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Partito Comunista Rivoluzionario - Internazionale Comunista Rivoluzionaria

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Basta omicidio di stato! Verità e giustizia per Fakir! Come Federico Aldrovandi. Come George Floyd. leri al Pilastro, Abderra
Basta omicidio di stato! Verità e giustizia per Fakir! Come Federico Aldrovandi. Come George Floyd. leri al Pilastro, Abderrahim Fakir, facchino di 42 anni, è stato ucciso durante un controllo di Polizia. È morto soffocato, mentre chiedeva disperatamente aiuto. Fakir è stato ucciso dalla deriva securitaria portata avanti dal governo Meloni. È stato ucciso dalle leggi sicurezza, che garantiscono totale impunità alle "forze dell'ordine" rispetto alle loro azioni, mentre militarizzano i quartieri popolari. Lo scudo penale introdotto dal Ddl 1660 ne costituisce la conferma. È stato ammazzato dalla propaganda dei media borghesi, intrisa di razzismo e xenofobia al grido di "remigrazione", che paralizza pure gli operatori sanitari, intervenuti solo quando Fakir era già esanime. Bologna, dunque, come Minneapolis, la Polizia di Stato come I'ICE. Ma Fakir non è un caso isolato, la lista è lunga: da Stefano Cucchi e Riccardo Magherini, passando dal già citato Aldrovandi. "Giù le mani dalla Polizia" afferma la Lega; l'operato degli agenti "è professionale" fa eco Galeazzo Bignami. Questi commenti osceni della destra non ci stupiscono: sono semplicemente l'altra faccia della difesa incondizionata di Meloni e soci del gioielliere piemontese Roggero, giustiziere fai-da-te. Denunciamo anche l'ipocrisia della giunta comunale e del Pd. Lepore esprime "profondo cordoglio", ma in questi anni ha chiesto (e ottenuto) a gran voce un numero sempre maggiore di agenti di polizia in città, senza farsi mancare critiche e pressioni sul ministero dell'Interno. La giunta comunale e il governo nazionale condividono le stesse scelte politiche: da un lato si taglia sui servizi pubblici e sociali (sanità, scuola ecc.), mentre si vuole mano libera per difendere gli interessi dei padroni (vedi riarmo e cementificazione), il tutto gestito in maniera autoritaria e repressiva contro ogni tipo di dissenso. È già stata fatta "piena luce" sui fatti accaduti ieri al Pilastro. Il video inchioda senza appello le forze dell'ordine. Solo la lotta di massa potrà fermare questa offensiva reazionaria. Verità e giustizia per Fakir! Cancelliamo i decreti sicurezza! Basta omicidi di Stato!

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🇬🇷📖 Lezioni dalla Grecia di Arturo Rodriguez Nel 2015, le politiche riformiste sono state messe alla prova in Grecia in uno scontro drammatico con le istituzioni del capitale finanziario europeo. In questo articolo, pubblicato nel n. 50 di In Defence of Marxism (rivista teorica dell’Internazionale Comunista Rivoluzionaria), Arturo Rodriguez ripercorre quel periodo per spiegare le cause della crisi, come le masse si siano mobilitate per sconfiggere i pacchetti di austerità imposti al paese e come questo movimento fonte di ispirazione sia stato tradito dal gruppo dirigente di Syriza.
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😮💥La folle corsa di Trump verso la guerra di Ben Curry (da www.marxist.com) A meno di un mese dalla firma del Memorandum d’intesa che sembrava aver posto fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran, le ostilità sono riprese. Questa volta, l’imperialismo statunitense sta trascinando il mondo intero verso un precipizio. L’accordo è sembrato essere sull’orlo del fallimento sin dal primo giorno. Netanyahu ha cercato sistematicamente di vanificare l’accordo attraverso provocazioni in Libano. Ma alla fine è stato lo stesso Trump a farlo fallire. ➡️ Continua a leggere...
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⚠️🇵🇰☄️La Lunga marcia del 15 luglio nell’Azad Kashmir: tutto il potere ai comitati! di Inqalabi Communist Party ✊ Il movimento di massa nel Kashmir amministrato dal Pakistan, guidato dall’Awami Action Committee (AAC), è giunto a un punto cruciale: la leadership ha infatti annunciato la ripresa della Lunga Marcia il 15 luglio. Al momento, circa 100mila persone si sono radunate in sei diversi sit-in intorno alla città di Rawlakot, dove è presente un ingente contingente di forze di sicurezza. In tutto l’Azad Kashmir è in corso uno sciopero generale: i trasporti sono bloccati e negozi e uffici sono chiusi. Le autorità statali hanno tentato in ogni modo di reprimere il movimento, ma hanno fallito ogni volta. Il 12 luglio si sono verificati violenti scontri nella cittadina di Arja, in cui due giovani sono stati uccisi dalle forze di sicurezza, mentre la mattina dell’11 luglio si sono verificati altri pesanti scontri sulla strada di Shuajabad, che collega le città di Rawlakot e Bagh, in cui almeno altri due giovani sono stati uccisi. Nonostante la brutalità delle autorità statali, il morale delle masse è alto e sono pronte a superare ogni ostacolo. Le ultime parole di una madre in lacrime al funerale del figlio, ieri, sono state: “Congratulazioni, figlio mio, congratulazioni”. Questo è lo spirito di quasi tutte le madri dell’Azad Kashmir, che hanno dimostrato più determinazione e risolutezza di chiunque altro e che sono pronte a sacrificare tutto per questo movimento. Il 13 luglio, numerosi studenti di scuole e università sono scesi in piazza nelle loro divise per esprimere solidarietà al movimento. L’intera situazione dimostra che la Lunga Marcia, che inizierà il 15 luglio, può avere successo e che la battaglia per la conquista di Rawlakot, attualmente sotto il controllo delle forze di sicurezza, può essere vinta dalle masse, che da lì potranno marciare con successo verso la capitale, Muzaffarabad. Tuttavia, come già affermato dalla direzione, una volta iniziata la Lunga Marcia, le rivendicazioni del movimento non si limiteranno alla Carta delle Rivendicazioni, ma andranno oltre. In questo contesto, i compagni dell’Inqalabi Communist Party (Partito Comunista Rivoluzionario, RCP) in Kashmir propongono un programma che prevede che il potere venga rivendicato dai comitati, i quali, di fatto, lo detengono già, pur non avendolo ancora dichiarato. Il compagno Umer Riaz del RCP, nel suo discorso del 9 luglio, ha ribadito questo programma e ha invitato l’AAC a proclamarsi governo dell’Azad Kashmir. ➡️ Continua a leggere...
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🇵🇰☄️ Il movimento di massa guidato dall’AAC nel Kashmir amministrato dal Pakistan sfida la brutale repressione dello Stato per scrivere un nuovo capitolo di storia di Inqalabi Communist Party (da www.marxist.com) Centinaia di migliaia di persone nel Kashmir amministrato dal Pakistan, comunemente noto come Azad Kashmir, stanno scrivendo un nuovo capitolo della storia grazie al loro coraggio e al loro eroismo, mentre lo Stato pakistano scatena una delle repressioni più brutali a cui abbiamo assistito negli ultimi tempi. L’Awami Action Committee (AAC) dell’Azad Kashmir sta guidando una marcia di portata storica diretta a Muzaffarabad per far valere le proprie rivendicazioni. Negli ultimi tre anni, tali richieste erano state accettate dai governi dell’Azad Kashmir e del Pakistan a seguito di lunghe marce organizzate in precedenza. Tuttavia, non sono ancora state attuate. ➡️ Continua a leggere...
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🇨🇺☄️Di fronte alla pressione insostenibile dell’imperialismo, Cuba si dirige verso la restaurazione capitalista di Jorge Martin (da www.marxist.com) Di fronte alle pressioni insostenibili esercitate dall’imperialismo statunitense, durante una sessione straordinaria tenutasi il 18 giugno, l’Assemblea Nazionale (il Parlamento, ndt) di Cuba ha adottato una serie di proposte economiche. Se attuate, tali proposte porteranno direttamente alla restaurazione del capitalismo. Venerdì 12 giugno, nel corso di una conferenza stampa tenutasi in mattinata, il presidente Díaz-Canel ha annunciato riforme economiche di ampia portata. Mercoledì 17 giugno si è riunita la sessione plenaria del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba (PCC) e, con una rapidità senza precedenti, il giorno seguente l’Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha approvato ben 176 misure. Nel loro insieme, queste misure, se attuate, segnano la fine dell’economia pianificata e la restaurazione del capitalismo. Non c’è altro modo di analizzare le decisioni prese. Non si tratta di qualche riforma, né di una parziale apertura al mercato. Stiamo parlando nientemeno che della restaurazione completa di un’economia di mercato capitalista a Cuba. Un salto qualitativo, non solo quantitativo. E questo avrà conseguenze molto gravi e storiche. ➡️ Continua a leggere...
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🇮🇪 Pogrom in Irlanda del Nord – Socialismo o barbarie di Andrea Patanè (da marxist. com, pubblicato originariamente su communism.ie) Case incendiate. Auto date alle fiamme. Blocchi stradali razzisti. Mattoni che sfondano le finestre. Bidoni della spazzatura lanciati in strada in fiamme. Bande di uomini mascherati che vagano per i quartieri. Famiglie in fuga dalle proprie case a bordo di furgoni della polizia. Martedì sera Belfast è stata sconvolta da quella che è stata descritta come la peggiore notte di violenza che la città abbia vissuto in oltre un decennio, mentre i paramilitari lealisti e gli agitatori di estrema destra hanno sfruttato un orribile accoltellamento per scatenare un pogrom contro gli immigrati. Al mattino, intere strade sembravano una zona di guerra. I rivoltosi non hanno lasciato dubbi sulle loro intenzioni. “Sì, fanculo tutti gli stranieri”, ha gridato un uomo mentre entrava in una casa che era appena stata data alle fiamme. Altri ridevano mentre distruggevano auto e incendiavano abitazioni. I passanti commentavano con noncuranza “ci sono delle bambine lì dentro”, mentre uomini mascherati facevano irruzione in una casa per “liberarla” dagli stranieri. Purtroppo, scene così orribili non possono più essere considerate episodi isolati. Le rivolte razziste e i pogrom sono ormai diventati un evento annuale nell’Irlanda del Nord. Dalle rivolte del 2024 a Belfast Sud ai disordini dello scorso anno a Ballymena, lo schema è diventato fin troppo familiare. Guidati dai paramilitari lealisti e incitati da politici unionisti reazionari e agitatori di estrema destra di tutto il mondo, questi appelli alla violenza hanno trovato terreno fertile tra certi strati arretrati dei quartieri protestanti disillusi. La classe dirigente britannica e i media, in particolare, hanno svolto un ruolo spregevole nell’alimentare il sentimento anti-immigrati per i propri motivi opportunistici – arrivando persino a collegarlo alla questione del cosiddetto “confine nascosto” (ovvero l’Area di Libera Circolazione) tra l’Irlanda del Sud e le Sei Contee. Sono le conseguenze dirette della loro retorica velenosa – e delle loro politiche criminali – che martedì sono state messe in piena evidenza. Stanno giocando un gioco molto pericoloso. Le loro azioni minacciano di trascinare il Nord in un incubo settario, razzista e barbaro ancora più profondo. ➡️ La scelta che si pone davanti al Nord è sempre più chiara: socialismo o barbarie.
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Il 13 giugno il Partito Comunista Rivoluzionario sarà in piazza per opporsi al tentativo della destra di trasformare Roma in
Il 13 giugno il Partito Comunista Rivoluzionario sarà in piazza per opporsi al tentativo della destra di trasformare Roma in una vetrina della reazione. In quella giornata si ritroveranno alcune delle principali organizzazioni dell'estrema destra: Futuro Nazionale di Vannacci aprirà la sua convention nazionale, mentre CasaPound e altre sigle dell'estrema destra promuoveranno un corteo razzista incentrato sulla cosiddetta "remigrazione". A pochi giorni dal Pride, anche i Pro Vita scenderanno in piazza con una manifestazione provocatoria contro i diritti delle donne e della comunità LGBT Questa offensiva reazionaria è il prodotto della crisi di un sistema che non è più in grado di garantire una vita dignitosa agli sfruttati e agli oppressi di questo paese. I lavoratori stranieri, tra i più vulnerabili, diventano il bersaglio privilegiato di una propaganda che cerca di dividere la classe lavoratrice. Su queste basi, fascisti e reazionari rialzano la testa, forti della copertura politica ideologica offerta da questo governo, scaricando sulle minoranze oppresse la responsabilità di una crisi che è invece il risultato delle contraddizioni del sistema che essi stessi difendono. Noi comunisti rivoluzionari affermiamo che il primo passo è liberarsi di questo governo. Il secondo è costruire l'organizzazione indipendente della classe lavoratrice, senza alcuna distinzione di genere, etnia, nazionalità o religione, per combattere il nostro vero nemico: i padroni di questo paese e il sistema capitalista che tutela i loro interessi. ✊Cacciamo la feccia reazionaria! ✊Per l'unità degli sfruttati e oppressi contro i padroni! ✊Cacciare il governo Meloni Subito!
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✊ Ehsan Ali è libero! Una vittoria per la solidarietà internazionale! di Internazionale Comunista Rivoluzionaria, www.marxist.com Dopo tre mesi di prigionia straziante, Ehsan Ali, presidente dell’Awami Action Committee Gilgit-Baltistan (AAC-GB) e dirgente dell’Inqalabi Communist Party (RCP), è un uomo libero! Questa è un’enorme vittoria per la solidarietà internazionale, che non sarebbe stata possibile senza il sostegno travolgente di lavoratori, leader sindacali e giovani radicali di tutto il mondo. ➡️ Continua a leggere...
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✊Ehsan Ali è libero!✊ La sua scarcerazione dalle prigioni pakistane dopo tre mesi è una vittoria della gigantesca campagna di
✊Ehsan Ali è libero!✊ La sua scarcerazione dalle prigioni pakistane dopo tre mesi è una vittoria della gigantesca campagna di solidarietà internazionale, condotta dai compagni dell'Internazionale Comunista Rivoluzionaria e sostenuta da migliaia di giovani e lavoratori in tutto il mondo. La lotta non è finita. Le accuse contro Ehsan Ali non sono state archiviate e rimane in una sorta di libertà vigilata. L'ondata repressiva contro l'Awami Action Committee continua e molti dei suoi dirigenti sono costretti in clandestinità. Ringraziando tutti coloro che hanno appoggiato la campagna, la nostra lotta continua fino al ritiro di tutte le accuse contro i dirigenti dell'AAC e finche Ehsan Ali non sia rimosso dalla lista dei soggetti sottoposti al Fourth Schedule (la libertà vigilata) Segui marxist.com e rivoluzione.red per tutti gli aggiornamenti
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📉 Le conseguenze economiche della guerra all’Iran di Niklas Albin Svensson La guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran è ad un punto di svolta, non solo dal punto di vista dei rapporti di forza tra le potenze, ma anche da quello dell’economia mondiale. Essa sta portando allo scoperto tutte le contraddizioni che si sono accumulate nel periodo precedente: inflazione, debito e recessione incombente. Fin dalla pandemia, l’economia mondiale fatica a liberarsi dall’inflazione. La combinazione di stimoli governativi, interruzioni dovute ai lockdown e guerra in Ucraina ha fatto sì che l’inflazione superasse il 10%. Di conseguenza, le banche centrali hanno dovuto alzare i tassi di interesse per contenerla. In Europa, la Bce è riuscita a ricondurre l’inflazione all’obiettivo del 2% nell’autunno del 2024. Negli Stati Uniti, la Fed non è mai riuscita a riportarla del tutto al proprio obiettivo. I dazi hanno avuto una parte in questo. Per esempio, il prezzo dei beni importati, che in precedenza aveva aiutato a calmierare l’inflazione (elettronica di consumo e autovetture, oltre a componentistica e materie prime), è adesso aumentato. Il Yale Budget Lab stima che i prezzi dei beni importati sono più alti del 3,5-4% di quanto sarebbero stati senza i dazi. È doveroso osservare, tuttavia, che dopo tutto il baccano sui dazi reciproci, Trump si è accontentato di una media attorno al 10,5% sui dazi, molto meno del temuto 18% e quasi la metà dei tassi del famigerato Smoot-Hawley Act negli anni Trenta. Se il libero mercato era il motto dei capitalisti c’era un motivo. Li aiutava a comprimere i salari, dal momento che i lavoratori venivano compensati dall’abbassamento dei prezzi dei beni importati. Questo era tanto vero per i capitalisti inglesi del diciottesimo secolo quanto lo è stato per i capitalisti americani degli ultimi decenni, ma ora tutto ciò sta giungendo a termine. Il conflitto crescente tra le principali potenze imperialiste per i mercati mondiali sta ponendo fine ad un processo di rimozione delle barriere commerciali che è durato per decenni. Questo non avrà soltanto un impatto a breve termine sui prezzi. Invece che avere un grande stabilimento manifatturiero che può esportare in tutto il mondo, le aziende saranno costrette ad investire in numerosi siti produttivi più piccoli e meno efficienti per eludere barriere commerciali di ogni sorta. Questo abbasserà la produttività e alzerà i prezzi. Comporterà un aumento persistente dell’inflazione che costringerà i lavoratori a lottare più duramente per difendere le proprie condizioni di vita. Questa era la situazione che si presentava già a febbraio: una situazione molto instabile e fragile. Trump riesce però a farci dimenticare le sue avventure passate imbarcandosi in nuove. Tuttavia, esse giocano tutte un ruolo nella crisi che si sta sviluppando. Prima della guerra in Iran, l’economia mondiale non era in salute. Al contrario, aveva solo bisogno di una bella spinta per crollare ➡️ ...e Trump potrebbe avergliela data.
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⚠️🇵🇰 Pakistan – Brutale repressione statale contro l’Awami Action Committee in Kashmir, le masse rispondono con proteste e scioperi di Inqalabi Communist Party Nella notte di venerdì 5 giugno, uno dei principali dirigenti dell’Awami Action Committee (AAC) nell’Azad Kashmir, Sardar Umar Nazir, è stato vittima di un attentato nei pressi di Rawlakot. È riuscito a salvarsi per un soffio, poiché il proiettile lo ha colpito all’orecchio, mentre un attivista dell’AAC, Shahzeb Habib, è stato ucciso. In precedenza, quello stesso giorno, il governo dell’Azad Kashmir, su imposizione dello Stato pakistano, aveva annunciato la messa al bando dell’AAC e di tutte le sue attività, dichiarandolo un’organizzazione terroristica che diffonde l’anarchia. Il governo ha anche interrotto i servizi Internet e potrebbe estendere questa misura ai servizi di telefonia. Dopo il tentato omicidio, centinaia di persone si sono immediatamente recate all’ospedale CMH di Rawlakot e hanno iniziato a protestare contro la repressione statale. La protesta è continuata fino al giorno successivo e altre proteste contro la repressione statale sono scoppiate in diverse città dell’Azad Kashmir. In risposta, la polizia e le forze paramilitari hanno arrestato più di 70 attivisti in diverse città. Ciò ha fatto infuriare le masse ancor di più e, in alcuni luoghi, la gente ha liberato gli attivisti in custodia della polizia, intonando slogan contro la repressione statale. ➡️ Continua a leggere...
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✊🏭 “Noi siamo il potere” – La lotta degli operai pakistani a Prato e l’unità della classe lavoratrice di PCR Prato-Firenze Da oltre tre mesi quattro operai pakistani sono in sciopero davanti ai cancelli della New G.J. (ex All Goods S.r.l.), nel Macrolotto tessile pratese. La loro lotta, sostenuta dal Sudd Cobas, si inserisce nella campagna “8×5”, che negli ultimi anni ha permesso a centinaia di lavoratori di conquistare contratti regolari e diritti elementari contro un sistema di supersfruttamento fondato su turni di 12 ore al giorno, sette giorni su sette, salari da fame e totale assenza di tutele. Lo sciopero della New G.J. non è un caso isolato. È parte di una mobilitazione più ampia che negli ultimi anni ha attraversato il distretto tessile pratese. Proprio nei giorni precedenti alla nostra visita, tre lavoratori cinesi avevano concluso vittoriosamente una vertenza sindacale, dimostrando come la lotta stia iniziando a rompere il muro dei ricatti che per anni hanno favorito i padroni. Una delegazione di studenti e lavoratori del Partito Comunista Rivoluzionario ha incontrato Taimoor Hasan e Abdul Rehman ai cancelli dell’azienda. La discussione è stata anche l’occasione per collegare questa vertenza alla lotta condotta in Pakistan dall’Awami Action Committee e dall’Inqalabi Communist Party, oggi colpiti dalla repressione dello Stato pakistano. Mentre scriviamo, Ehsan Ali e altri attivisti sono ancora detenuti con accuse infondate e la repressione nel Kashmir continua a colpire i militanti del movimento. ➡️ Continua a leggere...
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🇧🇴✊Bolivia – Il movimento lotta senza tregua da settimane: come può vincere? di Enrique Rodriguez Pamanes Da settimane le città di La Paz ed El Alto sono teatro di manifestazioni, scontri violenti con la polizia, scioperi e blocchi stradali, scatenati dalla lotta contro le misure di austerità e l’inflazione. Ora la lotta è andata oltre queste rivendicazioni e chiede la caduta del governo di destra filo-statunitense. ➡️ Come siamo arrivati a questo punto e dove sta andando il movimento?
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➡️ 4 giugno • Giornata di azione internazionale – Aiutaci a liberare Ehsan Ali
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🍴 Il profitto uccide i braccianti agricoli in Calabria di PCR Calabria L’omicidio dei quattro braccianti afghani e pakistani avvenuto ad Amendolara in provincia di Cosenza è il simbolo di un sistema economico dominato dalla logica del profitto e dalla vergognosa compressioni dei diritti sociali e delle tutele del lavoro. Dentro quel carniere di corpi sfrangiati e divorati dalle fiamme non vi è solo la disumanità del capitalismo, vi sono scolpiti i suoi meccanismi fondamentali di funzionamento che plasmano le condizioni di vita di coloro che consumano se stessi lavorando nei campi, dormendo nei ghetti e che muoiono sotto il sole raccogliendo frutta ed ortaggi. ➡️ In questa tragica vicenda emerge il nesso strettissimo con il capitalismo agricolo italiano ed il sistema agroindustriale della grande produzione e distribuzione che scarica sulle condizioni di lavoro l’abbattimento dei costi di produzione
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📚 I dannati della terra di Frantz Fanon – Una critica marxista di Jorge Martin I dannati della terra di Frantz Fanon è un testo molto celebre e influente, soprattutto nelle università. Capita di veder assurgere Fanon e le sue idee a “correttivi” del marxismo rispetto alla questione della lotta coloniale, in specie da parte di chi non ha mai letto né Marx né Fanon. Ma per ottenere una comprensione autentica delle idee di Fanon e del loro rapporto con il marxismo, occorre studiare il contesto in cui I dannati della terra fu scritto e raffrontare la prospettiva esposta in quel libro agli eventi successivi. Tale studio non può non portarci a concludere che, pur racchiudendo spunti e moniti molto interessanti, I dannati della terra contiene anche diverse tesi errate al riguardo della strategia rivoluzionaria, inadatte a tracciare una strada per i rivoluzionari di oggi. ➡️ Continua a leggere...
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🚫 Fuori l’Italia dalla NATO! Fuori le basi NATO dall’Italia! di Francesco Giliani Per molti decenni l’imperialismo statunitense ha fornito appoggio all’Europa per usarla, sotto il proprio dominio, come un bastione contro l’Unione Sovietica. In tale strategia era centrale la NATO, alleanza militare a guida USA di cui l’Italia è membro sin dalla fondazione nel 1949. ➡️ Continua a leggere...
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🧢 L’Internazionale Comunista e la questione nazionale e coloniale di Franco Bavila Questo articolo è una rielaborazione della relazione tenuta dall’autore nell’ambito del seminario “L’Internazionale Comunista – Storie, battaglie, dibattiti” del 24-25 maggio 2025. Il video è disponibile a questo link del nostro canale YouTube 🎬 dove sono disponibili anche i video delle altre discussioni. Ancora oggi, la questione nazionale e la questione coloniale rivestono un’enorme importanza. Sotto il capitalismo non solo la questione nazionale non si è affatto risolta, ma anzi la vediamo esplodere in tutta una serie di paesi. La Palestina è forse il caso più eclatante, ma potremmo parlare anche del Kashmir, preda di uno scontro tra India e Pakistan, o della stessa guerra in Ucraina. Per quanto riguarda la questione coloniale, sebbene non esistano più gli imperi coloniali del passato, come quello inglese o francese, tutt’ora una buona parte del mondo è composta da paesi arretrati e dominati: paesi dominati dall’imperialismo economicamente, politicamente e militarmente. Da questo punto di vista, l’elaborazione politica della Terza Internazionale di Lenin a questo proposito è straordinaria rispetto alla sua epoca e riesce a fornirci ancora oggi preziosi strumenti di analisi. ➡️ Continua a leggere...
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