𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠
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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.
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C'è un motivo per cui gli Architects sono così amati nel mondo metalcore. A parte il fatto che le loro ferree influenze metal "vere e proprie" rendono il loro sound uno dei più incisivi che il genere abbia da offrire, sono stati costantemente eccellenti nelle uscite dei loro album,
*All Our Gods Have Abandoned Us* non solo spalanca la porta; lo strappa dai cardini, lo lancia attraverso la stanza e procede a farlo a pezzi come se fosse cartone.
Ma il vero fiore all'occhiello di questo album è la traccia finale Memento Mori , otto minuti della musica forse migliore e più varia che gli Architects abbiano mai creato: elettronica glitch e voce dolente aperta, prima di trasformarsi in chitarre melodiche e voci selvagge e raggiungere il suo picco assoluto all'eruzione di blastbeat su una partitura classica e travolgente. È un vero viaggio dall'inizio alla fine, raggiungendo un territorio ambizioso ed espansivo in un modo che nessun'altra band di dimensioni decenti ha. E questa potrebbe davvero essere una descrizione degli Architects come band, che lavora alle proprie condizioni per ottenere risultati finali incredibili.
Questo poema epico di otto minuti è certamente un aggiornamento di quella tradizione, con i suoi riferimenti alla terra, alla neve, alla pelle e alle ossa, mentre riflettiamo sulle domande che tutti dovremmo considerare mentre ci avviciniamo alla fine della nostra vita, ogni volta che può essere (‘Was your life worth dying for?’)
Buon ascolto! 🖤
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DARK&FANTASY☠️
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Cocaine è un brano musicale scritto, registrato e pubblicato da J.J. Cale nel 1976 sull'album Troubadour, uscita in seguito come singolo in diverse edizioni... maggiormente conosciuta nella versione pubblicata da Eric Clapton nell'album Slowhand del 1977.
Il brano è in sostanza contro la droga... If you wanna get down, down on the ground, cocaine... (se vuoi cadere, cadere per terra, cocaina)... anche se per la maggior parte degli ascoltatori è chiaro solo il ritornello.. she don't lie, cocaine (la cocaina, lei non mente).
L'idea sarebbe.... è preferibile una canzone che sia contro la droga in maniera allusiva, piuttosto che diretta, perché questo le garantisce un effetto dissuasivo che verrebbe meno nel caso in cui fosse percepita come una canzone dal messaggio moralistico o paternalistico... in sostanza parlane male ma in maniera educata...
Bellissima canzone...
Buona ascolto e buona domenica 🙋🏻♂️
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Tu sei il cielo, non un
temporale di passaggio.
~ Jeff Foster ~
Un piccolo canale
per meditare, riflettere,
provare ad essere più
felici.
🌸🌼🌺🌿🌺🌼🌸
⬇️⬇️⬇️
@meditando
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Ne ha fatta di strada Brian Johnson, dal coro della chiesa di un villaggio di minatori ai palchi di tutto il mondo. Da ragazzino viene fulminato dalla visione di Little Richard in tv e prende subito una decisione: la musica sarà la sua vita. Cresciuto in una famiglia dai legami tanto forti quanto difficili, Brian divide la sua giovinezza tra il lavoro in fabbrica, una folle parentesi da paracadutista, e una lunga serie di band locali più o meno improvvisate, fino a quando nel 1980, per puro caso, si trova a essere l’uomo giusto nel posto giusto: il cantante degli AC/DC muore prematuramente e Brian prende il suo posto, sfornando Back in Black, un disco da 50 milioni di copie che conquista le classifiche di mezzo mondo. Questo memoir, però, non si apre con un successo, ma con un momento di paura in cui sembrava tutto perduto: è una sera di settembre del 2015 e Brian avverte un dolore all’orecchio. Quel fastidio apparentemente innocuo è solo il primo sintomo di un problema all’udito così grave da costringerlo a lasciare la band e dire addio alla musica. Un momento di buio che spinge Brian a rievocare le storie della sua infanzia, le prime esperienze su palchi scalcinati, un matrimonio affrettato, una vacanza italiana che per poco non finì in tragedia e molto altro.
Grazie a delle cure sperimentali, Brian Johnson è tornato a cantare con gli AC/DC e nel 2020 ha registrato il diciassettesimo album della band, Power Up, un successo di pubblico e critica. Oggi, in questa spassosa, appassionata e incoraggiante confessione a cuore aperto, Johnson si racconta senza risparmio, in pagine piene di grinta. Come la sua voce.
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Eccoci con la nostra rubrica del sabato sui libri che hanno fatto la storia del Rock.
Oggi un libro che parla del terzo cantante degli AC/DC, il mitico _Brian Johnson,_ colui che ha dato il La al grande successo della band e che più di ogni altro ne ha segnato la storia.
Ecco a voi la sua miglior autobiografia 🥰
Buona lettura, con "Brian Johnson - Back in Black."🖤
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Tra le canzoni più amate di Tina Turner c'è "Private Dancer". Che originariamente fu scritta da Mark Knopfler per un album dei Dire Straits, "Love Over Gold".
"Private Dancer" fu composta nel 1982, ma non fu inclusa nella track list dell'album dei Dire Straits "Love Over Gold", come ha raccontato il bassista della band John Illsley nella sua autobiografia "My Life in Dire Straits": "Una canzone che alla fine non è entrata nell'album è stata 'Private Dancer', principalmente perché, giustamente, Mark decise che dovesse essere cantata da una donna. Le parole ‘I’m your private dancer, a dancer for money, I’ll do what you want me to do’ non suonavano bene in bocca a Mark! Finì per darla a Tina Turner, con risultati spettacolari". E ha aggiunto: "In segno di gratitudine per la canzone, Tina chiese alla band di registrarla con lei in uno studio a nord di Londra, fu una gioia trascorrere la giornata con lei. È improbabile incontrare una donna più adorabile sulla scena musicale e il suo entusiasmo è tanto più contagioso e impressionante con tutte le sofferenze che ha dovuto sopportare nella sua vita privata"
La canzone uscì nel 1984 e Illsley ricorda ancora: "Le piacque così tanto "Private Dancer" che dette il titolo al suo album". Sia il brano che l'album furono grandi hit.
Può sembrare strano dirlo adesso, dato che i testi di Mark Knopfler sull'intimità della sessualità fanno così tanto parte della playlist degli anni '80. Ma ascoltare una donna di mezza età come Turner incarnare l'immensità della sensualità matura è ciò che ha reso questa canzone potente, per lei e per il pubblico che la ascolta. Con una melodia tranquilla e scivolosa guidata dal ringhio sonoro di Turner, ascoltarla ora fa venire i brividi nonostante l'impiallacciatura liscia della traccia.
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