"
All-New Venom è davvero un whole-package deal, una serie in cui Al Ewing sfoga tutte le sue idee per accompagnare Venom in una nuova direzione creativa che sia, beh... nuova e non semplicemente "Venom supereroe".
Il #10 chiude il secondo arco narrativo con un importante confronto tra Mary Jane e il simbionte - tra l'altro subito dopo un altra importante svolta per MJ e Paul.
Ewing ha praticamente esplicitato come i legami che uniscono siano il cuore di questa storia, sviluppando alcuni interessanti leit motifs e richiami che permettono ai lettori di interpretare la storia su più strati.
Se ormai nella mia testa c'è sempre più la convinzione di aver usato Paul e MJ come specchio distorto della relazione malata, a tratti tossica e sbilanciata tra Peter Parker e MJ (a ruoli inversi), in questo Nuovissimo Venom c'è la necessità di definire limiti e spazi personali, responsabilità e necessità di dover accettare pesanti errori e ingombranti ombre del passato.
I falsi profeti vi diranno che All-New Venom non vale la lettura, io vi dico che stiamo giusto giusto iniziando a scaldarci
Nelle profondità del cosmo, Joe Kelly e Pepe Larraz trovano ampio spazio di manovra, nuove opportunità ed energie.
Difficile non rimanere entusiasti dal primo capitolo di Spider-Man Goes To Space (name pending), con un nuovo costume tecnarchico, un disegnatore in stato di grazia divina e un Kelly frizzante. La necessaria crescita di Peter Parker dopo la sonora sconfitta ai danni di Hellgate passa da due parole: "Get stronger".
Questa sezione della storia sarà certamente la più curiosa da osservare evolversi proprio perché siamo in territori inesplorati.
Certo è che forse siamo arrivati a un punto in cui Amazing Spider-Man può scrollarsi di dosso alcuni peccati del passato - no, non quelli. No manco quegli altri. Vabbè...
Il nuovo corso di Amazing Spider-Man si divide a metà, come ormai sappiamo un po' tutti.
Da un lato la Terra, dall'altro lo spazio.
Sulla Terra, in assenza di Peter Parker e dell'Uomo Ragno, due uomini decidono autonomamente di tappare il buco a modo loro.
Insieme a John Romita Jr., Joe Kelly esplora il vuoto lasciato dal protagonista concedendo spazio ai comprimari che hanno riempito le pagine della serie negli ultimi cinque o sei anni. L'idea non è poi così sgangherata perché poi, effettivamente, la leggi e funziona: tra Wells e Kelly, entrambi i rimpiazzi hanno avuto tempo, spazio e modo per sviluppare motivazioni e ambizioni in una evoluzione coerente e fluida con la narrazione principale.
Con Lapide sullo sfondo, ormai figura fissa che ben accolgo su queste pagine dopo tanto tempo dedicato sui Soliti Noti, hai anche dinamiche codificate e sviluppi di trama da perseguire fino alla naturale conclusione.
Sulla Terra va tutto alla grande...
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