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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
18 marzo 2026
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–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +0,25% (6.716), Nasdaq 100 +0,51% (24.780), Dow Jones +0,10% (46.994), Russell 2000 +0,67% (2.520)
Europa: EuroStoxx 50 +0,50% (5.768), DAX +0,67%, CAC 40 +0,49%, FTSEMIB +1,22%
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–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Energy +1,02%, Consumer Discretionary +1,00%, Communication Services +0,67%
Bottom 3: Health Care −0,92%, Consumer Staples −0,48%, Utilities −0,26%
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–– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale ––
USA: S&P 500 +0,43%, Nasdaq 100 +0,57%
Europa: EuroStoxx 50 +0,69%
Asia: Hang Seng +0,70%, Nikkei 225 +2,66%
Commodity: Oro 4.993 $/oz (−0,24%), Silver 79,2 (−0,09%), Brent 101,0 $ (−2,41%)
Valute: EUR/USD 1,159 (+0,03%)
Bitcoin 74.064 $ (+0,18%)
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–– Takeaway veloci ––
• Mercati in risk-on moderato: equity e bond salgono insieme
• Petrolio volatile: rimbalzo ieri, correzione oggi → tensione ma senza escalation
• Fed al centro: attesa per decisione e dot plot
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–– Driver principali & Reazioni dei mercati ––
La giornata è stata dominata da un equilibrio delicato tra geopolitica e politica monetaria.
Il flusso di notizie dal Medio Oriente resta intenso, ma senza un evento in grado di cambiare realmente lo scenario. Questo ha permesso ai mercati di mantenere un’impostazione costruttiva, con un risk-on controllato.
Interessante il comportamento dei bond: rendimenti in calo nonostante petrolio elevato, segnale che il mercato sta iniziando a posizionarsi più sulla Fed che sul rischio inflattivo immediato.
La forte asta a 20 anni conferma domanda per duration, mentre il dollaro si indebolisce e sostiene gli asset globali.
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–– Macroeconomic Data ––
• Pending Home Sales USA: +1,8% m/m (vs −0,5% atteso)
• Treasury USA: rendimenti in calo su tutta la curva (10Y ~4,20%)
• Asta 20Y: domanda forte (bid-to-cover 2,76x)
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–– Specifiche azioni ––
• NVIDIA: vede oltre $1T di domanda AI entro il 2027
• Amazon: AWS stimata a 600 mld $ nel lungo periodo grazie all’AI
• Qualcomm: aumento dividendo + buyback da 20 mld $
• Private credit: rischio default fino all’8% secondo Morgan Stanley
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–– Prossimi eventi da monitorare ––
• Fed (oggi): decisione tassi + dot plot + Powell
• USA: PPI febbraio
• Banche centrali: BoC, BCB
• Earnings: Micron, HelloFresh
• Geopolitica: evoluzione Stretto di Hormuz
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–– Focus del giorno ––
Fed prevedibile, geopolitica no: il vero rischio è fuori dal radar
Il mercato oggi è sostenuto da un presupposto molto chiaro:
👉 la Fed sarà prevedibile.
Le attese sono per:
• tassi invariati
• tono prudente
• nessuna apertura immediata ai tagli
In altre parole, Powell dovrebbe confermare uno scenario già noto: aspettare senza irrigidire troppo le condizioni finanziarie.
Ed è proprio questa prevedibilità che sta permettendo ai mercati di reggere.
Ma nel frattempo, sotto la superficie, qualcosa sta cambiando rapidamente.
• Gli USA stanno valutando di allentare le sanzioni sul Venezuela per aumentare l’offerta di petrolio
• La Russia sta aumentando il supporto all’Iran:
– tecnologia droni
– intelligence sharing
– immagini satellitari
– cooperazione militare
Questo introduce un nuovo livello di complessità: il conflitto non è più solo regionale, ma tende a diventare strutturale e prolungato.
E quindi il punto chiave diventa questo:
👉 Il mercato oggi prezza una Fed stabile
👉 Ma sottostima il rischio che la geopolitica renda quella stabilità irrilevante
Se il petrolio resta alto e il conflitto si amplia:
• l’inflazione torna a essere un problema
• i tagli si allontanano
• la narrativa cambia rapidamente
~ About Markets
2 559
HALO: da “rifugio sicuro” a possibile trappola? — spiegato semplice
📄 Condividiamo in PDF la nota completa di Goldman uscita oggi, interessante prrchd aiuta a leggere meglio il momento di mercato.
Ne abbiamo già parlato più volte, ma vogliamo tornarci sopra oggi perché questo report è particolarmente rilevante:
Goldman, di fatto, sta smentendo la stessa tesi di investimento che promuoveva solo poche settimane fa.
1️⃣ Cos’è la strategia HALO
HALO significa High Assets, Low Obsolescence: aziende con tanti asset “fisici” (impianti, infrastrutture, capitale) e teoricamente meno esposte al rischio di essere “disruptate” dall’AI.
Tradotto: meno software, più “cose reali”.
2️⃣ Perché era diventata così popolare
Dopo il sell-off dei SaaS (se ricordate, innescato da player come Anthropic e da altre AI emergenti, che hanno spaventato il mercato sull’erosione futura dei ricavi software), e il boom dell’AI, molti investitori cercavano protezione → si sono spostati su aziende più “tangibili”, viste come più difensive.
È il classico rotation trade: esco dai vincitori di ieri → compro ciò che sembra più sicuro oggi.
3️⃣ Il problema: il mercato ha esagerato
Secondo Goldman, molti titoli HALO sono saliti non per crescita reale, ma solo perché “di moda”.
Risultato: prezzi in salita, ma utili fermi o in calo → disallineamento pericoloso.
4️⃣ Nasce il concetto di “HALO’d out”
Sono le aziende che hanno beneficiato dell’effetto HALO… ma troppo.
• Alto capitale ✔️
• Crescita bassa ❌
• Rally forte ✔️
👉 Queste sono ora le candidate allo short secondo Goldman.
5️⃣ Il messaggio più importante
Non basta essere “difensivi” per essere un buon investimento.
Se paghi troppo un business mediocre → stai comprando rischio, non protezione.
👉 Il mercato oggi non sta premiando solo la qualità, ma anche le narrative.
E quando la narrativa cambia… spesso lo fanno anche i prezzi.
—
Una cosa però permettete che la diciamo:
noi a questa conclusione ci eravamo arrivati circa 3 settimane fa. Precisamente il 24 febbraio (nel canale About Markets è possibile verificarlo) e nei portafogli dei clienti e fondi abbiamo inserito la nostra quota software.
Non è una questione di “aver ragione prima”, ma di metodo:
👉 flessibilità
👉 REALE approccio attivo
👉 zero attaccamento alle mode passeggere
Perché diciamolo chiaramente: di questo HALO se ne è parlato fin troppo.
Noi già il 24 febbraio abbiamo iniziato a costruire un approccio opposto, che abbiamo chiamato AURA:
Asset
Underperforming,
Resilient,
Agentic
• Asset Underperforming → titoli rimasti indietro, non ancora “prezzati”
• Resilient → business solidi, con fondamentali che tengono
• Agentic → esposizione indiretta o futura ai trend AI (non necessariamente hype-driven oggi)
Era il nostro modo per dire una cosa semplice:
👉 non tutto il software è da buttare
👉 e non tutto ciò che è “asset-heavy” è automaticamente un affare
Nel frattempo, mentre il mercato inseguiva HALO, noi cercavamo disallineamenti, e performance reali.
Fa sorridere (in senso positivo) vedere che oggi anche i grandi desk americani iniziano a girarsi su questa lettura.
Noi l’abbiamo chiamato AURA.
Loro oggi lo chiamano HALO’d out.
Stessa storia, timing diverso 😉
~ About Markets
2 559
Buyback blackout
1️⃣ Cos’è il blackout period
È una finestra temporale, prima della pubblicazione degli utili, in cui le aziende non possono riacquistare le proprie azioni. Serve a evitare insider trading: il management ha informazioni privilegiate e non può usarle per comprare titoli.
2️⃣ Perché i buyback contano così tanto
Negli ultimi anni le aziende sono state tra i più grandi compratori netti di azioni. Quando comprano, sostengono i prezzi. Quando smettono (blackout), sparisce una delle principali fonti di domanda del mercato.
3️⃣ Cosa mostra il grafico
Le barre blu rappresentano i flussi di buyback (trading desk GS), la linea rossa l’S&P 500.
👉 Quando i buyback aumentano → il mercato tende a salire o reggere
👉 Quando calano o spariscono → il mercato diventa più fragile
4️⃣ Cosa succede adesso
Circa il 45% delle società S&P 500 smetterà di comprare nei prossimi giorni.
In parallelo, molte aziende stanno accelerando i buyback prima del blackout (volumi sopra media), proprio per sfruttare l’ultima finestra utile.
5️⃣ Perché è importante per il mercato oggi
Se togli i buyback in una fase in cui:
- gli hedge fund stanno riducendo esposizione
- i CTA stanno vendendo
- la volatilità è alta
👉 il mercato perde un “cuscinetto” fondamentale. Non significa che scende per forza, ma diventa molto più sensibile alle notizie negative. Il blackout non è un trigger di sell-off automatico, ma è come togliere liquidità in un momento già fragile: se qualcosa va storto, il mercato ha meno supporto sotto.
2 559
⚠️ BREAKING | Israele afferma di aver colpito Ali Larijani, figura chiave della sicurezza iraniana
• Era la stessa persona che ieri aveva parlato di un possibile “false flag” contro gli USA
• False flag = un attacco organizzato da qualcuno ma fatto sembrare opera di un altro Paese, per giustificare una risposta militare o politica
Notizia non ancora confermata ufficialmente.
2 559
CTA flows
Ne abbiamo già parlato in passato e tornano ad essere al centro dell'attenzione quando ci sono grossi movimenti di mercato, come quello che stiamo assistendo nelle ultime settimane.
- I CTA (Commodity Trading Advisors) sono fondi sistematici che operano tramite modelli quantitativi, spesso basati su trend following e segnali di momentum. Non fanno valutazioni “fondamentali”, ma reagiscono ai prezzi: se il mercato scende riducono l’esposizione, se sale la aumentano.
- Sono presenti principalmente nei mercati più liquidi e standardizzati, cioè futures su indici azionari (S&P 500, Nasdaq, Euro Stoxx), obbligazionari, valute e commodity. Questo li rende molto rilevanti perché operano su strumenti che guidano il prezzo globale.
- Il motivo per cui agiscono così è strutturale: i modelli sono costruiti per gestire il rischio e seguire i trend, non per anticipare inversioni. Quando la volatilità aumenta o il trend gira, i modelli riducono automaticamente il rischio → questo genera vendite “forzate”.
- Questo comportamento crea un effetto importante: i CTA diventano pro-ciclici, cioè amplificano i movimenti. In discesa vendono sempre di più, in salita comprano sempre di più.
Nella tabella riportata (fonte Goldman Sachs), vengono mostrate delle colonne di scenari con i relativi flussi stimati:
- 1w up / down → cosa fanno in una settimana se il mercato sale o scende
- 1m up / down → stessa logica su un mese
I numeri sono in milioni di dollari
- Numeri negativi = vendite, numeri positivi = acquisti
Esempio S&P 500:
- In scenario “down” → forti vendite (circa -25 miliardi in una settimana)
- In scenario “up” → acquisti più limitati
→ significa che il posizionamento è già in fase di riduzione
Il dato più importante è il totale:
Flussi negativi nella maggior parte degli scenari
→ indica che i CTA stanno de-risking, non costruendo nuove posizioni
Negli ultimi 30 giorni hanno già venduto circa 80 miliardi di dollari
Le stime indicano ulteriori vendite nelle prossime settimane
👉 In questo contesto, una parte del movimento di mercato non è guidata da fondamentali o news, ma da flussi sistematici e meccanici (le cosiddette "macchinette")
Nel breve, questi flussi possono aumentare la velocità e l’ampiezza dei movimenti, rendendo il mercato più sensibile ai livelli tecnici e alla volatilità.
2 559
ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
17 marzo 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +1,05% (6.702), Nasdaq 100 +1,13% (24.655), Dow Jones +0,83% (49.946), Russell 2000 +0,96% (2.504)
Europa: EuroStoxx 50 +0,44% (5.742), DAX +0,57% (23.570), CAC 40 +0,31% (7.936), FTSEMIB +0,05% (44.338)
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Technology +1,39%, Consumer Discretionary +1,34%, Communication Services +1,02%
Bottom 3: Consumer Staples +0,07%, Energy +0,38%, Materials +0,57%
–– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale ––
USA: S&P 500 +0,50% (6.738), Nasdaq 100 +0,58% (24.819) | Europa: EuroStoxx 50 −0,37% (5.729) | Asia: Hang Seng +0,60% (25.987), Nikkei 225 +0,43% (53.980) | Commodity: Oro 5.033 $/oz (+0,54%), Silver 81,74 (+1,26%), Brent 103,50 $ (+2,79%) | Valute: EUR/USD 1,153 (−0,27%) | Bitcoin 73.952 $ (−1,23%)
–– Driver principali & Reazioni dei mercati ––
La giornata è stata dominata da un apparente allentamento della tensione geopolitica. Gli Stati Uniti hanno colpito l’isola di Kharg evitando però le infrastrutture petrolifere, mentre emergono contatti (seppur confusi e smentiti) tra Washington e Teheran.
Questo è bastato al mercato per fare quello che fa sempre in queste fasi: prezzare uno scenario migliore prima che si concretizzi.
Allo stesso tempo però il quadro resta fragile: gli attacchi a infrastrutture energetiche nel Golfo continuano e il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente limitato. Il risultato è un mercato che oscilla tra sollievo e rischio sistemico, senza una direzione stabile.
–– Macroeconomic Data ––
• Produzione industriale USA: +0,2% (vs +0,1% atteso)
• NY Fed Manufacturing: -0,2 (in calo)
–– Specifiche azioni ––
• NVIDIA: Huang vede $1 trilione di domanda AI entro il 2027, titolo volatile dopo spike iniziale
• Meta: accordo con Nebius per capacità AI fino a 27 mld $ in 5 anni
• Alibaba: lancio di AI “agentica” per il mondo enterprise
• Ford: buyback fino a 31,7 mln di azioni
• Public Storage: acquisizione National Storage per ~10,5 mld $
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• Banche centrali: Fed, BCE, BoJ, BoE, SNB, RBA (settimana cruciale)
–– Focus del giorno ––
Perché il mercato non sta crollando (nonostante tutto)
• C’è una guerra, il petrolio è sopra i 100$, eppure l’S&P 500 è giù solo di circa il 3%
→ è una correzione controllata, niente panico, come tutti ci saremmo aspettati
• Pochi titoli sono davvero “in iper venduto”
Il mercato oggi resta più orientato al rialzo che al ribasso perché la narrativa dominante è abbastanza chiara: si pensa che il conflitto non durerà a lungo, che eventuali problemi nel credito non siano sistemici e che, come già visto in passato, in caso di peggioramento ci sarà un intervento a sostegno dei mercati.
Questo spiega anche perché le vendite si stanno concentrando solo in alcune aree più fragili — come obbligazioni ad alto rendimento, mercati emergenti e finanziari — senza un vero sell-off generalizzato. Non siamo in una fase di panico, ma piuttosto di prese di profitto mirate.
Il punto chiave è che gli investitori continuano a fidarsi della capacità della politica di tenere la situazione sotto controllo. È anche per questo che le borse stanno reggendo meglio rispetto a shock energetici del passato.
👉 Il vero rischio qual è?
Se il petrolio resta alto troppo a lungo:
→ inflazione sale
→ crescita rallenta
→ si entra in stagflazione
E lì il mercato smette di essere tranquillo.
il mercato oggi non è forte, ma semplicemente fiducioso
E la fiducia, nei mercati,
è la cosa che cambia più velocemente di tutte.
~ About Markets
2 559
Tornando alla guerra, però, la domanda più importante resta la stessa:
4️⃣ QUANDO FINIRÀ?
La risposta più onesta è che nessuno lo sa davvero.
Ci sono però alcuni eventi che potrebbero cambiare completamente le carte in tavola.
1) Il primo sarebbe un intervento terrestre massiccio, ad esempio con i Marines o con un’operazione militare diretta contro infrastrutture strategiche iraniane.
2) Il secondo scenario sarebbe un collasso interno del regime iraniano, che renderebbe impossibile continuare la strategia di logoramento.
3) Il terzo è tecnologico: nuovi sistemi difensivi molto più economici, come armi laser o sistemi anti-drone a basso costo, che ridurrebbero drasticamente il vantaggio economico degli attacchi con droni.
4) Infine c’è sempre la variabile più imprevedibile: un evento improvviso, un errore di calcolo, o l’ingresso diretto di altri attori regionali nel conflitto.
Le guerre asimmetriche hanno una caratteristica particolare.
Sembrano stabili…
fino al momento in cui improvvisamente smettono di esserlo.
Per questo oggi ha senso dire solo una cosa.
La partita è ancora aperta.
E probabilmente lo resterà ancora per un po’.
Ma forse, davvero per un bel po.
di About Markets
2 559
Infine c’è anche una
3️⃣ DIMENSIONE POLITICA
Ci vuole molto tempo per costruire fiducia, ma basta pochissimo per distruggerla.
E questo è un fattore che potrebbe pesare molto anche sulla politica americana.
Donald Trump sta arrivando alle midterm elections in una posizione più fragile di quanto molti pensassero qualche mese fa. Le stime elettorali oggi indicano uno scenario molto incerto:
• Democratici con il 48% dei voti
• Scenario più probabile: Senato repubblicano e Camera democratica (36%)
• Repubblicani con pieno controllo: circa 17%
• Senato democratico e Camera repubblicana: meno dell’1%
Questo significa una cosa molto semplice: il Congresso potrebbe diventare molto più difficile da controllare nei prossimi anni.
[PARTE 3]
2 559
L’altro elemento chiave è la:
2️⃣ GEOGRAFIA
Per anni si è parlato della bomba atomica iraniana come della grande minaccia globale. Ma la realtà è che la vera bomba l’Iran l’ha sempre avuta.
Non era l’uranio arricchito al 60%.
Era lo Stretto di Hormuz.
Hormuz è diventato una bomba geopolitica a orologeria. Da quel passaggio transita una quota enorme del petrolio mondiale. Basta minacciarne la sicurezza per destabilizzare mercati energetici, trasporti e catene di approvvigionamento globali.
E infatti stiamo già vedendo cosa succede quando quel chokepoint entra nel conflitto.
Molti Paesi stanno iniziando a negoziare direttamente con l’Iran per garantirsi il passaggio energetico. Alcuni governi europei stanno aprendo canali diplomatici diretti. India e Cina continuano a transitare con le loro petroliere.
Alla fine il paradosso è questo: chi rischia di pagare il prezzo più alto sono proprio gli Stati occidentali.
Perché anche se il petrolio americano viene prodotto in Texas, non significa che gli Stati Uniti siano immuni.
Il WTI nasce in Texas, ma il prezzo del petrolio è globale. Se il mercato mondiale sale, sale anche il prezzo interno. E infatti negli Stati Uniti stanno già vedendo forti aumenti alla pompa.
Il texano può produrre petrolio, ma se il prezzo globale sale… lo vende comunque più caro.
E quindi il problema si trasmette all’inflazione, ai trasporti e all’economia reale.
[PARTE 2]
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Una lettura serale
(con alcune considerazioni un po’ fuori dal racconto mainstream).
di About Markets
Partiamo da una domanda semplice
1️⃣ COS’È DAVVERO UNA GUERRA ASIMMETRICA?
Una guerra asimmetrica è un conflitto in cui due avversari non combattono con gli stessi strumenti, la stessa potenza militare o la stessa logica strategica. Uno dei due è molto più forte sul piano tecnologico e militare. L’altro lo sa, e quindi evita lo scontro diretto. Invece prova a spostare la guerra su un terreno dove il vantaggio del nemico si riduce.
È esattamente quello che sta succedendo in questo conflitto.
Da un lato abbiamo Stati Uniti e Israele, che combattono con una macchina militare tra le più sofisticate della storia: supremazia aerea, missili di precisione, sistemi antimissile avanzati e intelligence globale. Militarmente parlando, il divario con l’Iran è enorme.
Ma l’Iran non sta provando a vincere quella guerra.
Sta giocando un’altra partita.
La sua strategia è molto più semplice: rendere il conflitto estremamente costoso per tutti. Non necessariamente vincere sul campo, ma creare un sistema di attrito economico e politico che diventi difficile da sostenere nel tempo.
Un esempio chiarissimo è quello dei droni.
Molti dei droni utilizzati dall’Iran costano tra 20.000 e 50.000 dollari ciascuno. Per abbatterli spesso vengono utilizzati sistemi di difesa molto più costosi: missili intercettori che possono arrivare a milioni di dollari per ogni singolo lancio.
Questo significa che ogni volta che un drone viene intercettato, il rapporto costi è completamente sbilanciato.
In pratica il meccanismo è questo:
un drone da 30.000 dollari può costringere l’avversario a spendere 1, 2 o 4 milioni di dollari per fermarlo.
Moltiplicate questo per centinaia di attacchi e capite cosa succede: la guerra diventa una guerra di logoramento economico.
Non a caso, qualche giorno fa a SkyTg24, Stefano Pontecorvo, presidente di Leonardo, spiegava un dato molto interessante.
Il mercato globale dei fighter jet, cioè gli aerei da combattimento, vale circa 59 miliardi di dollari.
Quello dei droni militari vale già 58 miliardi.
Capite cosa significa?
Siamo praticamente allo stesso livello.
Ed è proprio questo il punto della guerra moderna. Pontecorvo spiegava anche un altro concetto chiave: oggi i droni non vengono usati solo per colpire obiettivi, ma anche per saturare le difese aeree.
Quando arrivano 200 droni Shahed o simili contemporaneamente, il problema non è più “drone contro drone”. Il problema è che le difese vengono sovraccaricate. Anche se abbatti la maggior parte dei vettori, basta che una piccola percentuale passi per creare danni o caos operativo.
Ma non è solo una questione di costi o tecnologia.
[PARTE 1]
2 559
⚠️ BREAKING | Il CEO di NVIDIA Jensen Huang afferma di vedere almeno 1.000 miliardi di dollari di domanda per infrastrutture AI entro il 2027.
Secondo Huang, osservando l’evoluzione del mercato dopo l’ultima GTC, l’industria dell’intelligenza artificiale è entrata in una fase di espansione molto più ampia del previsto: tra data center, GPU, networking e sistemi AI completi, la domanda potenziale nei prossimi anni potrebbe raggiungere la soglia del trilione di dollari.
2 559
⚠️ BREAKING | Trump starebbe valutando anche un’operazione di terra per prendere Kharg Island, il terminale da cui passa oltre il 90% dell’export petrolifero iraniano, mentre lavora a una coalizione per riaprire lo Stretto di Hormuz, ma al momento nessun Paese ha annunciato un impegno pubblico. Intanto Trump alza la pressione su Pechino minacciando di rinviare il summit con Xi se la Cina non contribuirà a sbloccare il passaggio, mentre a Dubai sono stati sospesi temporaneamente i voli dopo un incendio in un’area di carburante causato da un drone.
la soglia dell’escalation si alza ancora; se Kharg Island finisce davvero nel mirino e Hormuz resta bloccato, il mercato petrolifero rischia di entrare in una fase molto più violenta e imprevedibile.
Buon inizio settimana, ci aspettiamo un'altra settimana ricca di eventi.
2 559
⚠️ BREAKING
Il petrolio sale oltre $105 al barile dopo che gli Stati Uniti hanno colpito l’isola iraniana di Kharg, uno dei principali hub di esportazione di greggio del Paese, aumentando ulteriormente il livello di escalation nel conflitto.
Al momento i future sugli indici azionari restano relativamente stabili, segnalando che i mercati stanno monitorando la situazione ma senza una reazione di panico immediata.
2 559
⚠️ BREAKING | Gli Stati Uniti stanno inviando navi da guerra nello Stretto di Hormuz, insieme a diversi Paesi alleati, per mantenere aperto e sicuro il passaggio strategico. Trump ha chiesto a Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud e Regno Unito di unirsi all’operazione.
La Francia invierà 10 navi, mentre Londra ha rifiutato di schierare una portaerei.
Nel frattempo l’Iran minaccia di colpire l’Ucraina per il presunto supporto alla difesa israeliana contro i droni iraniani, mentre la Russia ha inviato 13 tonnellate di aiuti medici a Teheran su ordine di Putin, primo Paese a farlo dall’inizio della guerra.
Il conflitto inizia ad allargarsi indirettamente coinvolgendo nuovi attori.
2 559
⚠️BREAKING | Aggiornamento Medio Oriente
• Gli Stati Uniti hanno condotto un raid aereo sull’isola iraniana di Kharg, colpendo obiettivi militari come sistemi di difesa aerea, una base navale e infrastrutture aeroportuali. L’isola è strategica perché da lì passa oltre il 90% delle esportazioni di petrolio iraniano.
• Washington ha precisato che le infrastrutture petrolifere non sono state colpite, ma Trump ha avvertito che potrebbero diventare un obiettivo se l’Iran dovesse ostacolare il traffico nello Stretto di Hormuz.
• Il Pentagono ha approvato il dispiegamento di una Marine Expeditionary Unit nel Golfo Persico, circa 5.000 Marines e marinai, una forza anfibia pronta a interventi rapidi che segnala il rafforzamento della presenza militare USA nella regione.
• Secondo fonti citate da CNN, l’Iran starebbe valutando di consentire il passaggio limitato di alcune petroliere nello Stretto di Hormuz, a condizione che il petrolio venga pagato in yuan cinesi, un elemento che aggiunge anche una dimensione finanziaria e geopolitica alla crisi.
2 559
⚠️ BREAKING | Trump ha respinto la proposta di Putin di trasferire in Russia l’uranio altamente arricchito dell’Iran come parte di un possibile accordo per fermare la guerra, secondo Axios.
• Putin aveva suggerito di spostare in Russia circa 450 kg di uranio arricchito al 60%, materiale che potrebbe essere convertito in qualità militare in poche settimane e sufficiente teoricamente per oltre 10 bombe nucleari.
• L’idea non è nuova: Mosca aveva già custodito uranio iraniano nell’ambito dell’accordo nucleare del 2015 ed è uno dei pochi Paesi con la capacità tecnica di farlo.
• Washington però ha rifiutato: per USA e Israele mettere in sicurezza quell’uranio è uno degli obiettivi principali della guerra.
Dietro le quinte:
• Stati Uniti e Israele stanno valutando anche operazioni speciali sul terreno per prendere il controllo delle scorte nucleari iraniane.
• Il Pentagono ha confermato di avere “diverse opzioni” per mettere in sicurezza l’uranio.
Nel frattempo Trump ha ammesso per la prima volta che la Russia sta aiutando l’Iran nel conflitto, pur ridimensionando la cosa:
“Penso che Putin li stia aiutando un po’… ma lui pensa la stessa cosa di noi con l’Ucraina.”
Il nodo centrale resta uno: chi controllerà le scorte nucleari iraniane se il conflitto dovesse fermarsi.
~ About Markets
Buon weekend!
