Pensiero Verticale
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Armare le parole. Costruire il pensiero. Alimentare consapevolezza.
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«Parla alla pancia della gente.»
«Fa leva sulle paure.»
«Soffia sul fuoco.»
«Solletica gli istinti peggiori.»
«Alimenta l’odio.»
Ve le ricordate?
Per anni queste frasi sono servite a tracciare una comoda frontiera morale: da una parte loro, i razionali, gli illuminati, i custodi della democrazia; dall’altra i barbari sedotti dale destre.
Poi basta una tragedia dai contorni ancora da chiarire e gli stessi custodi della ragione convocano la piazza, scelgono il colpevole, pronunciano la sentenza e trasformano il dolore in scontro.
A Bologna non si è mobilitata la ragione. Si è attivato un riflesso politico: nessuna attesa, nessuna prudenza, nessun fatto definitivamente accertato. Soltanto il bisogno immediato di costruire una vittima, indicare un nemico e trovare una barricata.
Forse dovremmo domandarci quanta ragione ci sia davvero in chi accusa continuamente gli altri di parlare alla pancia, ma poi mobilita la propria appena ne ha l’occasione, senza ragione.
Ci hanno spiegato fino allo sfinimento che l’insicurezza era soltanto una percezione.
I maranza? Una fissazione della destra.
Le baby gang? Allarmismo.
La violenza nelle nostre città? Colpa della narrazione.
Poi arriva la realtà…
Maxi operazione della Polizia di Stato in 44 province: 539 arrestati, 954 denunciati, 703 chili di droga sequestrati. E poi armi, soldi e quasi 190 mila persone controllate.
Quindi, se era tutto soltanto una percezione, questi 539 arrestati da dove saltano fuori?
Forse il problema non erano i cittadini che denunciavano quello che vedevano ogni giorno. Il problema era chi continuava a spiegargli che se lo stavano immaginando. La realtà puoi negarla, minimizzarla, nasconderla sotto il tappeto quanto vuoi ma prima o poi, però, presenta il conto.
#notizie #destra #immigrazione #governo #sicurezza
Questa settimana l'attualità torna a mettere al centro temi che dividono l'opinione pubblica e aprono interrogativi destinati a far discutere. Dalla possibile riforma della legge elettorale alle nuove misure sulla sicurezza, passando per una sentenza che riaccende il confronto sul fine vita, fino agli sviluppi internazionali tra l'accordo su Gibilterra e le tensioni in Francia. Senza dimenticare il caso Roggero, che continua ad alimentare il dibattito su legittima difesa e sicurezza. Ecco i principali temi della settimana, spiegati in modo semplice e sintetico.
#notizie #politica #governo #destra #politicaitaliana
Siamo alle solite: pensa pure come vuoi, purché alla fine tu pensi come noi.
Nel ricco buffet dell’editoria contemporanea la fiera Più libri più liberi ha deciso di lasciare fuori Idrovolante Edizioni.
La motivazione ufficiale sarebbe il raggiungimento della capienza massima della manifestazione. Idrovolante, invece, denuncia un’esclusione dettata da ragioni ideologiche.
Forse è proprio l’idea che possano esistere cultura, storia, bellezza e ribellione anche fuori dal recinto autorizzato.
La formula resta sempre la stessa: quando una voce è davvero diversa e libera, improvvisamente lo spazio finisce.
Auguriamo quindi a Idrovolante Edizioni di trasformare questa esclusione nella migliore campagna pubblicitaria possibile.
Sarebbe il modo più elegante per monetizzare la piccola tirannide di questi inflessibili dispensatori di libertà: rispondere all’ostracismo con i lettori, alle porte chiuse con le vendite e al conformismo con una tiratura in più.
Più libri meno liberi.
La vicenda di Mario Roggero non può essere letta soltanto attraverso un processo. Per anni la sua attività è stata bersaglio di furti e rapine, vivendo con la paura costante che il lavoro di una vita potesse essere nuovamente messo a rischio.
Dopo la rapina, Roggero inseguì i responsabili e sparò. La legge ha il compito di stabilire quali siano i limiti della legittima difesa, ma questa vicenda impone anche una riflessione sul lato umano. È difficile non comprendere lo stato di esasperazione di chi, dopo anni di violenze e continue intrusioni nella propria attività, arriva a sentirsi costretto a difendere ciò che ha costruito con sacrificio.
Comprendere significa riconoscere che dietro questa storia c'è un uomo che per troppo tempo ha convissuto con la paura e con la sensazione di vedere minacciati il proprio lavoro e la propria sicurezza. La vera risposta dovrebbe essere uno Stato capace di garantire protezione ai cittadini, affinché nessuno si trovi più a vivere situazioni simili.
"Omero odiava le donne." Davvero?
Basta leggere l'Iliade e l'Odissea per accorgersi del contrario.
Penelope, Elena, Andromaca, Ecuba, Atena, Circe: le donne non sono comparse, ma il cuore stesso dell'epica. Muovono gli eventi, ispirano gli uomini e danno senso alla narrazione.
L'Odissea racconta di un uomo che affronta mostri, dèi e tempeste pur di tornare dalla sua unica donna: Penelope.
Forse il problema non è Omero. È la pretesa di giudicare tremila anni di civiltà da parte di chi non ha cultura.
I classici sono le radici della nostra civiltà europea, e ridurli a un processo ideologico significa impoverire anche noi.
Ah, e un promemoria: Omero chiamava Elena "dalle bianche braccia". Perché la bellezza, nella tradizione classica, è europea e intinta nei sacrifici, nel sudore e nella nostra storia. Non svenduta al miglior offerente
#notizie #immigrazione #destra #politica #governo
Un bambino non è un prodotto: il caso che riapre il dibattito sulla maternità surrogata
La vicenda arrivata dal Canada pone una domanda scomoda: cosa succede quando il desiderio di avere un figlio entra nella logica del contratto?
Secondo quanto riportato dalla stampa, una coppia di uomini avrebbe chiesto alla madre surrogata di interrompere la gravidanza dopo la diagnosi di un labbro leporino del feto, una condizione generalmente trattabile. La donna ha rifiutato e il caso è finito in tribunale.
Al di là dell'aspetto giuridico, resta una riflessione profonda: un bambino può essere considerato un progetto valido solo se rispetta determinate aspettative?
Una vita non è un prodotto difettoso da restituire. Un figlio non è un oggetto da scegliere, sostituire o rifiutare quando non corrisponde all'idea immaginata.
La vera domanda è questa: stiamo proteggendo il desiderio di avere un figlio o stiamo iniziando a trattare la vita come qualcosa che deve soddisfare un requisito?
Ci dissero che era solo calcio. Per l'Argentina non lo fu mai. In quei pochi secondi Maradona non dribblò soltanto undici avversari: trascinò con sé l'orgoglio di un popolo che cercava di rialzare la testa dopo una ferita ancora aperta. Quel gol non cancellò il dolore, ma ricordò a milioni di argentini che la dignità può trovare voce anche attraverso un pallone. Alcune vittorie valgono più di una coppa: diventano memoria, identità e il simbolo di una nazione che non ha mai smesso di lottare.
#accaddeoggi #politica #governo #mondiali #notizie
Nel 1973 Jean Raspail immagina un'Europa incapace di reggere l'urto di flussi migratori di massa, raccontando soprattutto la paralisi delle élite e delle istituzioni: uno Stato che non ha più la forza, né la volontà di decidere, né la consapevolezza di dove stia portando i propri popoli.
Oltre l'invasione fisica, il romanzo scava in una dimensione psicologica profonda: la perdita di identità, la paura del cambiamento, il senso di smarrimento di una civiltà che non riconosce più se stessa. Rileggendolo oggi, alcune scene sembrano una fotografia vivida della realtà in molte città europee: un frammento che richiama tensioni e dinamiche reali.
Uno dei libri più controversi e discussi del secondo Novecento.
#filosofia #storia #immigrazione #governo #destra
A Londra esplodono gli scontri.
E mentre qualcuno festeggia perché in Francia non ci sono stati i disordini che molti temevano, basta guardare oltre il confine per capire che non c'è nulla da celebrare. L'Europa continua a sanguinare, solo in luoghi diversi.
Non è una questione di una singola città o di una singola notte. È il segnale di un problema che attraversa il continente e che non può essere ignorato solo perché, questa volta, Parigi è rimasta relativamente tranquilla.
Cambiano le città. Cambiano le bandiere. Ma il problema resta.
La partita è finita.
L'emergenza, no.
#governo #destra #immigrazione #londra #notizie
Qualcuno ci ha convinto che la felicità sia una destinazione da raggiungere al di fuori di noi. La società promulga incessante questo ritmo: correre, produrre, consumare, accumulare.
Come topi dentro un labirinto progettato ad hoc: un meccanismo che chiama libertà ciò che in realtà è pura dipendenza.
Ogni acquisto promette una versione migliore di noi stessi, mentre ci allontana sempre di più da ciò che siamo.
Il paradosso è che un sistema fondato sul consumo non può permettere che tu sia davvero soddisfatto poiché se lo fossi, smetteresti di inseguire. Per questo motivo la felicità deve restare irraggiungibile: abbastanza vicina da sedurti. La forma più raffinata di schiavitù non è quella imposta con la forza, ma quella che ti convince a desiderare la tua stessa gabbia. L'infelicità dunque deriva dall'aver imparato a cercare ovunque, tranne che dentro noi stessi.
"siamo felici?" È giusto chiederselo, ma la vera domanda da porsi è: "di chi è l'idea di felicità che stiamo inseguendo?"
Broad Street, Birmingham. Un ragazzo inglese viene aggredito da più imm*grati e finisce a terra. Arriva la polizia. Chi viene portato via e arrestato? Lui.
Il video corre online. La risposta delle autorità? Non spiegare, non chiarire: chiedere di non condividerlo.
E allora la domanda è inevitabile: la legge vale davvero allo stesso modo per tutti, o la bilancia cambia a seconda di chi sei e del c*lore della tua p*lle?
È da qui che nasce la rabbia che monta nelle strade e sui social: dalla sensazione che gli europei debbano subire, tacere e perfino sentirsi in colpa per cr*mini che non hanno mai commesso.
Un continente che colpevolizza se stesso, protegge tutti tranne i propri figli e considera sospetto perfino l’istinto di sopravvivenza non è tollerante.
È un continente che sta preparando la propria estinzione.
#immigrazione #sicurezza #governo #destra #notizie
Continuiamo a sentirci dire che i migranti sarebbero «l’avanguardia di questa globalizzazione».
Poi però ci sono le città vere. Le periferie vere. I treni la sera. Le aggressioni, le risse, le coltellate. E un problema enorme di clandestinità e integrazione fallita che troppi fanno finta di non vedere.
Chi entra deve essere identificato.
Chi delinque deve pagare.
Chi non ha diritto di restare deve essere rimpatriato.
Uno Stato serve a proteggere i suoi cittadini, non a spiegargli che devono abituarsi alla paura.
#governo #politica #politicaitaliana #destra #immigrazione
Christian Zedig aveva 32 anni. Era partito per seguire la nazionale svedese, come fanno migliaia di tifosi ogni anno. Ma un immigrato l'ha ucciso.
I cittadini hanno il diritto di chiedere che venga fatta piena luce sui fatti e di pretendere politiche capaci di garantire ordine pubblico, controllo del territorio e una gestione dell'immigrazione che tenga conto anche delle conseguenze sulla sicurezza.
Ignorare queste preoccupazioni significa alimentare sfiducia nelle istituzioni.
Christian Zedig merita giustizia. E l'Europa ha bisogno di affrontare con serietà questioni che troppo spesso vengono tralasciate.
Mentre piangiamo Louis, un altro europeo si é aggiunto alla lista delle vittime dell'immigrazione.
#destra #governo #politica #immigrazione #notizie
Sauron non è soltanto il cattivo de "Il Signore degli Anelli". È una metafora.
Tolkien non descrive il male come qualcosa che irrompe all'improvviso. Lo racconta come un processo lento, capace di sedurre prima ancora che di distruggere.
L'Anello non costringe nessuno. Promette. Illude. Fa credere che un po' più di potere possa risolvere ogni problema.
Ed è proprio questo il suo messaggio più attuale.
Le grandi rinunce ai propri valori raramente iniziano con un gesto estremo. Cominciano con piccoli compromessi, giustificati dal "fine superiore".
Un passo alla volta, fino a non riconoscere più il confine tra ciò che siamo e ciò che siamo diventati.
Forse è per questo che l'opera di Tolkien continua a parlare anche al presente.
Perché il vero potere non si limita a dominare gli altri.
Inizia quando riesce a convincerti che cambiare te stesso sia un prezzo accettabile.
#signoredeglianelli #fantasy #politicaitaliana #governo #destra
Ci sono episodi che non possono essere liquidati come una bravata. I biglietti comparsi a Viareggio con la scritta "st*pro alle cristiane" rientrano tra questi. Chiunque li abbia lasciati ha scelto deliberatamente il linguaggio dell'intimidazione, evocando una delle forme di violenza più brutali per seminare paura.
Ora spetta agli investigatori chiarire responsabilità e movente. Da troppo tempo il dibattito pubblico cerca di minimizzare sul tema mentre i cittadini chiedono una cosa semplice: vivere in sicurezza e sapere che lo Stato è presente.
La sicurezza non è uno slogan ma una necessità. Se emergono segnali di odio, di estremismo o di radicalizzazione religiosa, non si risponde con il silenzio ma con indagini, giustizia rapida e il rispetto rigoroso comunità in cui si vive.
Prima delle polemiche viene un principio che dovrebbe unire tutti: nessuno deve poter minacciare donne o cittadini basandosi sulla loro fede cristiana. Su questo non ci possono essere zone grigie.
L'intelligenza artificiale è uno degli strumenti più potenti mai creati.
Il rischio non è che pensi al posto nostro, ma che noi scegliamo di smettere di farlo.
Ogni innovazione può renderci migliori o più dipendenti. La differenza la fa chi la utilizza.
L'IA non va temuta, va dominata. Non come una scorciatoia, ma come uno strumento capace di amplificare metodo, conoscenza e spirito critico.
Il futuro non appartiene a chi rifiuta l'intelligenza artificiale, ma a chi saprà usarla senza rinunciare alla propria.
Louis aveva 17 anni.
Non era un simbolo, non era un numero, non era “un caso di cronaca”. Era un ragazzo. Uno di quelli che dovrebbero pensare alla scuola, agli amici, alla patente, al futuro. Non a morire così.
Oggi il suo nome riempie le piazze francesi perché tanta gente è stanca di sentirsi dire che bisogna abbassare la testa, aspettare, dimenticare, passare oltre.
No. Non si passa oltre.
Uno Stato esiste per una ragione semplice: proteggere i suoi cittadini. Se non riesce più a garantire sicurezza, giustizia e ordine, allora ha fallito nel suo compito più importante.
Da Narbonne arriva un messaggio che riguarda tutta l’Europa: i popoli non chiedono miracoli. Chiedono confini controllati, leggi rispettate, pene certe e città dove un ragazzo di 17 anni possa vivere senza paura.
Non è odio chiedere sicurezza.
Non è vendetta pretendere giustizia.
È buon senso. È civiltà. È il minimo.
Per Louis.
Per la Francia.
Per un’Europa che deve tornare a difendere i suoi figli.
Sicurezza nelle stazioni, allarme droga tra i minorenni, violenze in Europa, guerra tra Russia e Ucraina, scosse politiche a Londra e nuove polemiche nel mondo del calcio: sono giorni carichi di notizie e tensioni. Dalle proposte di Salvini al caso Malagò, fino al dibattito acceso su FIFA, immigrazione e sicurezza, abbiamo raccolto i fatti più discussi delle ultime ore.
Scorri il carosello per capire cosa sta succedendo e dicci la tua!
#notizie #governo #destra #politica #politicaitaliana
