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Oggi siamo arrivati alla mediocritas tecnologica dove l’IA alza l’asticella della qualità, e consente a chiunque di produrre testi corretti e illustrazioni nitide, creando però un mare di contenuti concettualmente piatti e omologati. https://riccardoesposito.substack.com/p/mediocrita-testi-ai
Questo è il grafico di un sito che seguo lato contenuti.
Fino a qualche tempo fa, il risultato sarebbe dipeso dalla qualità/quantità degli articoli pubblicati. Oggi riguarda soprattutto quello che tolgo e ottimizzo.
Negli ultimi mesi ho pubblicato quasi zero. Tutto ciò che ho fatto è stato togliere articoli zero visite/impression, ottimizzare quelli che avevano un potenziale con completa riscrittura (supportata da analisi AI) e fusione tra due o più contenuti tendenti alla cannibalizzazione.
Questa è la strategia che funziona per chi non aprte da zero. Sei d'accordo?
Se vuoi scoprire come eliminare il watermark dalle foto di Gemini, e cancellare il logo a stella che si trova in basso a destra, devi prendere in considerazione l’uso di alcuni tool.
Ma non basta: la filigrana delle immagini generate dall’AI di Google aggiunge anche dei metadati invisibili a occhio nudo inseriti nei pixel dell’immagine.
https://www.copywriterai.it/come-eliminare-il-watermark-dalle-foto-gemini/
La filigrana sui testi AI: cos'è, come interviene sui testi e come puoi superarla.
La riscrittura superficiale e i cambi di parole isolati non bastano quando decidi di crear eun testo con l’AI. Per rompere lo schema statistico devi andare oltre: serve una riorganizzazione sintattica profonda. Chi la fa? Chi se ne occupa? Chi cura l’aggiunta di quell’Information Gain fatto di esperienze dirette, opinioni, dati di prima mano ed estro che nessun algoritmo potrà mai curare?
https://riccardoesposito.substack.com/p/filigrana-testi-ai?utm_source=direct&r=wjae3&utm_campaign=post-expanded-share&utm_medium=web
Veramente. Credo che oggi la creazione e l'ottimizzazione di una pagina Wikidata sia fondamentale per dare una rilevanza essenziale al tuo brand.
Ben inteso, non si tratta di un compitino da portare a casa. Del tipo, creo la pagina Wikidata e sto a posto. Anche perché la compilazione corretta è faticosa, articolata. Nessuno ti aiuta e anche l'AI sbaglia spesso.
Io lo so per esperienza perché sto curando questo aspetto per diversi brand (anche per il mio) e ottengo buoni risultati. in primis la presenza del Knowledge Graph e nei risultati dei vari LLM. Però sempre se si integra il tutto con relazioni profonde con il sito web e i soccial. Insomma, con le diverse entità.
Fonte immagine Wikidata.
Mi sono preso un po' di tempo, assentandomi dai social, per studiare un metodo ben strutturato di aggiornamento dei vecchi contenuti di un blog o di un sito web. Ho creato un GEM su Gemini che mi aiuta in questo lavoro: l'ho istruito e l'ho piegato alle mie richieste.
Oggi sono in grado, con un prompt, di studiare i competitor di una pagina web e di riscriverla con tutte le attenzioni necessarie per riportarla online su keyword importanti. Qui in basso un prima e dopo a distanza di 24 ore.
Il lavoro di SEO e di copywriting insieme all'AI (che non fa AI SEO copywriting, giusto?) oggi mi dà grandissime soddisfazioni, per i miei progetti personali e per quelli dei miei clienti.
Sei d'accordo?
L’aspetto interessante della mente umana: è influenzabile da bias cognitivi e copywriting. Basta un dettaglio - una leva psicologica - per attivare dei trigger che fanno scattare l’azione.
https://riccardoesposito.substack.com/p/bias-cognitivi-copywriting-intelligenza-artificiale
Siti web e contenuti creati dall'AI: primi guai all'orizzonte.
In questi mesi ci hanno sempre suggerito che Google non penalizza a prescindere i contenuti creati dall'AI. Ed è vero.
Solo che questa definizione viene presa sempre troppo alla lettera da chi vuole scalare e automatizzare attività che dovrebbero essere considerate in grado di veicolare valore. Cosa succede se un contenuto non lo fa?
Semplice, Google lo ignora.
Sempre più spesso mi trovo ad analizzare attività editoriali, magari create da zero, che continuano a proporre contenuti generati in automatico dall'AI.
Non ci sono blocchi tecnici, non ci sono noindex o regole robots.txt che impediscono l'indicizzazione. La sitemap funziona, i meta tag funzionano. Ma Google semplicemente non ne vuole sapere. Perché il contenuto:
• È una duplicazione di qualcosa che già esiste.
• Non aggiunge valore rispetto ad altre fonti.
• L'AI genera pagine prive di testo, thin content.
Ora mi dirai: eh ma La Repubblica fa lo stesso e si indicizza. Però fare il confronto con chi ha le spalle grandi non è mai una buona idea.
Ma scusa, abbiamo pubblicato un post 2 anni fa e già lo dobbiamo rivedere?
Sì, a volte anche dopo 6 mesi.
Molte aziende mi pagano per pubblicare contenuti e poi li dimenticano . Magari hanno fatto un ottimo lavoro iniziale, ma quel post del 2021 ora raccoglie solo poche impression. E zero click.
La situazione è già dura. Se poi lasciamo tutto alle ortiche...
Ecco cosa succede quando aggiorni costantemente i tuoi contenuti:
• Google premia la freschezza, privilegia contenuti aggiornati, soprattutto per query informative. Un articolo revisionato può scalare posizioni senza problemi.
• Mantieni la rilevanza: le informazioni cambiano. Statistiche, normative, best practice. Un contenuto obsoleto danneggia la tua credibilità.
• ROI ottimizzato: invece di creare sempre da zero, rivitalizzi asset con una storia solida. E magari adegui alle nuove regole dell'AI OVerview.
• Recuperi traffico perso: quei post che hanno perso posizioni? Spesso basta un refresh strategico per riportarli in prima pagina.
Nulla è lasciato al caso. Come lo faccio nella pratica:
• Audit trimestrale.
• Elimino contenuti inutili e/o obsoleti.
• Aggiorno dati e statistiche
• Integro di testi strategici.
• Miglioro struttura e leggibilità.
• Aggiungo di elementi multimediali
Ho aggiornato un articolo in calo perenne. Dopo il lavoro di SEO copy, e l'aggiornamento della data, è tornato in top 3 per la keyword principale. Stesso URL, zero redirect.
Sì, è possibile.
Come creare contenuti su internet in grado di fare la differenza quando tutto intorno a te è un fiorire di post e articoli creati con l'intelligenza artificiale? La soluzione è semplice.
https://riccardoesposito.substack.com/p/scrivere-contenuti-qualita
Grazie a Valentina Falcinelli e a Copy42 per aver inserito il mio blog in questa lista. Da anni c'è il mio corso su questa piattaforma di formazione per copywriter, quindi è un piacere essere una risorsa ulteriore per chi fa formazione. https://www.copy42.it/copywriting-blog-migliori/
Uno degli aspetti fondamentali che cerco di chiarire subito con la gestione del blog è l'uso dei tag.
Per me è un no secco, a meno che:
• Non ci siano esigenze specifiche.
• Non siano già stati creati e ottimizzati.
• Non si possano migliorare.
Quest'ultima voce è interessante. In alcuni casi i tag possono performare sulla SERP come un qualsiasi articolo. Basta:
• Aggiungere un po' di testo introduttivo.
• Curare H1/title e meta desc.
• Avere una struttura URL adeguata.
Poi servono delle attenzioni strutturali non indifferenti. in primo luogo il tag non deve entrare in contrasto con pagine, post, categorie altrimenti stiamo cannibalizzando.
Infine, nel tag ci devono andare articoli coerenti con il topic. Aggiungere tag a caso e mettere ogni articolo in tutti i tag possibili è un buon modo per affossare il tuo blog.
Cerco di non lasciare mai la gestione delle immagini di un articolo al cliente. Motivo?
Spesso si ignora l'importanza di questo contenuto sia dal punto di vista strategico che tecnico. Ad esempiO?
STRATEGIA
Molte query possono essere dominate attraverso un buon uso delle immagini. Non quelle di copertina, prese da qualche stock, ma parlo di content marketing specifico:
• Screenshot.
• Grafici.
• Statistiche.
• Infografiche.
• Visual quote.
Se fai un'analisi della serp e vedi che Google premia questi contenuti per le query che ti interessano allora devi investire in un visual unico, creato ad hoc.
TECNICO
Le immagini sono bellissime ma possono fare danni. Soprattutto se sono inutilmente pesanti e non ottimizzate. La ricetta per un buon lavoro di ottimizzazione SEO delle immagini è semplice:
• Comprimi e ridimensiona l'immagine.
• Usa il formato WebP se possibile.
• Nomina l'immagine in modo semplice ma informativo.
• Usa un tag alt altrettanto informativo.
• Se necessario aggiungi attributo title e didascalia.
Un dettaglio importante: non mettere immagini solo per spezzare il testo. Non servono a niente, appesantiscono il contenuto e non danno valore.
Per aggiungere le didascalie alle immagini su WordPress devi cliccare sulla foto e selezionare l’apposita icona nell’editor del blocco. Qui puoi aggiungere il testo che descrive il contenuto visual e migliorare l’usabilità della pagina.
https://www.mysocialweb.it/aggiungere-didascalie-immagini-wordpress/
Grazie alla possibilità di salvare le ricerche testuali nelle bozze puoi condividere i contenuti generati. Ma puoi anche modificarli, accorciarli o allungarli, e migliorarli come preferisci, con un semplice click su un pulsante che viene stabilito a priori.
https://www.searchgenerativexperience.it/come-esportare-testo-sge-docs-gmail/
Grazie all'intelligenza artificiale, la Search Generative Experience di Google può anche creare immagini con una query che chiede espressamente di disegnare o realizzare un determinato tipo di visual. E puoi anche modificare il contenuto.
https://www.searchgenerativexperience.it/come-creare-immagini-google-intelligenza-artificiale/
Come scegliere l'anchor text e il link interno per il tuo articolo?
Spesso capita che devi inserire un link interno su una parola chiave. Utilizzi l'editor base di WordPress e digiti una parola per cercare l'URL.
Problema: hai diversi articoli che potrebbero essere linkati. Quale scegliere? Un metodo semplice:
• Copia l'anchor text.
• Incollalo su Google e fai ricerca.
• Individua la pagina del tuo dominio che performa meglio.
• Copia l'URL e aggiungi il link interno.
La ratio dietro questa scelta: favorire la pagina che ha maggiori opportunità di posizionarsi.
A questo punto sarebbe utile utilizzare sempre la stessa combinazione URL/anchor e verificare se ci sono i presupposti di una cannibalizzazione. Ma questo punto lo approfondiamo domani.
