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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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Cameco Q1 2026 EPS: C$0,47 vs C$0,33 attese Ricavi: C$845 mln vs C$822 mln attese Produzione: 6,20 mln lbs vs 5,30 mln attese Prezzo uranio: C$91,26/lb vs C$90,29 attese Market Reaction: +2,5% pre-market Esito: 🟢 ▪️Trimestrale solida, senza fronzoli. Beat su EPS e ricavi, ma soprattutto execution operativa sopra le attese: produzione e prezzi realizzati migliori del previsto. ▪️Questo è il punto chiave: Cameco sta beneficiando di un contesto favorevole sull’uranio, ma soprattutto dimostra disciplina operativa, che è esattamente quello che il mercato vuole in questa fase del ciclo nucleare. ▪️Il titolo è nelle nostre strategie core proprio per questo motivo: non è solo una scommessa sul prezzo dell’uranio, ma una storia di execution + ciclo strutturale. ▪️Reazione positiva ma ordinata: coerente con un titolo che era già forte YTD.

⚠️ BREAKING | USA e Iran si sono scambiati colpi nel Golfo Persico: il CENTCOM afferma di aver respinto attacchi iraniani con droni, missili e piccole imbarcazioni armate mentre scortava due navi battenti bandiera USA attraverso lo Stretto di Hormuz. La tregua dell’8 aprile è ora in forte dubbio: gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato missili iraniani e attribuito a un drone iraniano il grande incendio al porto di Fujairah, mentre il Brent resta sopra area 110 dollari e i mercati tornano a prezzare un rischio energetico/geopolitico più persistente.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Dentro i mercati, oltre i titoli. 5 maggio 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 −0,41% (7.201), Nasdaq 100 −0,21% (27.652), Dow Jones −1,13% (48.942), Russell 2000 −0,60% (2.796) Europa: EuroStoxx 50 −2,44% (5.988), DAX −2,42%, CAC −2,17%, FTSEMIB −1,97% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Technology +2,46%, Consumer Discretionary +1,36%, Communication Services +0,88% Bottom 3: Health Care −1,37%, Industrials −0,89%, Financials −0,64% –– Takeaway veloci –– • Escalation Iran–USA → petrolio sopra $100 e ritorno del tema inflazione • Azioni e bond scendono insieme: classico shock energetico • Dollaro si rafforza, ma senza breakout deciso • Oro debole: rendimenti in salita dominano il “flight to safety” • Volatilità in aumento, ma equity ancora relativamente resiliente –– Driver principali & Reazioni dei mercati –– La giornata è stata dominata dal rischio geopolitico. Gli attacchi iraniani negli Emirati (Fujairah) e le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno riacceso il rischio di shock energetico globale. Il punto chiave è che il petrolio non si sta muovendo per narrativa, ma per vincoli fisici reali: logistica, sicurezza delle rotte e rischio di interruzioni. Questo ha due effetti immediati: rialzo delle aspettative di inflazione pressione sui tassi reali → vendite sui Treasury Il risultato è il classico mix da “early shock”: equity giù, bond giù, petrolio su. Interessante però la tenuta del Nasdaq: il mercato non sta ancora prezzando un vero shock sugli utili, ma solo un rischio macro. –– Macroeconomic Data –– Nessun dato chiave. Focus su ISM servizi e JOLTS in uscita oggi. –– Specifiche azioni –– • Amazon: apre la sua rete logistica globale → pressione su FedEx e UPS • AMD: downgrade a Hold • Apple: vincoli produttivi sui chip a 3nm • Berkshire Hathaway: utili più che raddoppiati • GameStop: proposta (poi smentita) di acquisizione eBay da $56 mld • Norwegian Cruise: warning su impatto Medio Oriente • Spirit Aviation: cessazione attività –– Prossimi eventi da monitorare –– • USA: ISM servizi, JOLTS, PMI finale • Banche centrali: decisione RBA, interventi BCE/Fed • Macro globale: inflazione Svizzera, dati Canada • Earnings: AMD, Shopify, PayPal, Pfizer, HSBC, Infineon –– Focus del giorno –– Petrolio sopra $100: quando il mercato smette di ignorarlo Fino a ieri il mercato azionario stava trattando il rialzo del petrolio come un “rumore geopolitico”. Oggi non più. Il passaggio sopra i $100 cambia la natura del problema: non è più solo una notizia, ma una stretta monetaria indiretta. Più energia significa meno reddito disponibile, margini sotto pressione e inflazione più appiccicosa. E infatti si vede chiaramente: • i rendimenti salgono (10Y al 4,44%) • i bond scendono • l’oro non protegge Questa è la dinamica chiave da monitorare: il mercato può ignorare la geopolitica finché resta narrativa. Non può ignorarla quando entra nei prezzi. Per ora l’equity tiene. Ma se il petrolio resta su questi livelli, il prossimo step è sugli utili. Ed è lì che cambia davvero il gioco. ~About Markets

⚠️ BREAKING | Escalation nel Golfo: gli Emirati Arabi Uniti dichiarano di aver intercettato 3 missili lanciati dall’Iran (un quarto caduto in mare). Colpito con droni un sito petrolifero a Fujairah: incendio in corso. S&P 500 e Nasdaq 100 accelerano al ribasso.

🔥Gestioni Patrimoniali Gamma Capital Markets | Aprile 2026🔥 Aprile è stato un mese di forte recupero per i principali merca
🔥Gestioni Patrimoniali Gamma Capital Markets | Aprile 2026🔥 Aprile è stato un mese di forte recupero per i principali mercati azionari internazionali, dopo una correzione di marzo molto intensa. Il rimbalzo è stato guidato soprattutto da tecnologia, intelligenza artificiale, qualità degli utili societari e maggiore fiducia nella resilienza dell’economia americana. Anche le gestioni patrimoniali di Gamma Capital Markets hanno partecipato positivamente al movimento, con risultati solidi sulle principali linee. Tematiche Azionarie ▪️Best Brands Long Only: +4,67% ad aprile, +5,86% da inizio anno ▪️Robotics & AI Long Only: +10,85% ad aprile, +11,68% da inizio anno ▪️Alternative Energy Long Only: +3,06% ad aprile, +11,16% da inizio anno ▪️Best Brands Flex: +2,99% ad aprile, +3,90% da inizio anno ▪️Robotics & AI Flex: +7,53% ad aprile, +7,99% da inizio anno ▪️Alternative Energy Flex: +3,35% ad aprile, +7,16% da inizio anno GPM Multiasset ▪️GPM Multiasset Azionaria: +4,28% da inizio anno ▪️GPM Multiasset Dinamica: +2,39% da inizio anno ▪️GPM Multiasset Equilibrata: +4,21% da inizio anno Secondo noi, il mercato ad aprile ha cambiato rapidamente narrativa. A marzo dominavano geopolitica, petrolio, inflazione e paura sui margini. Ad aprile gli investitori sono tornati a premiare qualità e crescita degli utili. Nei factsheet sono disponibili anche i dettagli delle principali operazioni effettuate nel mese di aprile su ogni singola linea, con il commento gestionale e l’aggiornamento sull’asset allocation. Continuiamo a mantenere un’impostazione costruttiva, ma non euforica. Il recupero è stato importante, ma il quadro resta ancora dipendente da petrolio, banche centrali, inflazione e tensioni geopolitiche. Per questo l’obiettivo rimane partecipare ai trend strutturali più forti, senza aumentare il rischio in modo meccanico dopo un rimbalzo così violento. Factsheet completa: 👉🏼 https://www.gammamarkets.it/images/GCM_-_Factsheet_Gestioni_Patrimoniali_-_Aprile_2026.pdf Come sempre, chi è interessato ad approfondire le nostre gestioni patrimoniali può compilare il seguente form di contatto: 👉🏼 https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdYY22okoOqEC30D9DllM9Yrbb_Kx3JnDuuj0iKfxzg7240Xw/viewform Team Gestioni Gamma Capital Markets

⚠️ BREAKING | Un funzionario USA smentisce ad Axios che una nave americana sia stata colpita da missili iraniani, ridimensionando la precedente notizia diffusa dall’agenzia iraniana Fars. I futures azionari recuperano le perdite.

⚠️ BREAKING — Fars News Agency sostiene che due missili abbiano colpito una nave militare USA vicino a Jask Island, dopo che
⚠️ BREAKING — Fars News Agency sostiene che due missili abbiano colpito una nave militare USA vicino a Jask Island, dopo che l’unità avrebbe ignorato gli avvertimenti iraniani. Secondo la stessa fonte, la nave USA si sarebbe poi ritirata dall’area. Notizia ancora da confermare da fonti USA o agenzie internazionali. Reazione immediata sui mercati: i futures Nasdaq hanno avuto un violento selloff, segnale classico di risk-off geopolitico. Il petrolio accelera: Brent sopra i 110 dollari al barile, +2,27% intraday; WTI +4% a 106,26 dollari. Movimento più anomalo sull’oro: spot gold in calo dell’1% intraday a 4.572 dollari l’oncia, nonostante l’aumento della tensione geopolitica.

Domani pomeriggio e dopodomani saremo al Salone del Risparmio, appuntamento riservato ai professionisti del settore. Può essere una buona occasione per conoscerci di persona, fare due chiacchiere e scambiarci qualche opinione su questa fase di mercato, che resta volatile, complessa e piena di spunti interessanti. Se sarai presente anche tu, scrivimi pure in privato a questo contatto: [Alessio Garzone https://t.me/alessiogarzone]. Se mi scrivi, ci organizziamo in anticipo per un caffè.

About Markets Weekly | Settimana del 4 maggio 2026 Dentro i mercati, oltre i titoli Geopolitica, energia e valute Il tema centrale resta lo Stretto di Hormuz. Trump ha annunciato l’avvio di “Project Freedom” dal 4 maggio, con gli Stati Uniti pronti ad accompagnare le navi commerciali rimaste bloccate nell’area e a ripristinare la libertà di navigazione. Teheran, dal canto suo, continua a sostenere che i porti iraniani siano pienamente operativi e respinge il rischio di un blocco marittimo. Sul fronte petrolio, sette produttori OPEC+ hanno annunciato un aumento dell’offerta di 188.000 barili al giorno da giugno 2026. La notizia arriva in un contesto già molto delicato per l’energia, con il mercato che continua a bilanciare due forze opposte: rischio geopolitico da un lato, maggiore offerta potenziale dall’altro. In Asia, il Giappone è tornato a intervenire per sostenere lo yen dopo il superamento di quota 160 contro dollaro. L’intervento avrebbe superato i 30 miliardi di dollari. Secondo Goldman Sachs, Tokyo avrebbe ancora spazio teorico per molte altre operazioni simili, grazie all’ampiezza delle riserve valutarie. Banche centrali: meno visibilità, più cautela ▪️Diversi membri della Fed hanno iniziato a legare in modo più esplicito la guerra e lo shock energetico al quadro inflazionistico. Neel Kashkari ha sottolineato che l’aumento dei prezzi legato al conflitto potrebbe spingere le famiglie americane a ridurre la spesa, e che la Fed deve necessariamente incorporare l’impatto della guerra nelle proprie valutazioni sull’inflazione. ▪️Il messaggio è semplice: con energia più cara e incertezza geopolitica elevata, la Fed ha meno margine per dare indicazioni chiare sui prossimi tagli dei tassi. Cosa guardare questa settimana Dati macroeconomici ▪️Il dato più importante sarà il report sul mercato del lavoro USA di venerdì. Le attese indicano una crescita dei payrolls di circa 62.000 unità ad aprile, con salari in accelerazione, tasso di disoccupazione stabile e partecipazione al lavoro in leggero aumento. ▪️Per ora, il mercato del lavoro americano non sembra ancora mostrare segnali evidenti dello shock energetico legato alla guerra con l’Iran. Proprio per questo il dato sarà molto importante: se il lavoro resta resiliente, la Fed avrà ancora meno fretta di tagliare i tassi. ▪️Da monitorare anche vendite al dettaglio dell’area euro, produzione industriale tedesca e salari in Giappone. Earnings Season ▪️La stagione delle trimestrali resta molto intensa. Questa settimana riporterà più di un quarto delle società dell’S&P 500. ▪️In Europa, tra i nomi principali da monitorare ci saranno BMW, Equinor, HSBC, Infineon, Novo Nordisk, UniCredit, Zalando, Telecom Italia, Philips e Orsted. ▪️Il focus degli investitori resterà doppio: da un lato la capacità delle aziende di difendere margini e guidance in un contesto di energia più cara; dall’altro la tenuta del tema AI, che continua a essere il principale motore narrativo e fondamentale dei mercati azionari globali. Market Outlook ▪️Il mercato azionario globale potrebbe provare a estendere il recupero, soprattutto se i negoziati tra Stati Uniti e Iran continueranno a ridurre il rischio di escalation immediata. In assenza di nuove tensioni, gli investitori torneranno probabilmente a concentrarsi su trimestrali, guidance e tema AI. ▪️Il punto più delicato resta però la Fed. Barclays ha modificato la propria previsione sui tagli dei tassi: non si aspetta più tagli a settembre 2026 e marzo 2027, ma un solo taglio a marzo 2027. Il motivo è chiaro: prezzi dell’energia più elevati per tutto il 2026 rendono più difficile per la Fed dichiarare vittoria sull’inflazione. ▪️Il mercato può anche salire se il rischio geopolitico si raffredda, ma la combinazione tra energia, inflazione e banche centrali più caute rende il percorso meno lineare. Questa settimana servirà a capire se gli utili aziendali e il mercato del lavoro americano sono abbastanza solidi da compensare una Fed ancora poco accomodante.

Apple Q2 2026 EPS: 2,01 vs 1,96 attese Ricavi: 111,2 mld vs 109,7 mld attese iPhone: 57,0 mld (+22% a/a) Servizi: 31,0 mld (+
Apple Q2 2026 EPS: 2,01 vs 1,96 attese Ricavi: 111,2 mld vs 109,7 mld attese iPhone: 57,0 mld (+22% a/a) Servizi: 31,0 mld (+16% a/a) Cina: 20,5 mld (+28% a/a) Market Reaction: -1% after market (molta volatilità, potrebbe cambiare anche con la conf call fra 30 min) Numeri solidi, senza discussione. Beat su praticamente tutte le linee, con iPhone e Cina che sorprendono positivamente e servizi che continuano a fare il loro lavoro. Apple oggi è meno “story di crescita” rispetto alle altre Big Tech. Non basta battere le stime, il mercato vuole capire dove sarà la prossima gamba di crescita, soprattutto lato AI. In più, le spese (R&D +34%) iniziano a salire: segnale positivo nel lungo periodo, ma nel breve il mercato resta prudente perché non vede ancora una monetizzazione chiara. Prima reazione negativa, ma poco leggibile: titolo molto volatile. La vera direzione la capiremo domani in apertura.

Pensieri Il dato sulle richieste di sussidi di disoccupazione, secondo noi, è un segnale abbastanza chiaro: il mercato del lavoro americano non sta cedendo. Le richieste iniziali sono scese a 189.000, contro 215.000 della settimana precedente e sotto le attese di 212.000. In un contesto di incertezza geopolitica elevata, soprattutto dopo l’inizio del conflitto con l’Iran, non è un dettaglio da poco. La lettura è semplice: le aziende, almeno per ora, non stanno licenziando in modo significativo. E questo aiuta a spiegare perché il sentiment sul lavoro sia rimasto relativamente stabile. I consumatori percepiscono ancora un mercato occupazionale solido, la probabilità percepita di perdere il lavoro è diminuita e anche le richieste continuative restano sotto i livelli dello scorso anno. Per noi questo dato rafforza l’idea che l’economia USA sia ancora resiliente. Non significa che i rischi siano spariti, soprattutto con energia, inflazione e Fed ancora al centro della scena, ma finché il mercato del lavoro tiene così, diventa difficile parlare di rallentamento serio o recessione imminente. Ed è anche quello che stiamo vedendo sui mercati: futures americani in positivo e Treasury a 2 anni in calo (yield in discesa), proprio perché il dato viene letto come “goldilocks” (crescita che regge senza un deterioramento del lavoro), e quindi meno pressione immediata per una Fed ancora più aggressiva. Ma a questo punto la vera domanda è: quanto può durare questa resilienza senza riaccendere nuove pressioni inflazionistiche?

⚠️ BREAKING | PIL USA Q1 +2,0% annualizzato: economia ancora resiliente, ma sotto le stime del +2,3%. La crescita è stata sostenuta da consumi migliori del previsto (+1,6%) e investimenti business molto forti (+10,4%), spinti anche dal boom AI. Il problema resta l’inflazione: PCE di marzo al 3,5% e core PCE al 3,2%, massimi da fine 2023. Con petrolio alto e tensioni in Medio Oriente, il dato di aprile diventa ora decisivo per capire quanto la Fed potrà davvero permettersi un taglio dei tassi.

⚠️ BREAKING | Banca Centrale Europea mantiene i tassi invariati: deposito al 2%, rifinanziamento al 2,15% e marginale al 2,40
⚠️ BREAKING | Banca Centrale Europea mantiene i tassi invariati: deposito al 2%, rifinanziamento al 2,15% e marginale al 2,40%. Inflazione in risalita al 3% (spinta dall’energia), mentre crescono i rischi per la crescita economica legati al conflitto in Medio Oriente. Approccio confermato “data-dependent”, nessuna forward guidance: decisioni riunione per riunione in un contesto di incertezza elevata.

🚀 Abbiamo appena pubblicato la nostra analisi sulle trimestrali Big Tech di ieri! Google, Microsoft, Amazon e Meta hanno sfornato numeri da capogiro, ma come avrete notato le reazioni dei mercati sono state... sorprendenti. All'interno dell'articolo troverete tutti i nostri approfondimenti e insight interessanti per capire chi sta davvero vincendo la sfida dell'Intelligenza Artificiale e chi invece sta sollevando i dubbi degli investitori per le spese folli. Chi vuole leggerla e approfondire, trova il link diretto qui sotto: 👇 🔗 https://aboutmarkets.it/analisi/trimestrali-big-tech-chi-ha-vinto-la-sfida-dellia-tra-google-microsoft-amazon-e-meta Buona lettura e fateci sapere cosa ne pensate! https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_trimestrali-big-tech-%C3%A8-finita-la-luna-di-activity-7455551663647543296-dfQn?utm_source=share&utm_medium=member_ios&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM

⚠️ BREAKING | Borse europee in calo per la quinta seduta consecutiva, con lo Stoxx 600 a -0,4%, mentre il Brent sale fino a 1
⚠️ BREAKING | Borse europee in calo per la quinta seduta consecutiva, con lo Stoxx 600 a -0,4%, mentre il Brent sale fino a 122 dollari al barile sui timori di nuove opzioni militari USA contro l’Iran. Il punto chiave è che il rally del petrolio complica tutto per la BCE: più energia significa più pressione sull’inflazione, meno spazio per tagliare i tassi e maggiore rischio che la ripresa degli utili europei venga ridimensionata. Intanto la stagione delle trimestrali resta discreta: gli utili Q1 europei sono attesi in crescita del 4,8%, meglio del +2,6% stimato dal consensus. Ma il mercato oggi guarda meno agli earnings e più al rischio geopolitico, al petrolio e ai tassi.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 30 aprile 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 −0,04% (7.136), Nasdaq 100 +0,58% (27.187), Dow Jones −0,57% (48.862), Russell 2000 −0,60% (2.739) Europa: EuroStoxx 50 −0,39% (5.812), FTSEMIB −0,51% (47.796), DAX −0,31% (23.944), CAC −0,39% (8.072) –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Energy +2,35%, Technology +0,18%, Consumer Discretionary +0,10% Bottom 3: Utilities −1,23%, Materials −1,10%, Health Care −0,69% –– Takeaway veloci –– • Giornata dominata da tre temi: Fed più restrittiva, petrolio in forte rialzo e trimestrali Big Tech. • La Fed ha lasciato i tassi fermi al 3,50%-3,75%, ma il messaggio è diventato meno accomodante: l’inflazione non è più “un po’ elevata”, è semplicemente elevata. • Treasury in vendita su tutta la curva: 2 anni al 3,94%, 10 anni al 4,41%, 30 anni vicino al 4,98%. • Petrolio in rally dopo il rigetto della proposta iraniana e le indiscrezioni su un blocco prolungato dell’Iran. –– Macroeconomic Data –– • Beni durevoli USA: +0,8% vs +0,5% atteso; core +0,9% vs +0,4%. • Ordini super-core: +3,3%, segnale di investimenti aziendali ancora forti, anche grazie al ciclo AI. • Housing: avvii costruzioni +10,8%, ma permessi −10,8%. –– Specifiche azioni –– • Seagate: risultati e guidance sopra le attese, titolo forte grazie alla domanda di storage AI. • Visa: EPS e ricavi sopra consensus, nuovo buyback da 20 mld $. –– Prossimi eventi da monitorare –– • Europa: BCE, BoE, PIL Eurozona, inflazione Francia • Utili: Apple, Reddit, Eli Lilly, Caterpillar, BNP, SocGen, BBVA, ING, Volkswagen, BASF –– Focus del giorno 1 – Fed –– La Fed non ha cambiato i tassi, ma ha cambiato il tono. Il punto non è la pausa, che era attesa. Il punto è la divisione interna: 4 dissensi complessivi, il numero più alto da oltre trent’anni. Miran voleva tagliare, mentre Hammack, Kashkari e Logan non volevano mantenere nella dichiarazione una formulazione interpretata come troppo favorevole a futuri tagli. In pratica, la Fed non sta dicendo “tagliamo presto”. Sta dicendo “aspettiamo, perché energia e Medio Oriente possono riaccendere l’inflazione”. E finché il petrolio resta sopra 100$, diventa più difficile giustificare un taglio rapido. –– Focus del giorno 2 – Big Tech –– La notte Big Tech ha chiarito una cosa: l’AI non è più solo una storia di crescita. È diventata una storia di capitale. Il mercato non sta bocciando l’AI. Sta facendo una domanda molto più concreta: per generare 1 dollaro in più di ricavi, quanti dollari devi spendere prima? E qui le reazioni cambiano. Alphabet (+6.46% AH) è salita perché il mercato vede un collegamento più pulito tra spesa e ritorni: Cloud +63%, margini in forte miglioramento e backlog in crescita. In parole semplici: Google sta spendendo tanto, ma il mercato vede già i ricavi futuri. Amazon +2.00% AH) è stata premiata durante la call perché AWS accelera al +28% e la domanda per chip proprietari e infrastruttura AI sembra reale. Qui il messaggio è: “spendiamo molto, ma stiamo vendendo capacità AI”. Microsoft (-1.91% AH) è scesa perché Azure cresce tanto, +39%, ma non abbastanza rispetto ad aspettative ormai altissime. Il mercato voleva un’accelerazione più netta per giustificare un capex enorme. Meta (-7.13% AH) è il caso più importante. I numeri operativi sono fortissimi: ricavi +33%, utile netto +61%, pubblicità ancora in grande forma. Ma il problema è il cambio di paradigma. Meta era vista come una macchina pubblicitaria asset light: pochi asset fisici, margini altissimi, tanto cash flow. Ora sta diventando una società che deve spendere 125-145 miliardi di dollari in data center, chip e infrastruttura AI. Quindi il mercato sta dicendo: se una società pubblicitaria deve spendere come una società industriale, quanto vale davvero quel modello? Questa è la vera domanda della notte. L’AI resta il motore del mercato, ma da oggi non basta più dire “investiamo nell’AI”. Bisogna dimostrare che quei miliardi tornano indietro in ricavi, margini e free cash flow. ~About Markets

Earnings Big Tech: numeri forti, reazioni divergenti Quattro trimestrali sopra le attese. Eppure il mercato si divide nettame
Earnings Big Tech: numeri forti, reazioni divergenti Quattro trimestrali sopra le attese. Eppure il mercato si divide nettamente. Meta Platforms (fino a -6,59% AH) Numeri clamorosi: EPS 10,44 vs 6,82 attese, ricavi sopra consensus. E allora perché scende? ➡️ Capex ancora più alti (125–145 mld) ➡️ Problemi di supply server ➡️ Mercato che teme execution sull’infrastruttura AI 👉 non è un problema di domanda, è un problema di quanto costa sostenerla. Microsoft (+2,93%) Solido across the board: Azure +39%, margini meglio del previsto. ➡️ Capex sotto attese → segnale di disciplina ➡️ Domanda AI ancora superiore all’offerta 👉 Qui il mercato premia: crescita + controllo dei costi. Amazon (-0,29%) Beat su tutto, AWS accelera. Ma: ➡️ Free cash flow crolla a 1,2 mld ➡️ Guidance operativa non entusiasma 👉 Il dubbio resta lo stesso: tanto capex, ritorni ancora poco visibili. Alphabet (+4,05%) Forse il set di dati più “pulito”: ➡️ EPS e ricavi sopra attese ➡️ Google Cloud molto forte ➡️ Capex sotto stime 👉 Risultato: AI che cresce senza spaventare sui costi. Takeaway chiave Tutte battono le stime. Ma oggi il mercato non guarda più solo la crescita. Sta facendo una selezione molto chiara: ➡️ Premia chi monetizza l’AI con disciplina (Google, Microsoft) ➡️ Penalizza chi deve ancora dimostrare il ritorno del capex (Meta, Amazon) Questa è la vera svolta di questa earnings season: non basta più dire “AI growth”… serve dimostrare AI profitability.

BREAKING: IL PRESIDENTE DELLA FED JEROME POWELL HA APPENA DICHIARATO CHE CONTINUERÀ COME GOVERNATORE DELLA FED OLTRE IL 15 MAGGIO, QUANDO TERMINA IL SUO MANDATO DI PRESIDENTE DELLA FED

Fed: il grafico dei dissensi racconta una banca centrale sempre meno compatta 1. Il grafico mostra quante volte, in ogni riun
Fed: il grafico dei dissensi racconta una banca centrale sempre meno compatta 1. Il grafico mostra quante volte, in ogni riunione del FOMC, alcuni membri hanno votato contro la decisione o contro parti del comunicato. Il picco di oggi è importante perché 4 dissensi sono un evento raro nella storia recente della Fed. 2. Non succedeva dagli anni ’90 di vedere un livello di opposizione interna così alto. Questo rende la riunione di aprile una delle più divisive degli ultimi decenni. 3. La divisione non è solo “tagliare o non tagliare”. Un membro voleva già un taglio dei tassi, mentre tre membri erano d’accordo nel lasciare i tassi fermi, ma non volevano lasciare intendere che la prossima mossa sarà un taglio. 4. Il vero scontro è sul messaggio al mercato. Una parte della Fed vuole mantenere aperta la porta a un futuro allentamento; l’altra vuole un linguaggio più neutrale, dove anche tassi più alti restano possibili se l’inflazione non scende. 5. Powell ha definito l’attuale livello dei tassi “appropriato”, ma ha anche riconosciuto che l’inflazione è tornata “elevata” e che il rialzo dell’energia sta complicando il quadro. 6. Il contesto economico resta misto: attività ancora solida, mercato del lavoro stabile, ma housing debole e investimenti delle imprese in calo a ritmo sostenuto. Quindi la Fed non ha ancora un motivo chiaro per tagliare in fretta. 7. Questa spaccatura pesa anche sul passaggio di consegne a Kevin Warsh. Il nuovo presidente erediterà una Fed molto meno facile da guidare, con membri già pronti a difendere una linea più dura sull’inflazione