ar
Feedback

لا تقع ضحية للمخادعين! تيليمتريو يكتشف ويُميّز هذه القنوات 👉 إذا كنت تريد رؤية العلامة، اشترك 👈

About Markets

About Markets

الذهاب إلى القناة على Telegram

Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

إظهار المزيد
لم يتم تحديد البلدالفئة غير محددة
2 557
المشتركون
+524 ساعات
+167 أيام
+1630 أيام
أرشيف المشاركات
⚠️ BREAKING | CPI USA di marzo misto ma con un dettaglio che pesa: headline +0,9% m/m e +3,3% a/a, in linea sopra mese ma sot
⚠️ BREAKING | CPI USA di marzo misto ma con un dettaglio che pesa: headline +0,9% m/m e +3,3% a/a, in linea sopra mese ma sotto le attese annuali (+3,4% est.), mentre il core rallenta a +0,2% m/m e +2,6% a/a, entrambi sotto consensus (+0,3% e +2,7%). Il punto chiave però è l’energia: l’indice energy balza del +10,9% m/m, massimo dal 2005, con il gas price index a +21,2%. Quindi il dato di fondo è migliore del previsto, ma lo shock energetico resta evidente e rischia di contaminare i prossimi mesi. Prima reazione: Treasury a 2 anni leggermente giù, ma senza rally deciso. Il mercato legge il core come sollievo, ma non può ignorare che con un mercato del lavoro ancora solido e prezzi energia in forte salita la Fed difficilmente potrà sentirsi davvero tranquilla.

CPI USA: arriva la vera onda energetica Fra pochi minuti, alle 14:30, verrà pubblicato il dato sull'inflazione americana. 🔹I
CPI USA: arriva la vera onda energetica Fra pochi minuti, alle 14:30, verrà pubblicato il dato sull'inflazione americana. 🔹Il dato di marzo sull’inflazione USA rischia di segnare una netta riaccelerazione del CPI headline, soprattutto per effetto del rialzo di petrolio, benzina e materie prime dopo la guerra con l’Iran. Il mercato guarda a un +0,9% m/m e +3,4% y/y, contro il +0,3% m/m e +2,4% y/y del mese precedente. 🔹Il punto chiave è che la fiammata non sarebbe, almeno per ora, una vera riaccensione dell’inflazione di fondo: il core CPI è atteso molto più stabile, intorno a +0,3% m/m e +2,7% y/y. In pratica: il colpo arriva dall’energia, non da una nuova accelerazione generalizzata di tutta l’economia. 🔹Goldman e altre banche vedono alcuni effetti secondari già in arrivo: voli aerei più cari, hotel in rialzo, qualche pressione su auto usate, e piccoli aumenti in categorie colpite da tariffe e maggiori costi di input. Quindi il rischio è che uno shock nato dal petrolio inizi lentamente a infiltrarsi anche nel core. 🔹Per la Fed questo è uno scenario scomodo: se l’headline sale forte ma il core resta solo “appiccicoso”, Powell può ancora dire che si tratta di uno shock esogeno. Però se il petrolio resta alto troppo a lungo, il rischio è che l’inflazione energetica contagi aspettative, servizi e prezzi a valle, rendendo più difficile tagliare i tassi. 🔹In altre parole, il CPI di oggi conta molto più del solito perché è il primo vero termometro dell’effetto guerra sui consumatori americani. Se il dato esce caldo, il mercato potrebbe iniziare a prezzare una Fed più prudente, rendimenti più alti e maggiore volatilità su equity e dollaro. Il mercato non guarderà solo il numero secco, ma soprattutto da dove arriva l’inflazione: se resta confinata all’energia è un problema serio ma gestibile; se invece inizia a sporcare il core, allora la narrativa dei tagli Fed si complica parecchio. Restate sintonizzati qui...fra poco arriveremo con notizie calde

Amazon e AI: perché il mercato sta premiando il titolo - Amazon è salita perché la lettera agli azionisti di Andy Jassy ha da
Amazon e AI: perché il mercato sta premiando il titolo - Amazon è salita perché la lettera agli azionisti di Andy Jassy ha dato al mercato un messaggio molto chiaro: gli enormi investimenti sull’intelligenza artificiale non sono più solo una scommessa futura, ma iniziano ad avere ritorni visibili. - Il dato che ha colpito di più è quello su AWS: Amazon ha parlato di un business AI con run-rate superiore a 15 miliardi di dollari nel primo trimestre. In pratica, la domanda collegata all’AI dentro il cloud sta accelerando in modo concreto. - Questo cambia la lettura del capex. Fino a ieri il rischio era che Amazon stesse spendendo troppo in data center e infrastrutture senza una monetizzazione chiara. Oggi il mercato inizia a vedere quei costi come investimenti giustificati da una domanda reale. - Un altro elemento importante riguarda i chip proprietari. Il management ha lasciato intendere che anche questa parte del business sta crescendo molto bene, e questo rafforza l’idea che Amazon voglia stare non solo nell’uso dell’AI, ma in più livelli della catena del valore. - Amazon non ha semplicemente “parlato di AI”, ma ha dato segnali più concreti su ricavi, domanda e ritorni potenziali. Per il mercato è la differenza tra una narrativa costosa e una storia di crescita che comincia a reggersi sui numeri.

⚠️ BREAKING | L’Ucraina vicina a un accordo con Putin. L'Ucraina prova a riaccendere il fronte negoziale: Kyrylo Budanov, ogg
⚠️ BREAKING | L’Ucraina vicina a un accordo con Putin. L'Ucraina prova a riaccendere il fronte negoziale: Kyrylo Budanov, oggi capo dell’ufficio presidenziale di Zelensky e figura chiave nei colloqui con Mosca, ha detto a Bloomberg di vedere progressi verso un possibile accordo con il Cremlino e di non credere che servirà ancora molto tempo per arrivare a una soluzione. Secondo Budanov, il vero passo avanti è che tutte le parti avrebbero ormai chiaro quali siano i limiti del compromesso accettabile. Il punto però è che, al momento, questa lettura resta soprattutto ucraina. Secondo fonti vicine al Cremlino citate da Bloomberg, i negoziati sarebbero ancora sostanzialmente bloccati, soprattutto sul nodo più delicato di tutti: le garanzie di sicurezza per Kiev. Sul tavolo resta anche la questione territoriale, con Mosca che continua a spingere per il ritiro ucraino da aree del Donetsk che nemmeno controlla pienamente, mentre Kiev insiste su un congelamento lungo l’attuale linea del fronte. Nel frattempo arriva anche una tregua pasquale ordinata da Putin: stop alle operazioni dalle 16:00 dell’11 aprile fino alla fine del 12 aprile 2026, con Zelensky che ha detto che l’Ucraina “replicherà” le azioni russe. È un segnale politico utile a mantenere aperto il canale, ma non basta ancora per parlare di svolta vera: anche nelle ultime settimane Kiev ha accusato Mosca di aver risposto alle proposte di tregua con nuovi attacchi. La parte più importante è un’altra: entrambe le economie hanno motivi per cercare un’intesa. L’Ucraina resta sotto forte pressione finanziaria e ha bisogno di sbloccare rapidamente aiuti esterni, mentre la Russia continua a sostenere costi enormi di guerra, anche se il recente rialzo del petrolio le ha dato un po’ di respiro. Questo rende i negoziati più credibili di qualche mese fa, ma non ancora vicini a una chiusura lineare. Notizia positiva sul piano del sentiment, ma per i mercati questa non è ancora “pace prezzabile”. Finché non emergono dettagli concreti su territori, garanzie di sicurezza e ruolo USA-Europa, resta soprattutto un titolo da risk sentiment, non un game changer definitivo.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 10 aprile 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,62% (6.825), Nasdaq 100 +0,72% (25.082), Dow Jones +0,58% (48.186), Russell 2000 +0,60% (2.636) Europa: EuroStoxx 50 −0,34% (5.893), FTSEMIB +0,50% (47.328), DAX −1,35% (23.755) –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Consumer Discretionary +2,46%, Industrials +1,04%, Communication Services +0,93% Bottom 3: Energy −1,16%, Health Care −0,19%, Materials +0,10% ⸻ –– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale –– Hang Seng: 25.907,97 (+0,60%) Nikkei 225: 56.877,06 (+1,76%) Oro: 4.769,14 (+0,08%) Argento: 75,9335 (+0,32%) Brent: 96,261 (−0,17%) EUR/USD: 1,1730 (−0,05%) Bitcoin: 71.941 (+0,18%) ⸻ –– Driver principali & Reazioni dei mercati –– La seduta di ieri è stata guidata soprattutto dalla geopolitica. Wall Street ha chiuso in rialzo perché il mercato ha letto in modo costruttivo i colloqui diretti USA-Iran attesi da sabato e le indiscrezioni secondo cui Trump avrebbe chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano. Il problema è che la realtà resta più confusa del rimbalzo degli indici. Israele apre ai negoziati con il Libano, ma continua a mantenere alta la pressione su Hezbollah, che a sua volta respinge qualsiasi colloquio diretto. In sintesi: il mercato prezza la diplomazia, ma sul terreno le contraddizioni restano tutte. Lo si è visto bene anche nel petrolio: è sceso sulle speranze di de-escalation, poi ha recuperato quando è emerso che il fronte libanese resta aperto e che in Arabia Saudita alcuni impianti energetici hanno subito interruzioni operative. Il punto chiave, però, è sempre lo stesso: Hormuz non è tornato normale. Se l’Iran permetterà davvero il passaggio di non più di 15 navi al giorno, allora non siamo davanti a una vera riapertura, ma a un transito parziale e sotto controllo. Ed è questo che continua a tenere alto il premio di rischio sull’energia. –– Macroeconomic Data –– • Jobless Claims: 219k vs 210k attese vs 203k precedenti • Continuing Claims: 1,794 mln vs 1,840 mln attese • PCE headline m/m (febbraio): +0,4% in linea con le attese • PCE headline a/a: 2,8%, invariato • Core PCE m/m: +0,4% in linea • Core PCE a/a: 3,0% vs 3,1% precedente • Personal Income: −0,1% vs +0,3% atteso • Personal Spending: +0,4% vs +0,5% atteso • PIL Q4 USA: confermato al 3,7% • GDPNow Atlanta Fed Q1: 1,3% il PCE di febbraio conta relativamente poco, perché fotografa un’economia pre-shock energetico. Più interessante invece il dettaglio su reddito e spesa, che conferma come il consumatore americano stesse già mostrando segnali di indebolimento prima ancora dell’impennata del petrolio. Questo rende il quadro più scomodo per la Fed: crescita meno brillante e inflazione che rischia di risalire proprio a causa dell’energia. –– Specifiche azioni –– • CoreWeave / Meta: accordo ampliato da 21 miliardi di dollari per infrastruttura AI. Segnale forte: il mercato continua a premiare chi è davvero dentro la spesa infrastrutturale AI. • Marvell: Barclays alza il rating a Overweight. • Zscaler: downgrade di BTIG a Neutral. –– Prossimi eventi da monitorare –– • USA: CPI di marzo, fiducia consumatori Michigan preliminare • Geopolitica: colloqui diretti USA-Iran da sabato, sviluppi sul canale Israele-Libano. –– Focus del giorno –– Obiettivo Teheran, bersaglio Pechino Il mercato continua a chiamarlo cessate il fuoco, ma il punto vero forse è che questa partita non riguarda solo l’Iran, piuttosto si intravede una questione molto più grande: la leva energetica dentro il confronto strategico tra Stati Uniti e Cina. Ne abbiamo parlato qui in modo più completo: https://www.finanzaonline.com/punto-dell-esperto/obiettivo-teheran-bersaglio-pechino È una lettura utile soprattutto oggi, perché finché non si capisce chi sta davvero trattando, su cosa, e con quale obiettivo finale, il rischio è continuare a leggere questo rimbalzo come semplice sollievo di mercato quando invece potremmo essere ancora nel pieno della partita. ~ About Markets

About Markets è anche su Instagram e TikTok 👇 Instagram https://www.instagram.com/reel/DW6l-F5jMk6/?igsh=c2l3aW12Z3owbzk2 TikTok https://vm.tiktok.com/ZNR4S7Dmv/ Passa a dare un’occhiata e facci sapere cosa ne pensi e se i contenuti ti sono utili, ci fa piacere se vorrai seguirci e condividerli 👍

🇱🇧 🇮🇱 ⚠️ BREAKING | Il premier israeliano Benjamin Netanyahu apre a negoziati diretti con il Libano: focus su disarmo di
🇱🇧 🇮🇱 ⚠️ BREAKING | Il premier israeliano Benjamin Netanyahu apre a negoziati diretti con il Libano: focus su disarmo di Hezbollah e normalizzazione dei rapporti tra Israele e Beirut, dopo le richieste ufficiali arrivate da Beirut.

OBIETTIVO TEHERAN, BERSAGLIO PECHINO ❓ L’obiettivo è davvero l’Iran? ❓ Questa è davvero una pausa… o solo un cambio di fase? ❓ Il cessate il fuoco è reale o solo una tregua tecnica? ❓ Chi controlla davvero Hormuz oggi? ❓ E se il vero bersaglio fosse la Cina? Abbiamo provato a mettere insieme tutti i pezzi in questo articolo. 👉🏼 https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_obiettivo-teheran-bersaglio-pechino-nuovo-share-7448014824514551809-J4t5?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link Leggi l’articolo e fammi sapere che ne pensi nei commenti, che ne parliamo!

⚠️ BREAKING | Il petrolio torna sopra quota $100: il WTI sale a $100 (+4%) e il Brent a $98,26 dopo che il mercato ha realizz
⚠️ BREAKING | Il petrolio torna sopra quota $100: il WTI sale a $100 (+4%) e il Brent a $98,26 dopo che il mercato ha realizzato che l’Iran continua di fatto a controllare l’accesso allo Stretto di Hormuz nonostante la tregua di due settimane con gli USA. Teheran accusa Washington di aver violato tre punti dell’intesa — raid israeliani in Libano, drone nello spazio aereo iraniano e stop al diritto di arricchimento dell’uranio — mentre la Casa Bianca replica che il cessate il fuoco non includeva il Libano e che l’Iran non potrà comunque arricchire uranio. In pratica, il cessate il fuoco di ieri è già sparito.

⚠️ BREAKING | PCE USA in linea, crescita più debole PCE febbraio al 2,8% a/a (atteso 2,8% | precedente 2,8%). Core PCE al 3,0% (atteso 3,0% | precedente 3,1%). GDP QoQ al +0,5% (atteso 0,7% | precedente 0,7%). Personal Income -0,1% (atteso +0,3% | precedente +0,4%). Personal Spending +0,5% (atteso +0,6% | precedente +0,4%). Ultimo dato chiave sull’inflazione prima dell’impatto della guerra in Iran.

⚠️ BREAKING | Il presidente iraniano Pezeshkian minaccia il ritiro dal cessate il fuoco: Teheran accusa Israele di violare l’accordo con gli attacchi in Libano e avverte che, senza stop alle operazioni, i negoziati diventeranno “privi di senso” e l’Iran è pronto a reagire.

photo content

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 9 aprile 2026 ⸻ –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +2,52% (6.783), Nasdaq 100 +2,90% (24.903), Dow Jones +2,85% (47.911), Russell 2000 +3,05% (2.623) Europa: Euro Stoxx 50 +5,02% (5.916), DAX +4,74%, CAC +4,49%, FTSE MIB +3,70% In questo momento: Asia: Nikkei −0,73%, Hang Seng −0,35% Oro: 4.724 $/oz (+0,12%) Argento: 74,1 (+0,05%) Valute: EUR/USD 1,17 (+), USD/JPY 158,7 (+0,14%) Brent: 94,7 $ (+1,05%) Bitcoin: 70.993 $ (−0,16%) ⸻ –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Industrials +3,75%, Communication Services +3,44%, Materials +3,38% Bottom 3: Energy −3,66%, Utilities +1,02%, Real Estate +1,73% ⸻ –– Takeaway veloci –– • Rally violento risk-on dopo il cessate il fuoco USA–Iran • Petrolio crolla → repricing inflazione e Fed • Dollaro debole, supporto a equity globale • Curva si irripidisce, mercato prezza meno rischio inflattivo • Ma Hormuz resta il vero nodo: reopening ancora parziale ⸻ –– Driver principali & Reazioni dei mercati –– Il mercato ieri ha reagito nel modo più lineare possibile: se cala il rischio geopolitico, scende il petrolio; se scende il petrolio, si alleggerisce la pressione sull’inflazione; e se si alleggerisce la pressione sull’inflazione, l’equity può respirare. È esattamente questo il meccanismo che abbiamo visto nelle prime ore dopo l’annuncio del cessate il fuoco. Da lì è partito anche il movimento sui tassi: il greggio in caduta ha spinto il mercato a rivedere subito le aspettative sulla Fed, con rendimenti brevi in discesa, curva più ripida e una lettura più accomodante sul percorso della banca centrale. Tutto molto ordinato, tutto molto razionale. Almeno in apparenza. Il punto è che il mercato ha prezzato il titolo della notizia, non la sua tenuta reale. Perché mentre azioni e bond festeggiavano, sul terreno la situazione restava molto meno pulita. Gli attacchi israeliani molto pesanti in Libano hanno subito rimesso in discussione la credibilità della tregua, al punto che l’Iran ha segnalato agli Stati Uniti la sospensione dell’apertura dello Stretto di Hormuz. Ed è qui che si capisce perché l’euforia iniziale si sia poi raffreddata. ⸻ –– Macroeconomic Data –– • FOMC Minutes: Fed in modalità wait & see, ma inflazione più incerta • Rischi bilaterali: tagli se crescita rallenta, rialzi se energia resta alta ⸻ –– Focus del giorno –– La nebbia del cessate il fuoco La seduta di ieri è stata tra le più violente dell’anno, ma il punto è che il movimento non ha retto fino in fondo: il mercato ha reagito al titolo di giornale del cessate il fuoco, non alla sua reale solidità. E la realtà oggi è abbastanza chiara: non siamo davanti a un accordo definitivo, ma a una pausa fragile. Hormuz resta solo parzialmente operativo, gli attacchi tra Israele e Libano hanno già messo in discussione la tregua (con l’Iran che ha segnalato agli USA la sospensione dell’apertura dello Stretto), e i nodi veri — sanzioni, nucleare, presenza militare — sono ancora tutti aperti. Per questo il petrolio resta il driver principale. Il crollo di ieri è stato forte, ma non ha risolto nulla: i flussi sono ancora disturbati e il sistema energetico resta sotto pressione. Anche sull’equity il segnale è meno lineare di quanto sembri. Il rally è stato concentrato sui soliti nomi più liquidi — mega cap tech e semiconduttori — più ricoperture veloci che vera convinzione sullo scenario. Dal lato tecnico, area S&P 500 6.800 è una zona che tende a frenare il movimento, mentre anche sui tassi il repricing è stato molto rapido. La sintesi è semplice: il mercato ha prezzato il best case, ma siamo ancora dentro la nebbia. Senza una riapertura reale e stabile di Hormuz, questo rischia di restare un rally da sollievo più che l’inizio di un trend. ~ About Markets

Pensieri serali Per capire davvero cosa sta succedendo basta fare un esercizio molto semplice: mettere in ordine cronologico le dichiarazioni di Donald Trump sulla guerra in Iran. 3 marzo: “Abbiamo vinto la guerra”. 7 marzo: “Abbiamo sconfitto l’Iran”. 13 marzo: “Abbiamo vinto”. Tre vittorie in dieci giorni. Nel frattempo, però, la guerra continua. Il 9 marzo si torna a parlare di attacchi, perché “la guerra è quasi finita”. Il 12 marzo diventa: “Abbiamo vinto, ma non completamente”. Quindi: guerra vinta, poi quasi finita, poi vinta a metà. Sempre mentre si combatte. A metà mese cambia il focus: gli alleati. Il 14 marzo servono. Il 16 marzo non servono più. Lo stesso giorno: “stavo solo testando chi è davvero con noi”. Il 17 marzo attacco diretto alla NATO. Il 18 marzo, di nuovo: gli alleati devono aiutare a riaprire lo Stretto di Hormuz. Nel giro di pochi giorni la NATO passa da partner necessario a inutile, a nemico, per poi tornare indispensabile. Poi arriva il punto centrale: Hormuz. Il 21 marzo Trump dice che agli Stati Uniti lo Stretto non serve: non lo usano, non ne hanno bisogno. Il 22 marzo cambia completamente linea: 48 ore all’Iran per riaprirlo. In un giorno lo Stretto passa da irrilevante a questione strategica globale. Nei giorni successivi si alternano continuamente due registri: negoziati “produttivi” e minacce sempre più dure. Accordi vicini e ultimatum. Progressi e escalation. Le “48 ore” diventano ricorrenti. Vengono ripetute più volte. Senza mai portare a una chiusura reale. Il 4 e 5 aprile il tono raggiunge il massimo: minacce dirette su infrastrutture critiche e rischio di escalation totale. Il 7 aprile si passa da scenari catastrofici a un cessate il fuoco nel giro di poche ore. Nel frattempo, la realtà resta molto più semplice di questa narrativa. La guerra non è mai davvero finita. Lo Stretto di Hormuz, che prima del conflitto era aperto, oggi è uno dei principali punti di tensione globale. E gli Stati Uniti si trovano ora nella posizione di voler chiudere il conflitto chiedendo esattamente ciò che esisteva già prima che iniziasse. Aprire lo Stretto. L’America sta cercando di uscire da una guerra di cui non è mai stato chiarito davvero l’obiettivo, chiedendo di ripristinare una condizione che prima della guerra era normale. Incredibile. ~ About Markets

🚨 BREAKING NEWS — Hormuz torna sotto pressione • L’Iran ha informato i mediatori che limiterà il traffico nello Stretto di Hormuz a circa 12 navi al giorno, introducendo anche pedaggi per il transito. Una mossa che cambia completamente il quadro del cessate il fuoco. • Si tratta di una netta contraddizione rispetto alla narrativa USA: solo ieri Trump parlava di “apertura completa” dello stretto. Nei fatti, oggi si viaggia in regime controllato. • Il dato operativo è ancora più forte: solo 4 navi hanno attraversato Hormuz oggi, il livello più basso registrato nel mese di aprile. Questo indica che il blocco, di fatto, non è mai stato davvero rimosso. • Washington continua a spingere per un corridoio libero, ma secondo fonti WSJ Teheran non mostra alcuna intenzione di allentare il controllo. Questo trasforma il cessate il fuoco in una pausa “condizionata”, non in una normalizzazione, come dicevamo già stamattina. ~ About Markets

⚠️ BREAKING | L’Iran minaccia di uscire dal cessate il fuoco se Israele continuerà gli attacchi in Libano. La Casa Bianca conferma ad Axios che l’accordo USA–Iran NON include il Libano, lasciando quindi aperto un fronte parallelo nel conflitto. Israele ha già chiarito che le operazioni contro Hezbollah in Libano continueranno, aumentando il rischio di rottura della tregua. Il cessate il fuoco appare quindi parziale e fragile, con interpretazioni diverse tra le parti e tensioni ancora elevate sul terreno.

photo content

⚠️ BREAKING | L’Iran avrebbe bloccato il transito delle petroliere nello Stretto di Hormuz dopo gli attacchi israeliani in Libano, secondo quanto riportato da Fars.

⚠️ BREAKING | Il Qatar sta mobilitando ingegneri e operai per riavviare Ras Laffan, il più grande impianto di export di GNL al mondo, dopo il cessate il fuoco tra USA e Iran. Una ripartenza parziale potrebbe arrivare già nei prossimi giorni, ma un ritorno significativo della produzione dipenderà dalla reale riapertura dello Stretto di Hormuz: finché il transito delle navi non sarà davvero sicuro, la normalizzazione dell’offerta globale di gas resterà solo parziale.

⚠️ BREAKING | Trump minaccia dazi del 50% contro i Paesi che forniscono armi all’Iran: “tariffe immediate su qualsiasi bene e
⚠️ BREAKING | Trump minaccia dazi del 50% contro i Paesi che forniscono armi all’Iran: “tariffe immediate su qualsiasi bene esportato negli Stati Uniti, senza eccezioni o esenzioni.”