Janine Van der Merwe e Emanuele Portelli - Metodo Jan
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Repost from Associazione “I Guardiani del Torre A.P.S.”
Un’inaugurazione speciale per ascoltare la storia d’amore tra un’agana e un pastore la cui unione ha dato vita al doppio nome: la Tôr, nome femminile in friulano e il Torre, nome maschile in italiano.
Vi aspettiamo numerosi in questa esperienza teatrale!!!
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Per chi non riuscirà ad esserci, verrà fatto video della presentazione
Nella bellissima cornice del Centro Awen, il 3 settembre alle ore 18.00,
presenterò il mio nuovo libro “Le Radici della separazione - Ritornare a essere umani con Ubuntu (umanità).
Un libro che nasce dalle mie esperienze africane, un testo coraggioso e pionieristico, rispetto a temi attuali e oserei dire urgenti.
Dialogando con Lorenzo Franchi e Raffaella Cataldo, approfondiremo gli argomenti del libro, affinché una presentazione diventi un “seme” di umanità.
“Non esiste separazione senza conseguenze”
Inoltre saranno presenti le opere artistiche originali che caratterizzano il libro dell’artista e illustratrice Maila Mangiapanello.
Ripetiamo tutti insieme 🙌🙌🙌🙌: tutto ciò che ti irrita e ti smuove stati emotivi è un tuo irrisolto del passato.
Tutto ciò che ti irrita e ti smuove stati emotivi è un tuo irrisolto del passato.
……………………..
Avanti così, almeno 108 volte 📿📿📿📿
L’Amariana, monte sopra Tolmezzo, brucia da giorni come in molti altri luoghi in Italia e oltre.
Con questo post voglio accompagnarvi a osservare la realtà di ogni accadimento, su due livelli diversi: il piano orizzontale e quello verticale.
Sul piano orizzontale è doloroso quello che osserviamo.
Ci muove interiormente emozioni contrastanti: impotenza, rabbia, frustrazione.
Ci mette di fronte, in una escalation di eventi (il caldo eccessivo, i fiumi senza acqua, la mancanza di piogge, i problemi nelle coltivazioni), ad una immagine catastrofica, tragica e impattante a livello visivo.
Come uomini e donne possiamo restarne passivi, scioccati, urlare vendetta e maledire, come ho letto in certi post, gli eventuali piromani (per l’Amariana è stato un fulmine a far partire l’incendio).
O invece possiamo ascoltarci e porci le giuste domande: cosa mi mostra tutto ciò?
Cosa si sta manifestando?
Nella non separazione dalla realtà che mi circonda, la natura che si sacrifica per noi, cosa mi mostra di me?
Quanta aridità emotiva, quanto fuoco, quanta bellicosità, quanta distruttività c’è in me?
Che disequilibrio c’è tra il mio femminile, elemento acqua, e il mio maschile, elemento fuoco?
Ed è qui che mi aggancio al livello verticale, al livello evolutivo e per farlo accenno alla leggenda del monte Amariana.
C’era una bellissima ragazza di Amaro, località della Carnia, che lavava i panni al fiume. Si avvicinò un omone enorme e bruttissimo, soprannominato Orcolat. Lui la voleva in moglie, lei rifiutò e lui le disse che sarebbe tornato a prenderla per farla sua. Lei scappò chiedendo aiuto alla regina dei ghiacci che la trasformò nel Monte Amariana e maledì l’Orcolat che lo costrinse a relegarsi nel monte San Simeone, con il fiume Tagliamento che passa in mezzo. E da laggiù ogni volta che si ricorda di Amariana, l’Orcolat con la sua rabbia dà una scrollata al monte provocando terremoti.
In questa leggenda c’è tutto a livello simbolico: il fuoco distorto del maschile che prevarica, che violenta, che domina e prende ciò che vuole, specchio della società attuale. Il femminile che si congela, s’immobilizza nel terrore.
Il fuoco è l’elemento della purificazione, della trasformazione, dello Spirito.
E ricordo per chi obbietterà puntando il dito sul piromane che per la coscienza non c’è differenza tra il fulmine e il piromane: entrambi ne sono il mezzo, anche l’inconsapevolezza lo è, proprio perchè tale.
La natura si rigenera continuamente perchè non resiste al cambiamento e un incendio può esserne il mezzo.
E tu, sei disposto a lasciar bruciare interiormente la parte vecchia di te, le tue convinzioni, le tue ideologie per rinascere in una nuova forma?
E’ il tempo dello svelamento; dipende tutto da cosa vuoi guardare.
Un sentito consiglio in questi giorni particolari, tra eclissi, luna nuova e picco del passaggio delle Perseidi.
Smettiamola di spettacolarizzare tutto rendendolo un evento social.
È sintomatico di un sistema nervoso incapace di stare nell’intensità sensoriale ed emotiva.
Bisogna a tutti i costi condividere quell’intensità, come i bambini quando sono troppo emozionati.
Impara osservando la natura.
Il calore di quest’estate, la scarsità dell’acqua e ora questi stimoli ci portano in contatto con parti profonde di noi stessi, da cui si fugge irresponsabilmente.
Come espresso nei Mabinogion, antichi testi mitologici gallesi, è quando rompi l’equilibrio con la dea intesa come regina della terra e il re, inteso come qualità maschile che governa la materia, che la terra diventerà una landa desolata.
Approfitta di questi giorni per fermarti, rallentare, fare pulizie in casa facendo spazio fuori e dentro di te; ascolta le tue acque interiori, le tue emozioni e volgi lo sguardo al cielo con sacro rispetto per forze e movimenti più grandi di te.
I miti, le storie ci abitano.
Un tempo i racconti erano orali, tramandati di generazione in generazione.
I racconti cambiavano perché erano espressione della coscienza e dello spirito. Ed essi mutano continuamente e gli individui di quel tempo erano connessi a quel mutamento.
Il mettere le storie nero su bianco scrivendole, è stato un processo evolutivo ma che ha dato spazio all’attaccamento, all’identificazione e, a volte, alla stagnazione della coscienza, legandola a quella che in Africa viene definita la stregoneria della parola scritta.
L’Ulisse dell’Odissea, nell’ ultimo film di Cristopher Nolan, rappresenta ciò che gli esseri umani di oggi hanno bisogno di vedere in questo preciso periodo storico.
Il guerriero traumatizzato, perso, che non trova Casa perché vaga nelle acque del suo inconscio traumatizzato.
Scandaloso per gli accademici perché non rispecchia l’Ulisse di Omero, ma è la Soria, il Mito di cui abbiamo bisogno oggi per ricordare.
Dico spesso nel percorso che proponiamo, che gli Antichi parlavano meno e responsabilmente sapendo che ogni parola aveva un suo Spirito. Ieri mi sono arrivate due parole che sembrano sinonimi, ma non lo sono affatto: guarire e curare.
Etimologicamente la parola guarire deriva dal germanico werian che significa difesa, proteggere, impedire. La stessa radice ha dato origine alle parole guardare, guerra e guardia.
Se la sento a livello del sistema nervoso comunque è legata all’azione, al fare; attiva il sistema nervoso simpatic.
La parola curare invece deriva dal latino cùra e più anticamente còera e coìra e gli antichi etimologisti la collegano a cor. Non implica solo alleviare il dolore ma ha una responsabilità emotiva e morale: proteggere, nutrire, mantenere.
A livello di sistema nervoso attiva il ventro vagale; va molto più in profondità dell’azione del simpatico.
Citando Gabor Maté, “puoi guarire ma non esserti curato”.
Dico spesso nel percorso che proponiamo, che gli Antichi parlavano meno e responsabilmente sapendo che ogni parola aveva un suo Spirito. Ieri mi sono arrivate due parole che sembrano sinonimi, ma non lo sono affatto: guarire e curare.
Etimologicamente la parola guarire deriva dal germanico werian che significa difesa, proteggere, impedire. La stessa radice ha dato origine alle parole guardare, guerra e guardia.
Se la sento a livello del sistema nervoso comunque è legata all’azione, al fare; attiva il “simpatico”.
La parola curare invece deriva dal latino cùra e più anticamente còera e coìra e gli antichi etimologisti la collegano a cor. Non implica solo alleviare il dolore ma ha una responsabilità emotiva e morale: proteggere, nutrire, mantenere.
A livello di sistema nervoso attiva il ventro vagale, va molto più in profondità dell’azione del simpatico.
Citando Gabor Maté, “puoi guarire ma non esserti curato”.
Express Yourself V Edizione
Bueriis (UD) 17/18 Settembre - 23 Ottobre
Ed ecco che il nostro amato festival Art in Tôr prende nuovamente forma!
L'emozione che questo evento sa regalare è difficile da raccontare a parole, ma abbiamo provato a farlo attraverso questo video, che ogni volta ci regala la pelle d'oca. ✨🎥
Per la quarta volta il festival torna a riunirci sulle rive del fiume, immersi nella bellezza del suo territorio. Dal 27 al 30 agosto, a Savorgnano del Torre (UD), vi aspettiamo per quattro giornate di musica, attività, scoperta e condivisione, all'insegna del senso di Comunità.
Intanto, il percorso verso Art in Tor è già iniziato: sono aperte le call dedicate ai volontari, agli espositori e agli artigiani che desiderano partecipare al mercatino. E quest'anno arriva anche una bella novità: il Mercatino del Bambino, uno spazio pensato per valorizzare la creatività, il gioco e la partecipazione dei più piccoli.
Stiamo preparando tante nuove attività e sorprese, senza perdere ciò che da sempre ci contraddistingue: la voglia di stare bene e divertirci insieme e, soprattutto, di costruire insieme una Comunità sempre più viva, consapevole e partecipata.
Non potete assolutamente mancare!! 🌊🌿🌞
🎥 Video by il bravissimo videomaker e amico Enrico Micelli, ormai parte della grande family dei Guardiani
E se vuoi essere di aiuto puoi iscriverti come volontario!
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Condividiamo il programma del festival Art in Tôr, che si terrà dal 27 al 30 agosto. Per noi crescita personale non è solo lavorare su di sé ma è creare rete, comunità, progetti sociali ed ecologici e il fiume ne è il mezzo… vi aspettiamo numerosissimi!!!!!! E con tanta voglia di creare relazioni!
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Ogni tanto diamo un volto a ciò che proponiamo e scriviamo ☺️ Buona estate a tutti, buona luna piena, ricordando che solo tagliando con il passato, si lascia spazio al nuovo.
Comunicazione di servizio: da lunedì 20 luglio chiudiamo l'attività fino all'8 settembre. Dal 1 settembre riapre la segreteria per fissare appuntamenti per gli incontri individuali. Per i corsi mandate mail a info@metodojan.it. A seguire condivido i primi eventi di settembre. Buona estate a tutti ricordando come dico spesso che non si va in vacanza dalla coscienza.
Quando parlo di coerenza non intendo quella ideologica.
Anzi, quella è una gabbia.
Parlo dell’essere “attaccato dentro”, tutto unito.
L’effetto dei traumi è la separazione interna, il congelamento di parti di te.
Avviene da piccolissimi, quando i genitori stessi mandano messaggi incoerenti.
Ricordiamo che i bambini, a meno che non ci siano gravi traumi durante la gestazione e la nascita, sono coerenti con il campo cosciente.
L’incoerenza la assimilano dai grandi che a parole dicono una cosa e con il corpo esprimono altro.
Praticamente “incarnano” la menzogna.
Questo manda in tilt il sistema nervoso che si adatterà.
Nell’incoerenza, quindi nel NON sentire interiore, non si riesce a sentire i reali bisogni e ad esprimere SI che siano dei veri SI, e dei NO che siano veramente NO.
La coerenza è la forza più potente, come un raggio laser, parallela all’amore, in quanto tutte le parti di te sono allineate alla scelta sentita nel corpo allineata con l’anima, nel momento presente.
