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Come proteggere dalla furia del caso e del destino le cose più amate?
Arriva in libreria «My favorite things» di Sergio Baratto.
Lo stile di Baratto è inconfondibile: denso e attento, coraggioso e poetico, pervaso da un grande e cechoviano sentimento di pietà per le sorti degli essere umani.
Un romanzo commovente per chi crede nel potere salvifico e medicamentoso della letteratura.
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Vi ricordiamo che stasera alle 18 l'autrice sarà a Napoli alla Libreria Tamu per presentare il libro con Francesca De Rosa e Cecilia Arcidiacono.
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Cosa succede quando a essere accusato di stupro è un attivista, agitatore culturale, alleato femminista, ed è il tuo migliore amico? E cosa succede se la sua comunità decide di rifiutare l’intervento della polizia e del sistema di giustizia dello stato, e inizia invece un percorso di riparazione del danno e di trasformazione?
Giusi è appena arrivata a Barcellona quando incontra Bernat: è lui che la accompagna a conoscere l’anima più profonda della città, che la aiuta a decifrarne il fermento culturale e politico, incoraggiandola a farne parte. In poco tempo diventa per lei un confidente, un mediatore prezioso, un amico. Fino al giorno in cui viene accusato di violenza sessuale, e tutte le certezze vacillano. In uno scenario più probabile, l’uomo verrebbe denunciato alle autorità, ci sarebbero delle indagini, un processo, forse una pena da scontare. In questa storia, invece, la donna che ha subito la violenza sceglie una via alternativa, in linea con la convinzione che ognuno possegga la capacità di riparare i danni inferti, di trasformarsi: è l’inizio di un percorso collettivo, che coinvolgerà non solo lei e Bernat ma l’intera comunità di cui fanno parte, proiettandoli in uno spazio privo di certezze, dal quale contemplare possibilità impreviste. Da quello stesso spazio – più familiare dopo anni di studio e di attivismo – Giusi Palomba ci offre un’analisi partecipata e rigorosa della nostra cultura e delle sue narrazioni, e ci dimostra che la violenza non è mai solo una questione privata tra chi la compie e chi la subisce. La trama alternativa è un punto di vista inedito sulla violenza di genere, e un invito a guardare oltre i nostri orizzonti, verso un’idea di giustizia che somiglia a un processo di guarigione collettiva.
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«Il Tullio e l'eolao più stranissimo di tutto il Canton Ticino» di Davide Rigiani nella cinquina finalista del Premio POP.
Tanta contentezza 💛
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Fehida», il nuovo graphic novel della nostra collana Cosmica, a Dimartedì, il programma condotto da Giovanni Floris.
In studio Tommaso Renzoni, sceneggiatore della graphic novel disegnata da Raffaele Sorrentino, ha raccontato del libro e di alcuni degli argomenti chiave che cerca di raccontare. In particolare si è parlato della cultura machista che tocca diversi ambiti della nostra società: dal riconoscimento del ruolo delle donne in politica fino alla difficoltà di vivere liberamente la propria sessualità.
Qui trovate un estratto della puntata mentre «Fehida» vi aspetta in libreria.
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Tommaso Renzoni e Raffaele Sorrentino ci trasportano in un mondo violento e brutale, intrecciando il passato con il presente, per raccontare una delle organizzazioni criminali più potenti e spietate al mondo. Liberamente ispirato a fatti reali, Fehida narra com'è vivere e morire dentro una faida di 'ndrangheta, in una spirale di sangue capace di annientare i sogni, i desideri e le speranze di tutti coloro che ne fanno parte.
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Per chi è a Roma domani alle 18 alla Libreria Feltrinelli (Largo Torre Argentina) Nadia Fusini e Luca Briasco parleranno di «La passione dell'origine» e della collana Filigrana. Vi aspettiamo!
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Ricostruendo la scena luttuosa del teatro shakespeariano, mettendosi sulle tracce erratiche del romanzo borghese, visitando i precari alloggi di quella topografia metropolitana che è il Novecento, La passione dell’origine disegna una singolare genealogia delle ibride forme della modernità, che dall’eroe tragico – la cui figurazione emblematica resta Amleto – conduce, attraverso la costellazione del personaggio romanzesco (Robinson, Clarissa, Tom Jones, Tristram Shandy), fino alla terra desolata del Novecento tra Eliot, Joyce, Virginia Woolf e Gertrude Stein. Continuando con un eccentrico iter che va dal Wilhelm Meister di Goethe al Tonio Kröger di Mann, da Heyst di Conrad a Stephen Dedalus di Joyce, fino a quelle estreme derive che sono i surreali personaggi di Beckett.
«La passione dell'origine. Studi sul tragico shakespeariano e il romanzo moderno» di Nadia Fusini è in libreria!
